Il 4 e 5 aprile, nell’ambito della sua visita negli Stati Uniti, la direttrice generale dell’Unesco, Irina Bokova, ha preso parte a una conferenza sulla “Conservazione dell’Arte e della Cultura in tempo di guerra”, organizzata dal Centro per l’Etica e la Stato di diritto della University of Pennsylvania. Tenutasi in seguito alla storica adozione della risoluzione 2347 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite sulla protezione del patrimonio durante i conflitti armati, così come dopo la prima riunione del G7 della Cultura a Firenze alla fine del mese di marzo, la conferenza ha fornito la possibilità di approfondire in che modo e quanto il patrimonio culturale sia diventato un obiettivo centrale nei conflitti moderni e di come sia quindi indispensabile la sua tutela. Bokova ha enfatizzato come la distruzione di beni culturali sia andata oltre a una perdita materiale ed estetica, ribadendo l’urgenza di definire il patrimonio e la cultura come strumenti di pace e di dialogo e di inserirli al centro dell’agenda politica. Ha inoltre sottolineato l’importanza di lavorare a stretto contatto e di coinvolgere le comunità locali, oltre ad educare i giovani sula conservazione del patrimonio culturale.

Bokova ha insistito sulla necessità di rafforzare ulteriormente gli strumenti legali, e ha sottolineato che pietre miliari in questo campo sono la recente risoluzione 2347 delle Nazioni Unite oltre alla riunione del G7 della Cultura. La direttrice generale dell’Unesco ha anche ribadito che è essenziale lavorare ulteriormente verso l’unificazione del quadro giuridico internazionale e aumentare la ratifica dei trattati internazionali. “Dobbiamo fare in modo che i beni culturali siano protetti da una legislazione nazionale adeguata e non utilizzati per scopi militari. Ciò richiede una maggiore cooperazione tra le amministrazioni pubbliche e le altre istituzioni, compresi i funzionari doganali, le forze di polizia specializzate, e le altre forze dell’ordine”, ha dichiarato Bokova.