Rossana Rummo copyrightRiequilibrare il grande squilibrio tra gli introiti che piattaforme e intermediari ricavano dai contenuti culturali e quanto ricavano coloro che di questi contenuti vivono. Ma anche tutela del copyright e della diversità culturale. Sono questi i temi principali al centro della ‘battaglia’ europea che l’Italia sta conducendo a Bruxelles (“bisogna essere realisti”, la strategia “deve essere europea e sovranazionale”) nell’ambito dell’audiovisivo e del contrasto alla pirateria. Li ha illustrati il direttore Generale del Mibact, Rossana Rummo, a capo della Direzione Biblioteche e Istituti culturali che ha anche il compito di tutelare il diritto d’autore e di rappresentare il nostro Paese ai tavoli europei attraverso il Comitato consultivo per il diritto d’autore.

Parlando al convegno organizzato dalla Fapav (la federazione che tutela i contenuti audiovisivi e multimediali), Rossana Rummo ha commentato lo studio realizzato sulla pirateria dall’Ipsos di Nando Pagnoncelli. Tale studio “segnala elementi preoccupanti e negativi che sono il frutto di un mutato contesto della situazione della difesa della proprietà intellettuale e della pirateria” e individua il web ormai come il terreno principale dove gli atti illegali si compiono. “Come Paese – ha spiegato la Rummo – ci troviamo a dover mettere dei freni a un contesto che è di ‘liberalizzazione totale’ nel quale il tema della rete è sinonimo di libertà”. In una certa concezione “l’accesso consente qualsiasi tipo di deroga alle regole. Questo – ha spiegato – è il contesto, anche psicologico, entro cui ci si muove sia a livello nazionale sia europeo”.

Il lavoro dell’Italia in Europa

In ambito europeo ci sono due correnti in contrapposizione. In Europa le sensibilità tra un paese e l’atro possono essere molto diverse. C’è sempre una ‘corrente nordica’ che spinge verso una liberalizzazione totale, molto a favore delle piattaforme e degli intermediari. E c’è una corrente ‘mediterranea’ che comprende anche la Francia. “Su questi temi ci stiamo impegnando – ha spiegato la Rummo -. È importante che il nostro Paese si presenti unito a questi tavoli. Spesso ci siamo trovati che le varie lobby e categorie tirassero ciascuna l’acqua al proprio mulino. Oggi dobbiamo riconoscere quali sono le priorità e su quelle lavorare. Sapendo che è una battaglia molto difficile”.

Value gap, diritto d’autore e diversità culturale

Sul tema del copyright, l’Europa sta discutendo al momento 16 direttive e regolamenti. Il problema, per la direttrice delle Biblioteche e degli Istituti culturali, è “aver spezzettato in mille rivoli questa tematica. Una situazione che rende ancora più complesso intervenire in maniera coerente su una materia che andrebbe trattata in maniera sistemica”.

Il Mibact sta adesso lavorando su due aspetti principali: il value gap tra gli introiti che piattaforme e intermediari ricavano dai contenuti culturali e quanto ricavano coloro che di questi contenuti vivono e la tutela del diritto d’autore e delle diversità culturale. “L’industria creativa in Europa è una realtà in assoluta crescita – ha spiegato Rummo -. L’Europa è connotata, e l’Italia in particolare, da un grande contributo di contenuti culturali. Leggere, ad esempio, che la pirateria si sta rivolgendo alle serie tv in un momento in cui l’Italia ha una crescita formidabile sul mercato proprio delle serie tv, ci deve far riflettere e intervenire: dietro l’industria creativa c’è occupazione, un settore economico importante”.

Ma c’è anche il tema della protezione dei diritti. Come si riesce in ambito della tutela del copyright a tutelare i diritti d’autore e in particolare la tutela della diversità culturale? Spiega la Rummo: “Se noi partiamo dal presupposto che il mercato in oggetto è quello dell’industria creativa in senso ampio, bisogna che queste leve pre-concorrenziali tra i player non si trasformino in un’offerta di contenuti e in un gioco al ribasso sul prezzo di vendita dei propri repertori, lasciando così i contributi creativi privi dell’adeguata remunerazione e al contempo emarginando le opere degli artisti minori”.

Questo lavoro ha portato il ministro Franceschini alla firma a Parigi, insieme alla sua omologa francese, di una dichiarazione fermando il percorso che la Commissione europea stava portando avanti sulla territorialità dell’opera.

I mezzi in campo per l’Italia

Strategia europea e sovranazionale, trasparenza, regolazione contrattuale ed educazione giovanile. Sono questi gli strumenti e gli ambiti in cui l’Italia si muove in campo europeo. “Bisogna essere realisti, la strategia deve essere europea e sovranazionale – ha detto la Rummo -. Non ci illudiamo: senza una fortissima cornice e un sistema di sanzioni a livello europeo questa situazione non può essere contrastata con efficacia. Vedo molto difficile che una normativa nazionale possa autonomamente affrontare quello che è un tema globale. Seguire oggi quei 16 tavoli di regolamenti e direttive è fondamentale. È da lì che ne verranno normative nazionali”.

In conclusione, per Rossana Rummo, occorre “puntare attraverso delle regole condivise alla difesa di un’industria che sta crescendo che è quella dei contenuti. Abbiamo contenuti, innovazione e grande capacità di creare contenuti culturali. Su questo – ha concluso – dobbiamo puntare e lavorare”.

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