Precisazioni sulle coperture dei fondi stanziati per gli istituti o i luoghi della cultura di rilevante interesse nazionale dotati di autonomia speciale. O rassicurazioni in merito alla esistenza delle disponibilità per il rafforzamento delle attività di tutela del patrimonio culturale. Ma anche la necessità di non pregiudicare il funzionamento degli istituti relativi al settore museale con il contributo previsto dalla “manovrina” alla Fondazione Real Sito di Carditello. Sono alcuni dei chiarimenti richiesti nel dossier Bilancio del Senato dove è attualmente in corso l’iter della manovra di primavera dopo le modifiche e il via libera della Camera, che vengono richiesti anche per i fondi riguardanti le minoranze italiane in Istria, Fiume e Dalmazia, il Teatro Eliseo, la statizzazione degli istituzioni dell’alta formazione artistica, musicale e coreutica, le ciclovie e la Ryder cup.

Istituto di interesse nazionale con autonomia speciale

Agli istituti o i luoghi della cultura di rilevante interesse nazionale dotati di autonomia speciale “andrebbero richiesti elementi informativi in merito all’effettiva esistenza delle risorse previste a copertura”, per avvalersi di competenze o servizi professionali nella gestione dei beni culturali. Ciò “considerati anche i vincoli al sostenimento della spese per ‘beni e servizi’ e di funzionamento posti a carico degli enti dotati di autonomia per il biennio 2017 e 2018 ai sensi della legislazione vigente”. È quanto si legge nel dossier Bilancio del Senato dove è attualmente in corso l’iter della manovra di primavera. Tale deroga riguarda una durata non superiore a 9 mesi, entro i limiti di una spesa di 200.000 euro per ciascuno degli anni 2017 e 2018, per sostenerne il buon andamento degli istituti o luogo della cultura e garantirne l’attivazione.

Secondo quanto rileva il Senato in merito alla compensazione degli effetti finanziari in termini di saldi di finanza pubblica, a valere dell’apposito Fondo previsto nello stato di previsione del ministero dell’economia e delle finanze, “per un importo pari a 700.000 euro per l’anno 2017, a 1.500.000 euro per l’anno 2018 e a 750.000 euro per l’anno 2019”, andrebbe confermata l’esistenza delle relative disponibilità a fronte degli utilizzi già effettuati per altre occorrenze” e soprattutto, “richieste rassicurazioni in merito al fatto che l’utilizzo in questione non sia comunque suscettibile di pregiudicare la realizzazione degli interventi eventualmente già programmati a valere delle medesime risorse”.

Rafforzamento della tutela del patrimonio

Sulle risorse previste per rafforzare le attività di tutela e valorizzazione del patrimonio culturale e per accelerare le attività di ricostruzione nelle aree colpite dal sisma, “premesso che l’onere” appare “contraddistinto dal carattere di modulabilità”, “andrebbero fornite le coordinate contabili relative ai capitoli interessati dalle riduzioni, nonché rassicurazioni in merito alla esistenza delle disponibilità a valere degli stanziamenti ivi previsti ai fini di copertura dei nuovi oneri”, si legge nel dossier Bilancio del Senato dove è attualmente in corso l’iter della manovra di primavera.

Nel primo caso si autorizza una spesa di 3 milioni di euro per le esigenze di funzionamento delle soprintendenze archeologia, belle arti e paesaggio del ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, una di 1,5 milioni di euro per le emergenze e mezzo milione per le celebrazioni a carattere nazionale. Il tutto finanziato con la riduzione per 10 milioni di euro dell’autorizzazione di spesa sul previsto reclutamento di 550 funzionari dell’amministrazione dei beni culturali (20 milioni annui dal 2015) che viene conseguentemente ridotta.

Sulle risorse relative al sisma “a mero titolo informativo, andrebbero richieste delucidazioni in merito alle ragioni per cui si è predisposta una copertura finanziaria eccedente l’ammontare della autorizzazione di spesa ivi prevista”, si legge nel dossier. Secondo la norma agli oneri pari a 140.000 euro per l’anno 2017 e a 214.000 euro annui a decorrere dall’anno 2018, si provvede mediante corrispondente riduzione dell’autorizzazione di spesa di 30 milioni di euro annui dall’anno 2016 per il funzionamento degli archivi e biblioteche statali.

Real Sito di Carditello

Non pregiudicare il funzionamento degli istituti relativi al settore museale con il contributo previsto dalla “manovrina” alla Fondazione Real Sito di Carditello. È quanto si legge nel dossier Bilancio del Senato dove è attualmente in corso l’iter della manovra di primavera, in riferimento all’articolo 22 sui finanziamenti a enti e attività culturali che al comma 8-bis autorizza dal 2018 la spesa annua di 300 mila euro quale contributo del Mibact alle spese di gestione e di funzionamento della Fondazione. La copertura, trovata attraverso una “corrispondente riduzione dell’autorizzazione di spesa” proprio degli istituti del settore museale (finanziamento previsto dalla legge di stabilità 2016), avverte il Senato, non deve infatti “pregiudicare” il funzionamento di tali istituti.

Il capitolo 5650 dello stato di previsione Mibact presenta una disponibilità di circa 13 milioni di euro per il 2017 mentre sul bilancio 2018/2019 c’è uno stanziamento di 15 milioni per ciascun anno. Il dossier segnala a supporto della tesi, che nella relazione tecnica alla legge di stabilità 2016, proprio nella disposizione sul funzionamento di questi istituti si autorizzava una spesa a partire dal 2016 di 10 milioni di euro annui, per poi disporre “un incremento” determinato dal fatto che “lo stanziamento precedente” era ritenuto “insufficiente a garantirne la sussistenza, anche ai fini del completamento della riforma attuata con DPCM 29 agosto 2014, n. 171”.

Minoranze Istria, Fiume Dalmazia

Chiarire se le attività di supporto amministrativo e gestionale dell’Università popolare di Trieste riguardanti le “misure per implementare le attività culturali promosse in favore della minoranza italiana in Istria, Fiume e Dalmazia” possano essere “svolte nell’ambito delle risorse previste a legislazione vigente e senza oneri aggiuntivi a carico della finanza pubblica”. È quanto si legge nel dossier Bilancio del Senato dove è attualmente in corso l’iter della manovra di primavera, in riferimento all’articolo 22 sui finanziamenti a enti e attività culturali. I commi da 8-ter a 8-quinquies, inseriti dalla Camera dei deputati, contengono infatti misure per implementare le attività culturali promosse in favore della minoranza italiana in Istria, Fiume e Dalmazia.

In particolare, si integra le tipologie dei progetti specifici di sostegno del patrimonio culturale delle comunità istriane, fiumane e dalmate residenti in Italia, includendovi anche i restauri di monumenti e l’erogazione di borse di studio. In questo contesto l’Università popolare di Trieste è inclusa nell’ambito dei soggetti stipulanti la convenzione per l’utilizzo delle risorse stanziate per i progetti di sostegno del patrimonio culturale delle citate comunità, svolgendo anche attività di supporto amministrativo e gestionale, mediante anche atti integrativi alle convenzioni in essere.

Teatro Eliseo

Sulla copertura di una quota degli stanziamenti da 4 milioni di euro per il 2017 e il 2018 in favore del Teatro Eliseo derivante “dall’eventuale minor utilizzo degli stanziamenti destinati al credito di imposta per il cinema” “appare opportuno” che siano “fornite maggiori informazioni circa l’effettivo utilizzo di tali stanziamenti e la disponibilità di idonee risorse”. È quanto si legge nel dossier Bilancio del Senato dove è attualmente in corso l’iter della manovra di primavera, in riferimento all’articolo 22 sui finanziamenti a enti e attività culturali. Il comma 8, modificato dalla Camera dei deputati, infatti, autorizza la spesa di 4 milioni di euro per ciascuno degli anni 2017 e 2018 in favore dell’Eliseo, “per spese ordinarie e straordinarie”, al fine di garantire la continuità delle sue attività in occasione del centenario dalla fondazione.

All’onere si provvede per 2 milioni di euro per l’anno 2017, mediante versamento all’entrata del bilancio dello Stato di una corrispondente quota delle risorse derivanti dall’eventuale minor utilizzo degli stanziamenti destinati al credito di imposta per il cinema che restano acquisite all’erario e per 2 milioni di euro per l’anno 2017 e a 4 milioni di euro per l’anno 2018, mediante corrispondente riduzione del Fondo per interventi strutturali di politica economica.

Statizzazione istituzioni delle istituzioni dell’alta formazione artistica

La copertura delle misure riguardanti la “statizzazione e razionalizzazione” delle istituzioni dell’alta formazione artistica, musicale e coreutica non statali necessita di “rassicurazioni”, in particolare sulle “disponibilità esistenti a valere degli stanziamenti di spesa richiamati” a “compensazione dei maggiori oneri relativi alla annualità in corso”. Al tempo stesso servirebbero delle “conferme in merito alla riducibilità delle relative previsioni a fronte di eventuali di interventi di spesa già programmati per il medesimo anno”. È quanto si legge nel dossier Bilancio del Senato dove è attualmente in corso l’iter della manovra di primavera, in riferimento all’articolo 22-bis sulla “statizzazione e razionalizzazione delle istituzioni dell’alta formazione artistica, musicale e coreutica non statali”, inserito nel corso dell’esame in Commissione svoltosi in I lettura con l’assenso del Governo.

In particolare le norne prevedono che a decorrere dal 2017, una parte degli Istituti superiori di studi musicali non statali e le Accademie di belle arti non statali, finanziate in misura prevalente dagli enti locali individuati con decreti del ministro dell’Istruzione, di concerto con il ministro dell’Economia siano oggetto di graduali processi di statizzazione e razionalizzazione, nei limiti delle risorse appositamente stanziate.

Gli Istituti superiori di studi musicali non statali sono 18, presenti nelle città di Aosta, Bergamo, Caltanissetta, Catania, Cremona, Gallarate, Livorno, Lucca, Modena e Carpi, Nocera Trinese, Pavia, Ravenna, Reggio Emilia e Castelnovo Ne’ Monti, Ribera, Rimini, Siena, Taranto, Terni. Le Accademie di belle arti non statali, finanziate in misura prevalente dagli enti locali (c.d. Accademie storiche) sono 5: “Carrara” di Bergamo, “Ligustica” di Genova, “Pietro Vannucci” di Perugia, “Cignaroli” di Verona, Accademia di Ravenna. Sempre nel dossier si precisa che per “quanto agli effetti d’impatto sui saldi, andrebbero richieste conferme in merito alla simmetria tra effetti stimati in termini di contabilità finanziaria ed in termini di fabbisogno e indebitamento netto”.

Ciclovie

“L’individuazione di ulteriori interventi per la realizzazione di un sistema nazionale di ciclovie turistiche a parità di risorse potrebbe determinare maggiori future esigenze finanziarie posto che le risorse erano state stanziate per la realizzazione di altre ciclovie. Appare pertanto opportuno acquisire l’avviso del Governo sull’idoneità delle risorse stanziate a legislazione vigente a coprire i nuovi interventi”. È quanto si legge nel dossier Bilancio del Senato dove è attualmente in corso l’iter della manovra di primavera, in riferimento all’articolo 52 sullo Sviluppo di un sistema nazionale di ciclovie turistiche. Tra le ciclovie interessate la ciclovia del Garda, ciclovia Trieste – Lignano Sabbiadoro – Venezia, ciclovia Sardegna, ciclovia Magna Grecia (Basilicata, Calabria, Sicilia), ciclovia Tirrenica e ciclovia Adriatica.

Ryder Cup

È “opportuno” che si chiariscano “i motivi per cui l’escussione della garanzia prestata dalla Stato” alla realizzazione del progetto Ryder Cup 2022 “debba considerarsi a basso rischio, esplicitando le diverse fonti di reddito di cui dispone la FIG (Federazione italiana golf, ndr) e gli oneri che occorre affrontare per la realizzazione del progetto”. È quanto si legge nel dossier Bilancio del Senato dove è attualmente in corso l’iter della manovra di primavera, in riferimento all’articolo 63 sulle misure a favore della Ryder Cup. La norma prevede infatti per il periodo 2017-2027, e per la parte non coperta dai contributi dello Stato, la concessione della garanzia dello Stato, per un ammontare fino a 97 milioni di euro, a favore di Ryder Cup Europe LLP.

Secondo il servizio Bilancio di Palazzo Madama “l’eventuale escussione della garanzia implicherebbe un effetto negativo sui saldi che si riassorbirebbe nella misura in cui lo Stato procedesse al recupero delle eventuali somme escusse nei confronti del contribuente inadempiente e che potrebbe apparire prudenziale esporre la garanzia negli allegati al bilancio e opportunamente rifletterla nel dimensionamento dello specifico capitolo”.

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