Nel 2016 le attività di contrasto dei Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Firenze hanno consentito il recupero di beni antiquariali, archivistici, librari e archeologici di pregevole fattura ed il cui valore viene quantificato in circa due milioni di euro. Inoltre, sono state sequestrate opere d’arte contemporanea contraffatte che, qualora immesse sul mercato come autentiche, avrebbero potuto fruttare indebiti guadagni, stimati in trecentocinquantamila euro.

La Toscana – spiega il Nucleo – risulta tra le Regioni maggiormente interessate dagli illeciti a danno del patrimonio culturale. La strategica posizione geografica e l’elevata presenza di beni diffusi sul territorio si riflette, di fatto, nel numero dei reati consumati prevalentemente negli edifici religiosi, ricchi di oggetti facilmente commerciabili, e di abitazioni private. Più di rado, tali eventi hanno interessato musei, archivi e biblioteche. In termini numerici si sono registrati 55 eventi nel 2015 e 69 nel 2016, con una maggiore incidenza nelle province di Firenze e di Lucca.

Nel 2016 sono state: – denunciate all’Autorità Giudiziaria 59 persone, di cui 23 per reati in danno del paesaggio; – eseguite 22 verifiche sulla sicurezza di Musei, Biblioteche ed Archivi; – controllati: 2.301 beni culturali nella Banca Dati dei beni culturali illecitamente sottratti; 157 esercizi antiquariali e commerciali; 16 mercati e fiere antiquariali; 105 siti tutelati da vincoli paesaggistici e monumentali; 51 siti archeologici; – recuperati: 80 beni antiquariali, archivistici e librari; 85 reperti archeologici integri, di cui 2 frammentati; – sequestrate 12 opere contraffatte.

Di seguito le più significative attività condotte nel 2016:

Firenze. Sono stati recuperati dai militari del Nucleo di Firenze, presso un’abitazione privata ottantadue reperti archeologici di produzione attica ed etrusca, epoca VI – IV secolo a.C., parte delle collezione del Conte Napoleone Passerini Pio di Chiusi (SI), classe 1862, allo stesso notificata nel 1910 dall’allora “Ministero della Istruzione Pubblica”. I beni, pur legalmente detenuti, sono stati ceduti a terzi in data imprecisata, comunque successiva alla notifica, senza che ne venisse data comunicazione alle Autorità preposte alla Tutela, provocandone la dispersione e, quindi, la separazione dalla restante parte che, nel 2006, è stata acquistata dal Museo Archeologico di Chiusi (SI) ove oggi si trova custodita per motivi di studio. I reperti, di particolare rarità e pregio, grazie alle indagini condotte dal Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Firenze e alla ricostruzione storica effettuata dagli archeologi della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Firenze, verranno acquisiti dal Polo Museale della Toscana per la successiva valorizzazione.

Firenze: Il Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale nell’ambito delle attività investigative che sviluppa sullo scenario internazionale, da anni opera in collaborazione con l’Agenzia delle Dogane. In tale ambito, a seguito di un’iniziale segnalazione pervenuta dalla sede fiorentina, sono stati eseguiti una serie di sequestri per un totale di dieci opere pittoriche ritenute contraffatte. Nel corso delle indagini, dirette dalla Procura della Repubblica di Firenze e in collaborazione con l’INTERPOL, è stato infatti appurato che una Società elvetica era solita introdurre in Italia, per finalità di restauro, beni d’arte che, pur essendo stati realizzati in età moderna, per iconografia e tecnica pittorica, venivano presentati all’Ufficio Esportazione di Firenze come opere di manifattura fiorentina e senese del XIV e XV e XVI secolo.

Alcune di queste opere, importate temporaneamente in Italia dalla Svizzera, all’atto della verifica compiuta dagli esperti dell’Opificio delle Pietre Dure di Firenze, sono risultate in ottimo stato di conservazione tanto da ritenere fossero superflui gli interventi di restauro dichiarati nei certificati di importazione. L’ipotesi investigativa ha portato a sostenere che le importazioni temporanee a Firenze fossero finalizzate ad ottenere una certificazione emessa dai competenti Uffici del MiBACT, che avvalorasse la datazione e la provenienza falsamente attribuita, sui documenti presentati dagli indagati, per la circolazione delle opere d’arte in ambito internazionale. Per tali fatti, accertati tra il 2014 ed il 2016, sono stati denunciati, in stato di libertà, due italiani residenti all’estero per contraffazione di opere d’arte .

Firenze e Londra: nel 1977, all’interno del Museo Stibbert di Firenze, avvenne un importante furto nel corso del quale furono sottratte numerose opere d’arte. Da allora, sono state incessantemente condotte attività d’indagine da parte del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale , volte al recupero della preziosa refurtiva. La costanza degli investigatori ha consentito, negli anni, di recuperare alcune opere che sono rientrate nella disponibilità del museo fiorentino. Nell’aprile del 2016, grazie alla segnalazione di uno studioso di arte islamica, veniva rintracciato presso una Casa d’Aste di Londra, in attesa di essere venduto, un pugnale in acciaio+ brunito e damaschinato in oro con giada rubini ed oro simile ad uno identico trafugato dal citato museo. Nel corso delle indagini condotte sotto la direzione della Procura della Repubblica di Firenze e con la collaborazione dell’INTERPOL e della Art And Antiques Unit della London Metropolitan Police , i militari del Nucleo di Firenze, dopo accurati accertamenti, hanno verificavano che il pugnale, detto khanjar, si identificava in quello rubato allo Stibbert.

I riscontri investigativi hanno permesso il rimpatrio del prezioso oggetto nel 2016, la sua restituzione allo Stato Italiano nonché la denuncia, in stato di libertà, di tre persone per il reato di ricettazione. Il bene, di eccezionale interesse storico, che presenta iscrizioni in lingua araba, che è stato venduto in Italia ad un cittadino belga per 60.000 euro e da quest’ultimo messo in asta all’estero per 400.000 euro, è stato esposto all’interno dell’Aula Magliabechiana delle Gallerie degli Uffizi alla mostra intitolata “ La tutela tricolore – I custodi dell’identità culturale ”, svoltasi dal 20 dicembre 2016 al 14 febbraio 2017; –

Arezzo e Roma: sono stati recuperati: 48 importantissimi volumi del XVI secolo, asportati dalla Biblioteca del Capitolo della Cattedrale di Città della Pieve in data imprecisata; un volume “Colloquiorum familiarium opus …..Basilea 1959” asportato dalla Biblioteca Bandiniana del Seminario Vescovile di Fiesole in data precedente all’11 giugno 2009; un volume “Historia del glorioso martirio di 18 sacerdoti ….. Macerata 1585” asportato dalla Biblioteca del Seminario di Orvieto in data antecedente al 2 marzo 2011. Nel novembre del 2015, una nota casa d’aste di Roma ha messo in vendita alcuni libri antichi recanti il timbro “CAPITULUM ECCLESIAE CATHEDRALIS CIVITATIS PLEBIS, elemento che permetteva di far risalire alla Biblioteca del Capitolo della Cattedrale di Città della Pieve (PG).

Il responsabile dell’archivio diocesano della cittadina umbra, accortosi dell’elemento identificativo, ha segnalato la circostanza alla locale Stazione Carabinieri che, a sua volta, ha coinvolto il Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Firenze. Nel 2016, le indagini, dirette dalla Procura della Repubblica di Arezzo, hanno consentito di recuperare i primi 41 volumi recanti il timbro della Biblioteca del Capitolo. Le successive attività hanno portato a identificare un collezionista toscano al quale sono stati sequestrati ulteriori 14 volumi, 12 provenienti dalla citata Biblioteca, uno dal Seminario di Fiesole, rubato il 24 settembre 2009, e uno dalla Biblioteca del Seminario Vescovile “ Angelo Mai ” di Orvieto (TR), rubato in data antecedente il 3 maggio 2011. Il collezionista è stato denunciato per ricettazione.

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