Aula CameraHa preso il via in Aula alla Camera l’iter della Manovra correttiva dopo l’approvazione del testo ieri, lunedì 29 maggio, in commissione Bilancio di Montecitorio. Il relatore per la maggioranza Mauro Guerra (Pd) ha aperto la discussione generale sottolineando le “due settimane di intenso lavoro parlamentare” che hanno caratterizzato la redazione del testo che dovrebbe essere licenziato entro il fine settimana. “Un provvedimento ampio, ricco di temi e di questioni, pur tutte coerenti rispetto al titolo della provvedimento stesso, un provvedimento che consegniamo all’Aula oggi significativamente modificato dal lavoro parlamentare. Significativamente modificato, ma anche confermato e arricchito nelle sue linee fondamentali e nei suoi obiettivi, quelli dichiarati dall’inizio: la correzione dei conti pubblici, iniziative a favore degli enti territoriali, ulteriori interventi per le zone colpite dagli eventi sismici e misure per lo sviluppo”.

Il relatore

Nel corso dell’intervento, il relatore si è soffermato anche sulle novità in materia di istruzione e di cultura. Nel primo caso ricordando l’aumento della disponibilità del Fondo destinato all’incremento dell’organico docente e dell’autonomia “destinato a coprire l’onere per le retribuzioni del personale docente a tempo indeterminato che si determinerà in conseguenza del consolidamento nell’organico delle scuole di ogni ordine e grado di 15.100 posti provenienti dall’organico di fatto, un investimento di notevole rilievo al pari degli interventi sulle istituzioni di alta formazione artistica e sui sistemi bibliotecari locali”.

Ma soprattutto la norma relativa agli incarichi di direttore di istituti e luoghi della cultura di rilevante interesse nazionale “per i quali si afferma un principio – rammenta Guerra –: non si costruisce una norma anti-Tar, come erroneamente si è detto, ma si afferma il principio per il quale i nostri luoghi di cultura ambiscono a poter avere alla loro direzione le migliori professionalità e competenze a livello internazionale”.

Le polemiche sul decreto omnibus

Qualche polemica è scaturita da Tea Albini (Articolo 1-Mdp) che durante il suo intervento si è chiesta “che ci fanno qui dentro i voucher, gli stadi, la Ryder Cup 2022, i direttori dei musei, il sostegno rafforzato ad un teatro romano ed altre misure simili” sostenendo che in sostanza il provvedimento sia di fatto “un decreto omnibus, dove, come d’abitudine, c’è di tutto e ci può stare di tutto”. Una tesi su cui ha concordato anche Guido Guidesi (Ln) rivolgendosi all’Aula: “Il testo del Governo è stato indubbiamente migliorato – testo del Governo su cui ha ragione chi ha detto che è un decreto omnibus perché c’è dentro sostanzialmente di tutto – ed è stato altresì migliorato dal lavoro che è stato fatto in Commissione. È un miglioramento dovuto ad alcune proposte di semplificazione”.

E Luca Pastorino (Si) secondo il quale i “lati positivi” del provvedimento “vengono molto, ma molto, annacquati in un contesto di un decreto che è diventato un decreto omnibus come tutte le cose, dove dai 67 articoli iniziali si è arrivati durante la settimana ad avere, nella serata di mercoledì sera, 32 emendamenti nuovi e via dicendo. Quindi con tante cose che hanno arricchito il testo molto spesso in maniera negativa”.

Ad esempio, spiega Pastorino “in un decreto così, come diceva la collega Albini, non si sa cosa sia centrato alla fine l’emendamento per i direttori dei musei, anche quello è stato un episodio che durante la settimana ci ha lasciato un po’ stupiti, per usare un’espressione gentile. Insomma un Ministro della Repubblica che prende a schiaffi per un giorno il Tar e poi il giorno dopo fa catapultare nella commissione Bilancio, nel testo della manovrina, una norma interpretativa della legge del 2001, vuol dire che tutta quella rabbia nei confronti del Tar non era neanche poi tanto giustificata. Io ho fatto un paragone tra una persona che fa il ministro della Cultura e mio figlio che gioca a pallone e se la prende con l’arbitro. Questi sono i termini di paragone che ci hanno lasciato un po’ senza parole, così come la Ryder Cup ed eccetera, eccetera”, ha concluso Pastorino.

Sulla stessa linea anche l’intervento di Rocco Palese (Misto) che ha parlato “dell’ennesimo omnibus, su cui il Governo chiederà l’ennesima fiducia” ma soprattutto di una norma “molto contestata che nulla aveva a che vedere con la correzione” ossia “la nomina ad personam di un alto dirigente del Ministero dei beni culturali. L’altro elemento di grande scontro, poi, c’è stato sul problema di intervenire sull’interpretazione autentica del Tar, in riferimento al concorso dei dirigenti presi dall’estero per i musei, e c’è stata una serie di situazioni veramente poco chiare”.

Anche Mauro Pili (Misto) ha parlato di “provvedimento confuso e rabberciato sul piano della sostanza ma anche sul piano dell’indice”. “Non solo non vi è rigore costituzionale che pare essere ormai passato davvero in secondo piano, anzi totalmente irrilevante sul piano della valutazione da parte dal Capo dello Stato – ha precisato –, ma ci sono elementi che lasciano comprendere come ci sia difficoltà a individuare una ratio non soltanto quella del riallineamento dei conti pubblici ai diktat europei ma anche una ratio per quanto riguarda la politica interna. Vi è una montagna di lobby e faccendieri che ruotano anche intorno a questa manovra e mai come in questo caso sarà facile leggere nomi e cognomi: in questo provvedimento ci sono i nomi e cognomi dagli sponsor del golf per arrivare ai teatri d’elite”. Non solo. “Un Governo che stanzia 97 milioni di euro, un prestito che diventerà, come molto spesso capita, un regalo per fare la Ryder Cup, un torneo internazionale di golf, come se uno sport d’élite non avesse la capacità di trovare gli sponsor, di finanziarsi, ma che deve passare attraverso un Ministro di Stato, Lotti, ben conosciuto in Sardegna per aver passeggiato in lungo e in largo a promettere di qua e di là imprese produttive improbabili con soluzioni altrettanto improbabili e che, però, trova i 97 milioni di euro per un prestito per realizzare un torneo di golf, come per dire che, davanti al golf, le risorse si possono sempre trovare”. E per concludere, “le risorse date al teatro Eliseo: non mi importa di chi sia, io so soltanto che la cultura deve essere quella che va dal piccolo al grande Paese, che va dall’entroterra alle grandi città e che non ci possono essere grandi città o grandi strutture della cultura che ricevono questo tipo di stanziamenti e altre sono costrette a chiudere perché c’è poca gente e perché la cultura non è un investimento. In realtà, questo è l’atteggiamento, è la dimensione, la fotografia di questo Governo, che dimostra di aver fatto una manovretta, da parte di chi persegue il piccolo cabotaggio, che non persegue lavoro e sviluppo, e la dimostrazione è il provvedimento che avete messo in campo per pagare le ore dei lavavetri”, conclude Pili.

Per Gianni Melilla (Articolo 1-Mdp) “non bastava aver regalato 2 milioni di euro al teatro Eliseo di Luca Barbareschi, diretto pro tempore, spero, da Luca Barbareschi. Naturalmente da parte nostra non c’è nessun rilievo di natura personale, trattandosi di un attore, di un intellettuale e di un ex uomo politico, che è stato anche qui in questi banchi, a cui auguriamo miglior fortuna”. Ma, ha aggiunto “noi diciamo che si tratta di 2 milioni in un decreto ad un teatro, in modo estemporaneo e casuale, e non nel quadro di una politica culturale, che avesse come mira la valorizzazione del patrimonio culturale italiano. Già questo a noi non andava bene e abbiamo presentato un emendamento soppressivo. Ma mai ci saremmo aspettati un emendamento di un deputato del Partito Democratico e di un deputato di Forza Italia congiuntamente, uguali, che raddoppiasse questo contributo, da 2 milioni a 4 milioni. Non è giusto, non è corretto! Non ci sono i soldi per tante cose importanti. Io non voglio fare demagogia, ma ci sono tante cose importanti e la Commissione cultura ne ha sollevate alcune di grandissima importanza, che hanno a che fare con l’università, con la ricerca, con la cultura, ma in un quadro di programmazione, non in un quadro di interventi ad personam”. E ancora: “Certamente capiamo gli sforzi che ci sono da parte del Governo per reperire risorse. Però, come possiamo poi dire che si trovano 4 milioni per il teatro diretto da Barbareschi o si trovano 97 milioni per la Ryder Cup per il golf e non ci sono soldi per fare iniziative? Si dirà: sono fideiussioni. Io voglio semplicemente dire che gli eventi sportivi sono tutti meritevoli di attenzione e che guai se noi non considerassimo gli investimenti nello sport e nella realizzazione di eventi importanti, valorizzandoli e, quindi, cercando di programmarli nel migliore dei modi. Ma qui siamo in presenza di interventi assolutamente fuori di un contesto logico di programmazione, che noi non possiamo accettare. Sul fondo sociale le risorse non si sono trovate, eppure si sarebbero dovute trovare. Così come per quanto riguarda le misure a favore delle popolazioni delle zone terremotate”, ha spiegato Melilla.

Anche Girgis Giorgio Sorial (M5S) pone l’accento su teatro Eliseo, Ryder Cup e norma salva direttori dei Musei: “Ci sono delle risorse che vengono destinate per interessi privati ed interessi particolari, uno su tutti il caso di questi 4 milioni di euro dati al teatro che viene diretto e gestito direttamente da un certo Barbareschi. In più, ci sono i famosi 97 milioni della Ryder Cup. Premetto una cosa, Presidente e Governo, il golf è uno sport bellissimo, che invito le persone che ci seguono anche ad andare a giocare, ma non si possono utilizzare 97 milioni di euro come garanzia per un’organizzazione privata, su un campo privato, di un torneo internazionale. Viene definito come un torneo che dovrebbe avere un grande successo, quindi, se avrà grande successo e i privati guadagneranno da quel torneo, non vedo l’esigenza pubblica di destinare 97 milioni di euro a copertura, anche perché di sport bellissimi in Italia ce ne sono tanti, ben venga che i soldi vengano messi per favorire tutte le associazioni dilettantistiche e tutte quelle che permettono sul territorio di partecipare ai giochi sportivi e di fare sport”. Ma ci sono molte altre situazioni che Sorial definisce “allucinanti. Infatti – precisa – ci ritrovavamo dalla notte alla mattina con emendamenti presentati così d’emblée dal Governo per mezzo del relatore sulle più disparate disposizioni. Dunque cosa accade? Vi racconto il seguente episodio che molti dei miei colleghi hanno già raccontato: a distanza di 24 ore dalla bocciatura del TAR delle nomine del Ministro Dario Franceschini per la direzione dei cinque musei, arriva il rimedio in una manovra economica ad una bocciatura del TAR. Qual è il rimedio? Bypassare una legge che Dario Franceschini stesso aveva scritto cioè ci si ritrova nella situazione che, per compensare gli errori che voi stessi fate, dovete stabilire norme per rimediare alle vostre stesse bocciature e alle vostre stesse incompetenze. Eravamo noi gli incompetenti, eravamo noi quelli che non studiavano e ai quali si bocciava tutto. Ma chissà perché arriviamo qua e in quattro anni vi hanno bocciato la riforma della pubblica amministrazione Madia; i cittadini hanno bocciato il referendum costituzionale; la Corte costituzionale ha continuato a bocciarvi qualsiasi norma possibile e immaginabile. Chi sono gli incompetenti? Voi siete quelli che si fanno bocciare tutto e la prossima volta che sentirò uno di voi dire in televisione a qualcuno dei miei colleghi di andare a studiare, gli ricorderò che quelli che devono studiare sono i Ministri di questo Governo che ancora una volta si fanno bocciare le norme che loro stessi scrivono. Dunque ci ritroviamo dalla sera alla mattina un emendamento per salvarsi la faccia dalla figuraccia che è stata fatta davanti al mondo intero: il PD corre ai ripari per difendere il Ministro Franceschini con una norma che bypassa la sentenza del TAR stesso”.

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