L'ultima cena, affresco di Leonardo da Vinci
L’ultima cena, affresco di Leonardo da Vinci

Entra nel vivo in Commissione Istruzione e beni culturali del Senato l’esame del provvedimento di iniziativa governativa sulle Disposizioni per la celebrazione dei 500 anni dalla morte di Leonardo da Vinci e Raffaello Sanzio e dei 700 anni dalla morte di Dante Alighieri. Il testo è stato approvato dalla Camera dei deputati e trasmesso a palazzo Madama agli inizi di maggio. Nella seduta di mercoledì 24 maggio sono stati illustrati gli emendamenti (il termine per la loro presentazione era scaduto martedì 23) e un ordine del giorno del Movimento 5 Stelle incentrato sull’articolo 6.

L’ordine del giorno M5S

Con l’ordine del giorno a prima firma Montevecchi si impegna il governo “ad adottare con sollecitudine le opportune iniziative, anche di carattere normativo, vòlte a definire una disciplina organica in materia di ‘dichiarazione di monumento nazionale’”. E che “assuma pieno e preciso significato entro un quadro normativo coerente, in particolare affinché sia stabilito il regime giuridico cui devono essere sottoposti, garantendo loro, oltre all’inalienabilità, specifiche disposizioni di tutela”. Il Movimento 5 Stelle chiede inoltre di “valutare l’opportunità di un ampliamento della dichiarazione di monumento nazionale anche con riferimento al ‘patrimonio culturale immateriale’ o a particolari beni che non rientrano stricto sensu nel novero dei beni culturali come definiti dal citato articolo 10 del codice dei beni culturali e del paesaggio”.

L’articolo 6 e la dichiarazione di monumento nazionale

L’articolo 6 è stato introdotto nel provvedimento in sede referente dalla VII Commissione Cultura della Camera. Esso interviene sul codice dei beni culturali e del paesaggio prevedendo che se i beni culturali “rivestono altresì un valore testimoniale o esprimono un collegamento identitario o civico di significato distintivo eccezionale, il provvedimento di cui all’articolo 13 può comprendere, anche su istanza di uno o più comuni o della regione, la dichiarazione di monumento nazionale”. Fino a oggi lo stesso codice dei beni culturali e del paesaggio non prevedeva una specifica normativa che disciplinasse coerentemente le ‘dichiarazioni di monumento nazionale’, garantendo alle stesse rilevanza giuridica ed efficacia.

Con l’articolo 6 del provvedimento, spiegano i 5 Stelle, “viene introdotta nel codice una procedura per la dichiarazione di monumento nazionale, che si configura, alla stregua di un iter amministrativo, come una dichiarazione all’interno della dichiarazione stessa di interesse culturale (è questo il riferimento all’articolo 13 del codice dei beni culturali, ndr) con la quale un determinato bene è riconosciuto come ‘bene culturale’”. Pertanto, “pur se identificate e circoscritte determinate procedure e caratteristiche, non è affatto specificato se, e in quale misura, dalla dichiarata monumentalità scaturiscano effetti giuridici ulteriori rispetto a quelli derivanti dalla stessa dichiarazione di interesse culturale”.

Gli emendamenti

Nella stessa seduta della 7a commissione sono stati illustrati anche sei emendamenti di M5S e Mdp. In uno, Michela Montevecchi chiede la soppressione dell’articolo 6 del provvedimento come fa pure un altro emendamento di Miguel Gotor di Mdp. Gotor propone anche una modifica dell’articolo 7, quello relativo alle disposizioni finanziarie. Il senatore Mdp chiede di reperire le risorse, pari a 3,5 milioni di euro, “dal fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2017-2019, nell’ambito del programma ”Fondi di riserva e speciali” della missione ”Fondi da ripartire” dello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze, allo scopo parzialmente utilizzando l’accantonamento relativo al medesimo Ministero”. Nella formulazione attuale, il provvedimento individua nel fondo “per il funzionamento degli Istituti afferenti al settore Museale” (previsto dalla Legge di stabilità 2016) la fonte da cui drenare risorse andando a incidere sul bilancio del Mibact.

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