I cittadini dell’UE dovrebbero pagare meno i libri elettronici, in seguito al voto del Parlamento su una proposta che consentirà agli Stati membri di ridurre l’IVA su tali prodotti. Una proposta della Commissione UE per consentire agli Stati membri di applicare una riduzione dell’aliquota IVA sui libri elettronici – in linea con l’IVA applicata alla carta stampata – è stata approvata dal Parlamento giovedì 1 giugno con 590 voti in favore, 8 contrari e 10 astensioni. Attualmente, le pubblicazioni elettroniche sono assoggettate a un’aliquota IVA ordinaria pari ad almeno il 15%, mentre gli Stati membri mentre sono liberi di applicare l’aliquota ridotta di almeno il 5%, e in alcuni casi anche un tasso zero, alle pubblicazioni stampate. La proposta accolta dal Parlamento modifica la direttiva del 2006 sull’Iva per l’e-commerce che riguarda la tassazione applicata appunto a libri, quotidiani e periodici.

Il commento di Franceschini

Il ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, Dario Franceschini, ha commentato così il voto del Parlamento Europeo: “Grazie al via libera con larghissima maggioranza del Parlamento europeo finalmente #unlibroèunlibro. La battaglia condotta dall’Italia si conclude oggi con una vittoria che permetterà di non operare più alcuna distinzione fiscale tra libri, giornali e periodici online e cartacei. Una decisione già anticipata dal nostro Paese nelle ultime leggi di stabilità viene così oggi adottata da tutta l’Europa”.

Il commento del relatore al Parlamento Ue

Il relatore Tom Vandenkendelaere (PPE, BE) ha spiegato: “Il nostro modo di leggere è cambiato rapidamente negli ultimi anni. Al giorno d’oggi non ha senso applicare un doppio standard, per cui un quotidiano online viene tassato di più di quello stampato acquistato in un negozio. Questa nuova direttiva darà agli Stati membri la possibilità di allineare l’IVA dei contenuti digitali con quella della carta stampata”.

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