Con una grande mostra che racchiude alcune delle sue opere più importanti appartenenti alla Mugrabi Collection, il Chiostro del Bramante di Roma rende omaggio a Jean – Michel Basquiat (1960 – 1988), figura iconica e controversa della cultura newyorkese degli anni Ottanta. Uno spazio che non ha pareti temporali, stilistiche e culturali, le cui linee programmatiche possono spaziare dall’arte antica alle espressioni più recenti e futuribili, il Chiostro del Bramante , uno tra i più importanti mu sei italiani e internazionali – che con l’ultima esposizione dal titolo Love, l’arte contemporanea incontra l’amore ,   ha   registrato   un   afflusso   di   oltre   150   mila visitatori prevalentemente giovanissimi – dal 24 marzo al 2 luglio 2017 dedicherà una imponente mostra a Jean – Michel Basquiat le cui opere provengono dalla Mugrabi Collection, una delle raccolte di arte contemporanea più vaste al mondo. In questa mostra dedicata a Jean – Michel Basquiat, saranno esposti circa 100 lavori tra olii acrilici, disegni, al cune importanti collaborazioni con Andy Warhol, serigrafie e ceramiche , opere realizzate tra il 1981 e il 1987 ovvero in un arco di tempo in cui si dipana quasi tutta la turbolenta e sofferta parabola artistica ed esistenziale di Basquiat.

Protagonista emblematico della scena artistica newyorchese degli anni Ottanta, Basquiat è presto diventato uno degli artisti più popolari dei nostri tempi. A quasi trent’anni dalla morte avvenuta nell’agosto del 1988, i suoi lavori e il suo linguaggio continuano ancora og gi ad affascinare il pubblico di tutto il mondo. “Papà un giorno diventerò molto, molto famoso”. Basquiat aveva questa urgenza , l’urgenza del segno, del gesto, del colore, l’insopprimibile necessità di disegnare, di essere artista.   E proprio i muri di New York saranno, all’inizio della sua carriera, le tele su cui inciderà i tratti distintivi e indelebili della sua arte, pareti sapientemente e artatamente scelte in prossimità delle gallerie più rinomate. Apparso   con   lo   pseudonimo   di   SAMO,   Basquiat   comincia   proprio   con   il   graffitismo   che abbandonerà presto diventando, a soli vent’anni, una delle stelle nascenti più celebri e celebrate nel mondo dell’arte. Le sue opere attingono alle più disparate fonti, i suoi mezzi espressivi creano un linguaggio artistico originale e incisivo che punta a una critica durissima alle strutture del potere repressivo e al razzismo. Orgoglioso delle sue origini afro – americane, Basquiat infonde nelle sue opere quel carattere drammatico, quell’energia e quella determinazione di denuncia sociale che aprirà una strada alle future generazioni di artisti neri. La produzione artistica di Basquiat sintetizza astrattismo e figurativismo neoespressionista, la sua febbrile e incessante ricerca produce opere dal tratto viscerale, materi co, tribale. Utilizza la pittura, ma soprattutto la scrittura, una presenza costante nelle sue opere, che spesso ne costituisce il tessuto.

Basquiat ha usato e trasformato le parole in contesto come segni grafici e significanti – come versi che risuonano a l ritmo del suo battito interiore. Sue muse ispiratrici erano la musica – che non abbandonerà mai e sarà sempre presente nei suoi dipinti – e ancora l’arte greca, romana e africana. Tra i suoi amici ricordiamo Andy Warhol con cui aveva una straordinaria e particolare intesa intellettuale, John Lurie, Arto Lindsay, Keith Haring e Madonna. Basquiat muore di overdose a soli ventisette anni, una fine apparentemente inevitabile per una vita divisa tra genio e sregolatezza. Anche se l’attività artistica di Basquiat prende forma nell’arco di una sola decade, in questo breve periodo la sua febbrile attività lo ha portato a produrre un vasto corpus di opere caratterizzate da un segno e uno spirito che lo hanno reso uno dei grandi testimoni della sua epoca. Pro mossa dall’ Assessorato alla Crescita culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali , la mostra è prodotta e organizzata da DART Chiostro del Bramante e Gruppo Arthemisia in collaborazione con la Mugrabi Collection ed è curata da Gianni Mercurio

Comments are closed.