Il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, è intervenuto a Palazzo Chigi, alla presenza fra gli altri del ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini, alla presentazione della 25esima edizione delle “Giornate Fai di Primavera”. Nel corso del suo intervento il premier ha sottolineato come le giornate del Fai siano “un elemento importantissimo del nostro paesaggio culturale, uno dei grandi eventi del calendario che ogni anni fa dell’italia il paese di cui siamo tutti orgogliosi. I numeri dimostrano quanto questa intuizione di 25 anni fa sia diventata un fenomeno di massa. L’Italia è davvero un paese straordinario dal punto di vista delle risorse artistiche, culturali, di paesaggio. Tutti noi abbiamo nella strada accanto un tesoro che conosciamo poco e una meraviglia da scoprire. Chiaro che per chi ha responsabilità di governo questa è un’occasione per riaffermare gli impegni, siamo tenuti a fare di più. Abbiamo dal mio punto di vista tre direzioni di marcia da seguire, considerate dal governo molto importanti oltre a tutta la grande tematica dei Beni culturali: in primo luogo abbiamo una sfida di lungo periodo di cura e manutenzione del nostro paese. Nel progetto “Casa Italia” – che rilanceremo nelle prossime settimane in occasione del Salone del mobile di Milano – abbiamo messo dei soldi in bilancio che dureranno nei decenni, trasformeremo questa unità di missione che si occupa del progetto di manutenzione del paese in un dipartimento della presidenza del Consiglio per dare anche dal punto di vista burocratico e amministrativo continuità a questa operazione. Consideramo inoltre fondamentale l’impegno per il paesaggio e la biodiversità e consideriamo fondamentale l’impegno per la qualità delle periferie. E’ chiaro – ha aggiunto Gentiloni –  che la cultura è una chiave di lettura positiva della nostra identità, viviamo in tempi in cui è tornato di moda rifarsi alle proprie identità ma ci sono dei modi sbagliati di esaltare queste identità nazionali. La cultura, l’arte, il paesaggio e la bellezza ci danno una chiave di accesso al concetto di identità molto positiva. Che poi è la chiave d’accesso italiana, è l’alternativa all’idea dell’identità vista come un elemento per chiudersi o addirittura per distruggere bellezze artistiche. La conscenza della storia e l’amore della bellezza delle tue radici vuol dire in fondo scopire il mondo scegliendo l’apertura e non la chiusura”, ha concluso il presidente del Consiglio.

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