“Immagino che il ministro ora si appellerà al Consiglio di Stato, ma invece si potrebbe tornare a sedere attorno a un tavolo e riprendere da quello che abbiamo proposto, cioè uno strumento di governo unitario integrato del patrimonio culturale su tutto il territorio della città, che veda il concorso del governo e del comune”. Così il vicesindaco di Roma, Luca Bergamo, è tornato a margine del convegno “Futuro periferie: la cultura rigenera” sulla bocciatura arrivata dal Tar del Lazio al Parco archeologico del Colosseo.

“Abbiamo deciso di ricorrere al Tribunale amministrativo dopo aver tentato più volte di discutere con il ministro un’impostazione diversa. Noi ci opponiamo all’ipotesi di un parco che trasformi in un’area turistica il centro della città e viceversa abbiamo proposto di avere un organismo unitario comune-stato che si occupi del governo del patrimonio culturale su tutto il territorio della città, quindi avere un effetto di distribuzione del turismo ma anche una riappropriazione da parte della città”.

Il Tar, prosegue Bergamo, “ci ha dato ragione su tutte le argomentazioni che riguardano le destinazioni delle risorse a Roma e il potere della città di discutere con il governo su scelte di questa materia, e spero che questo riapra una discussione con il governo. Discussione dalla quale si può uscire vincenti solo se si va avanti”.

“Dobbiamo sederci attorno a un tavolo e non pretendere di prendere decisioni unilaterali. Quello che abbiamo contestato presentando ricorso al Tar è esattamente che il governo, attraverso il ministro, ha preso una decisione unilaterale su una materia che è di competenze concorrente, una decisione che peraltro sottrae risorse alla città. Le argomentazioni che abbiamo posto al ministro – per aprire una discussione che tenesse conto che c’era un accordo preesistente e che andasse oltre – non sono state ritenute oggetto di discussione. Adesso immagino che il ministro si appellerà al Consiglio di Stato, ma forse invece che appellarsi al Consiglio di Stato si potrebbe tornare a sedere attorno a un tavolo e riprendere da dove noi abbiamo proposto, cioè uno strumento di governo unitario integrato del patrimonio culturale su tutto il territorio della città, che veda il concorso del governo e del comune”, ha concluso il vicesindaco di Roma.

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