Il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni ha partecipato – insieme al ministro dei Beni culturali Dario Franceschini – alla cerimonia dedicata a “Pistoia Capitale Italiana della Cultura 2017”. Il progetto della città di Pistoia è stato scelto tra quello di nove città finaliste (Aquileia, Como, Ercolano, Parma, Pisa, Spoleto, Taranto e Terni) con la seguente motivazione: “La candidatura risulta decisamente ben sostenuta nei suoi diversi elementi : area centrale urbana, relazione territorio circostante, ampiezza dei settori, gestione sistema bibliotecario, budget importante ma realistico, partenariato di sistema e internazionale. Ampiamente apprezzati anche nel loro insieme. Il progetto per qualità e completezza sa interpretare pienamente le risorse esistenti proiettandole in uno scenario anche internazionale avanzato di sviluppo del patrimonio culturale e della partecipazione associativa”. Il titolo di “Capitale Italiana della Cultura” è conferito per la durata di un anno e la città vincitrice riceve un milione di euro e l’esclusione dal patto di stabilità delle spese per gli investimenti necessari per realizzare i progetti. “Per le città italiane l’attrattiva culturale è quella fondamentale, dobbiamo investire su questo”, ha dichiarato il premier arrivando a Pistoia. “Se c’è un primato italiano che viene universalmente riconosciuto, quello sono le nostre città. Non dobbiamo disperdere questa grande ricchezza ma anzi valorizzarla. La capitale italiana della cultura è uno strumento straordinario per fare questo tipo di operazioni”. Parallelamente, ha ricordato, “stiamo lavorando sulle periferie di 120 città italiane, un’operazione – come l’ha definita Renzo Piano – di ‘rammendo’. L’ex capo della diplomazia italiana sottolinea che “la voglia di Italia è tantissima, quasi tutte le classi medie – soprattutto dall’Asia – che si affacciano a una nuova disponibilità di viaggiare, il primo paese a cui pensano è l’Italia. C’è una voglia di Italia straordinaria. Da questo punto di vista ci stiamo muovendo bene, siamo tra i paesi dell’area Schengen – nonostante non abbiamo le infrastrutture più forti – quello che viene individuato come prima destinazione più frequentemente dai grandi flussi turistici come la Cina. Siamo competitivi da questo punto di vista, ma dobbiamo attrezzarci sempre di più per vincere questa sfida mettendo in campo tutte le nostre risorse”.

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