Mantova, palazzo del PodestàIl palazzo del podestà di Mantova e, soprattutto i suoi lavori di ristrutturazione, è stato al centro di un’interpellanza urgente presentata al governo il 12 maggio alla Camera da Alberto Zolezzi del Movimento 5 Stelle. A rispondere, in aula, il sottosegretario per i Beni e le attività culturali e il turismo, Antimo Cesaro. “Chiediamo lumi – ha detto Zolezzi illustrando l’interpellanza – sulle iniziative e le decisioni assunte nella seduta del Cipe del 1° dicembre 2016, che riguardava anche il recupero e il riuso funzionale del Palazzo del podestà nel comune di Mantova”. E soprattutto, i pentastellati, chiedono “quali iniziative si intendano assumere per impedire che siano destinate risorse economiche, da parte del CIPE, senza un’adeguata istruttoria preventiva”.

“In quella seduta – ha spiegato Zolezzi -, in tutto risultano oltre 107 milioni di euro erogati in parte, a parere degli scriventi, senza istruttoria adeguata: 9 milioni sono stati erogati per far salire l’importo per i lavori di questo Palazzo del podestà, da 13 a 22 milioni, in questo caso – dagli atti a cui abbiamo avuto accesso sia a livello comunale che a livello del CIPE stesso – senza un’adeguata istruttoria, senza un progetto esecutivo”.

La delibera di seduta del primo dicembre 2016, ha spiegato Cesaro nella risposta a nome del governo, prevede “l’assegnazione di complessivi 107,22 milioni di euro per la realizzazione di, cito testualmente: interventi proposti dai comuni e da altri enti pubblici riguardanti esigenze sociali fortemente avvertite dalle comunità locali e afferenti i settori considerati prioritari per l’azione di governo”. Un importo che coincide “con la residua disponibilità delle risorse del Fondo sviluppo e coesione programmazione 2007-2013”, ha spiegato Cesaro. Tali risorse “sono state sottratte alla disponibilità delle regioni per il mancato rispetto dei termini per l’assunzione di obbligazioni giuridicamente vincolanti, termini fissati con delibera del CIPE n. 21 del 2014”.

Tra gli interventi previsti in quei 107 milioni è presente appunto il progetto sul recupero valorizzazione e riuso funzionale del complesso monumentale denominato Palazzo del Podestà di Mantova. Come indicato nella motivazione della delibera, nella individuazione degli interventi per la realizzazione dei quali sono state assegnate le risorse oggetto della delibera, “si è tenuto conto delle proposte presentate all’autorità politica per la coesione, anche per il tramite di altre autorità di governo, dai comuni, in quanto enti esponenziali delle esigenze sociali delle comunità rappresentate o da altri enti pubblici posti a tutela e promozione di specifici interessi collettivi”.

“Nel valutare la meritevolezza delle richieste di finanziamento – ha aggiunto il sottosegretario – si è poi tenuto in considerazione il fatto che i settori/materie cui sono afferenti gli interventi proposti corrispondessero a quelli prioritari, o comunque considerati qualificanti per l’azione di governo, e tali sono appunto i settori sopra citati, tra i quali mi limito a ricordare cultura e turismo, edilizia pubblica per fini sociali”. L’adozione di tali criteri corrisponde ad un consolidato indirizzo dell’azione di governo già a partire dal decreto-legge cosiddetto “sblocca Italia”.

Nel caso del Palazzo del Podestà di Mantova, ha spiegato Cesaro, “la scheda descrittiva prodotta dal comune di Mantova che fa parte della documentazione allegata e sottoposta all’organo di controllo, ma che non costituisce parte integrante della delibera, indica in 9 milioni di euro il finanziamento richiesto al CIPE a fronte di un costo complessivo dichiarato di 33 milioni di euro, suddivisi in due fasi di realizzazione per il recupero e il riuso funzionale del complesso”.

Cesaro ha poi aggiunto: “Occorre specificare che il progetto esecutivo iniziale è stato necessariamente rivisto dopo il sisma, al fine di ricomprendere le ulteriori lavorazioni rispetto a quelle previste nella versione precedente. Il quadro economico originario è stato pertanto rivisto e portato a 22 milioni e 925 mila euro di cui 13 milioni e 925 mila euro finanziati con risorse comunali e 9 milioni, come detto, richiesti al CIPE; la seconda fase di costo pari a 10 milioni e 75 mila euro con risorse da individuare”. Sotto tale profilo, l’intervento in argomento “è rispondente al requisito del cofinanziamento”.

Il progetto preliminare di restauro del complesso, proprio in ragione dell’importanza dell’operazione e dell’interesse generale alla sua attenta esecuzione, è stato seguito direttamente dalla direzione regionale della Lombardia con decreto di avocazione del 4 dicembre 2007. “Successivamente – ha chiarito Cesaro -, in una fase iniziale di verifica dei luoghi propedeutica alla successiva istruttoria del progetto definitivo, il bene è stato colpito dalle scosse sismiche del maggio 2012, che hanno danneggiato in modo considerevole l’immobile estremamente vulnerabile perché privo di manutenzione da molti anni”.

“In considerazione della condizione dell’immobile e alla luce della vulnerabilità riscontrata durante gli eventi sismici che hanno colpito il territorio mantovano, si è concordata con il comune di Mantova la necessità che l’intervento strutturale, per una maggiore efficacia, venisse progettato e realizzato sull’intero immobile, e non in due momenti differenti, secondo la suddivisione delle fasi realizzative ipotizzate dal progetto iniziale”.

Questo ha comportato una considerevole trasformazione del progetto, che ha previsto interventi di consolidamento e miglioramento sismico complessivo, associato alla definizione delle finiture, degli impianti e di tutte le opere per la rifunzionalizzazione di una limitata porzione del complesso.

Il segretariato regionale, che, a seguito della riorganizzazione ha assunto i compiti della direzione regionale, “ha autorizzato il 17 marzo 2016 con una dettagliata nota prescrittiva il progetto esecutivo fase A1 per la realizzazione dei lavori di recupero, valorizzazione e riuso del Palazzo del Podestà di Mantova”. L’autorizzazione che ha dato il via definitivo ai lavori è tuttavia successiva, “e precisamente del 16 gennaio 2017: essa è frutto della valutazione degli elaborati integrativi trasmessi dal comune di Mantova il 16 giugno 2016”.

“Da un punto di vista puramente tecnico – ha concluso Cesaro -, la soprintendenza di Mantova ha ritenuto plausibile un aumento degli importi contabilizzati, in conseguenza sia dell’ampliamento della progettazione delle opere strutturali su tutto il complesso, sia della necessità di effettuare i restauri delle superfici dipinte e murali rinvenute in modo cospicuo durante le prime opere di messa in sicurezza e i successivi interventi di consolidamento puntuali già realizzati, sia per completare la riabilitazione funzionale di una parte del complesso come sopra indicato, sia da ultimo per l’esecuzione di altre opere connesse al consolidamento e al recupero d’uso”.

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