Arrivano riformulazioni, subemendamenti e un nuovo ordine del giorno al ddl sul Codice dello spettacolo all’esame della commissione Cultura del Senato. Il provvedimento, il cui iter è partito lo scorso 19 ottobre 2016 dopo lo stralcio dall’articolo 34 del testo sulla Disciplina del cinema e dell’audiovisivo, riguarda la riforma della normativa sulle fondazioni lirico-sinfoniche, degli enti trasformati in fondazioni di diritto privato e della Fondazione lirico-sinfonica Petruzzelli e Teatri di Bari. Ma anche la revisione e il riassetto più generale della disciplina in materia di teatro, prosa, musica, danza, spettacoli viaggianti e attività circensi.

Marcucci sollecita il Mibact

Durante la discussione, il presidente Andrea Marcucci (Pd) ha evidenziato come “contrariamente” a quanto prospettato la settimana scorsa, la Commissione non sarà in grado di iniziare le votazioni, non essendo stati resi tutti i pareri. Pertanto ha sollecitato il ministero dei Beni e delle attività culturali e del turismo ad “interloquire efficacemente” con il dicastero dell’Economia allo scopo di “fornire tutti gli elementi necessari per far sì che la Commissione Bilancio concluda l’esame in sede consultiva”.

Un nuovo ordine del giorno

La prima novità è l’emendamento 1.0.3/6 a prima firma Franco Panizza (Aut) trasformato nell’ordine del giorno G/2287-bis/8/7. La proposta impegna il governo “a valutare la possibilità di rendere permanenti” le previsioni contenute nella legge di stabilità 2016 per “consentire alle associazioni culturali la partecipazione al riparto del 2 per mille dell’Irpef, visto il fondamentale ruolo che esse svolgono nella nostra società”. La manovra dello scorso anno ha infatti introdotto in via provvisoria questa possibilità, prima prevista solo per i partiti politici, per l’anno di imposta 2015. In sostanza, le associazioni con finalità culturali, esistenti da almeno 5 anni al momento della presentazione della domanda di iscrizione all’apposito elenco istituito presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, avevano diritto di accedere alla corresponsione del 2 per mille.

I subemendamenti della relatrice

Nel corso della seduta sono pervenute alcune riformulazioni e subemendamenti anche da parte della stessa relatrice Rosa Maria De Giorgi (Pd). Che ha introdotto il subemendamento 01.1 all’articolo 1 del disegno di legge sui principi generali del testo, specificando che tra i casi di intervento pubblico a sostegno delle attività di spettacolo, rientrano anche “le attività di spettacolo realizzate con il diretto coinvolgimento dei giovani fin dall’infanzia”.

Stesso discorso per il subemendamento 1.0.3/100, che va ad aggiungere dopo il comma 2 dell’articolo 1-bis la disposizione secondo cui entrano nel credito di imposta “le spese, per un importo non superiore a 210 euro, sostenute per l’iscrizione annuale e l’abbonamento, per i ragazzi di età compresa tra 5 e 18 anni, a corsi di danza, teatro e musica, presso scuole rispondenti alle caratteristiche individuate con decreto del ministro dei Beni e delle attività culturali e del turismo di concerto con il ministro dell’Economia e delle finanze e con il ministero dell’Istruzione dell’università e della ricerca o presso scuole inserite negli appositi registri previsti dalla legislazione delle regioni e delle province autonome di Trento e di Bolzano”.

“Agli oneri valutati in 3 milioni di euro a partire dal 2018, “si provvede mediante corrispondente riduzione delle proiezioni dello stanziamento del fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2017-2019, nell’ambito del programma ‘’Fondi di riserva e speciali’ della missione ‘Fondi da ripartire’ dello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze per l’anno 2017, allo scopo parzialmente utilizzando l’accantonamento relativo al medesimo Ministero”.

E ancora: la relatrice propone una nuova modifica, la 1.0.3/101 all’emendamento 1.0.3 introducendo un nuovo articolo 1 –ter nel quale viene proposto uno spostamento temporale di un anno – dal 31 dicembre 2018 al 31 dicembre 2019 – per l’individuazione dei “requisiti che devono essere posseduti dalle fondazioni lirico-sinfoniche” per “l’inquadramento di tali enti, alternativamente, come fondazione lirico-sinfonica o teatro lirico-sinfonico, con conseguente revisione delle modalità di organizzazione, gestione e funzionamento, secondo principi di efficienza, efficacia, sostenibilità economica e valorizzazione della qualità”.

Le riformulazioni

Tra le altre novità le riformulazioni di Francesca Puglisi (Pd), all’emendamento 1.1 (testo 2) riguardanti più che altro elementi lessicali e quelle dei senatori Karl Zeller, Hans Berger, Francesco Palermo, Vittorio Fravezzi, Albert Laniece e Franco Panizza che tra l’altro introduce un articolo 1-Ter riguardante una clausola di salvaguardia nell’applicazione delle norme del provvedimento per le regioni a statuto speciale e nelle province autonome di Trento e di Bolzano in quanto compitabili “con i rispettivi statuti e le relative norme di attuazione, anche con riferimento alla legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3”.

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