Rappresentano quasi il 70% dei comuni italiani, sono amati da italiani e stranieri e offrono possibilità di esperienze di vario genere: è il quadro del turismo nei borghi d’Italia, presentato dal Centro Studi Turistici di Firenze, in occasione dell’evento inaugurale della XXI Borsa del Turismo delle 100 Città d’Arte.

Nella splendida cornice della Pinacoteca di Bologna, si è svolto nei giorni scorsi il focus Borghi d’Italia, iniziativa promossa come ogni anno da CAT Confesercenti, BTO Educational e CST Firenze.

In crescita offerta e domanda turistica

Dopo i consueti dati sul turismo nelle città d’arte, Centro Studi Turistici di Firenze ha focalizzato l’attenzione sul turismo nei borghi.

Secondo i dati forniti, sono 5568 i borghi al di sotto dei 5000 abitanti, parametro stabilito nella direttiva 2.12.2016 del MiBACT: in totale rappresentano il 69,8% dei comuni italiani, hanno una popolazione di oltre 10 mln di residenti e coprono circa 163 km2 (il 54% del territorio nazionale).

La Valle d’Aosta è la regione che ne conta il maggior numero (98,7%) seguita da Molise, Piemonte e Trentino. Difficile classificare per tipologia almeno il 63,7% dei borghi italiani, mentre un 19,4% è definibile come località montana, e il 10,5% collinare.

Per quanto riguarda l’offerta turistica, sono 51.000 gli esercizi presenti, per 1,4 mln di posti letto, pari al 30,5% e al 27,9% del totale nazionale. A prevale è il settore extralberghiero, con il 78% degli esercizi. Ben l’83% dei borghi ha almeno una struttura ricettiva. Tra 2010-15 i posti letto sono aumentati del +2,3%, con un ritmo di crescita media dello 0,5% annuo. La Puglia è la regione dove l’offerta ricettiva è cresciuta di più (+24,7%), seguite da Marche e Toscana.

Nel 2016 la stima degli arrivi è di circa 21,3 mln per quasi 90 mln di presenze (pari a 18,6% e 22,3% del totale). Il 50,4% dei turisti sono italiani e la permanenza media è di 4.2 notti, superiore alla media nazionale (3,5). Il turismo si caratterizza soprattutto per la stagionalità: in particolare il turismo italiano si concentra tra giugno e settembre mentre gli stranieri si distribuiscono meglio anche negli altri mesi. Da notare come la quota del mercato estero è passata dal 41,8% del 2010 al 49,6% del 2016.

CST Firenze ha analizzato anche le diverse tipologie di turismo: dalla cultura, alla natura, all’enogastronomia fino al turismo dei cammini. Tanto per fare qualche esempio, su 405 comuni che hanno siti UNESCO, il 64,2% sono borghi, mentre il 65,5% dei 2065 comuni situati in parchi o aree protette, sono borghi.

“Il turismo nei borghi d’Italia si presenta come un settore in crescita con grandi potenzialità – ha concluso Alessandro Tortelli, direttore di CST Firenze – Questi dati rappresentano un punto di partenza: è auspicabile infatti la creazione di un Osservatorio nazionale che consenta di monitorare effettivamente l’andamento del turismo in questo specifico settore, così da permettere di programmare politiche efficaci per lo sviluppo del turismo”.

In autunno Forum Nazionale e Atlante Turistico dei Borghi

Il dibattito seguito alla presentazione dei dati ha permesso a politici, enti e organizzazioni di confrontarsi sulle politiche necessarie allo sviluppo e alla promozione di questi luoghi.

Tra le problematiche emerse quella di renderli più accessibili, senza però snaturarne gli aspetti peculiari, con l’obiettivo finale di farne dei volani di economia.

Ottavia Ricci, consigliera per la sostenibilità nel turismo del Ministro Dario Franceschini, ha annunciato l’istituzione di un Comitato nazionale che ha come obiettivo quello di creare l’Atlante turistico dei borghi d’Italia. Inoltre, per il prossimo autunno sono previste diverse iniziative pubbliche, a cominciare dal Forum Nazionale dei Borghi.

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