Riprende alla Camera la discussione, in prima lettura, del disegno di legge “Delega al Governo per la riforma della disciplina sanzionatoria in materia di reati contro il patrimonio culturale”, provvedimento inserito nel calendario dei lavori dell’Assemblea a partire da lunedì 19 giugno. Nel corso della settimana le commissioni Ambiente, Cultura, Affari costituzionali e Bilancio dovranno dare il loro parere alla commissione Giustizia sul nuovo testo del disegno di legge. Il ddl – che tra l’altro introduce il delitto di distruzione, danneggiamento, deturpamento o imbrattamento di beni culturali o paesaggistici – recupera in larga parte il testo unificato proposto il 18 aprile 2012 dai senatori Allegrini e Casson, sulla base del disegno di legge atto Senato n. 3016, approvato dal Cdm il 22 settembre 2011, e del disegno di legge presentato dal senatore Rutelli.

E proprio l’ex senatrice del Pdl, Laura Allegrini, commenta con Agcult il provvedimento all’esame di Montecitorio. “Sono convinta che agli atti vandalici contro i nostri beni culturali vada applicata tolleranza zero e debbano essere previsti risarcimenti assolutamente adeguati al danno. Non basta in questo caso la norma penale ma l’azione risarcitoria deve essere tempestiva, esemplare ed adeguata. Ben venga – quindi – il reato di danneggiamento colposo dei beni culturali e l’inasprimento delle pene. Non dimentichiamo poi quanto sia importante la responsabilità delle Persone Giuridiche per il traffico illecito di beni culturali”. Su questo fronte “sono assolutamente d’accordo per le operazioni sotto copertura estese anche ai beni culturali”, una delle novità contenute nell’articolo 4 del testo in esame alla Camera.

Più in generale l’ex senatrice sottolinea che “l’Italia repubblicana ha elevato a rango costituzionale la tutela del patrimonio storico e artistico tanto da inserirla al comma 2 dell’ art. 9 della Costituzione. In Italia, purtroppo, questa coscienza non è ancora pienamente diffusa o meglio è inversamente proporzionale alla grande e capillare diffusione del patrimonio artistico e culturale del nostro paese. Abbiamo tanto e troppo poco valorizzato. In realtà la valorizzazione dovrebbe partire dalla conservazione e manutenzione che sono la base per ogni, ulteriore, approfondimento. Ma quali siano i problemi sottesi è tristemente noto. La crisi però ci sta portando a rivalutare questa nostra grande ricchezza quale ‘petrolio’, l’unica via accessibile verso un nuovo sviluppo turistico ed economico del paese”.

Una via, quella della valorizzazione e sfruttamento del patrimonio storico artistico culturale ed ambientale, “esclusiva ed identitaria, l’unica che può frenare gli effetti devastanti dell’economia globalizzata in un paese che non può contare solo sulla quantità ma deve investire sulla qualità. Quale miglior risorsa quindi di ciò che è solo nostro?”

Il ministro dei Beni culturali, Dario Franceschini, ha più volte sottolineato che nei prossimi anni l’Italia vedrà aumentare fortemente il numero dei viaggiatori, di conseguenza sarà necessario saperne governare la crescita, creando nuove forme di ospitalità e indirizzando i grandi flussi anche su mete oggi poco conosciute, stimolando quel turismo diffuso e sostenibile capace di dar vita a uno sviluppo armonioso del territorio. Il ministro ha anche rimarcato l’esigenza di regolare i flussi (come fanno a Dubrovnik) in città come Venezia, Firenze o Roma quotidianamente prese d’assalto dai turisti.

Sul tema la Allegrini evidenzia come l’Italia “abbia di per sé intrinseche caratteristiche per un turismo di qualità che però non deve diventare solo turismo di elite. Si può, e in alcuni casi si deve, assolutamente invertire la tendenza ma creando prima le condizioni perché ciò avvenga. Io trovo improponibile, per esempio, il passaggio delle navi da Crociera nella Laguna di Venezia ma mi rendo conto che la negatività sull’indotto economico del blocco improvviso sarebbe devastante”.

“Va certamente ripensato un modello in cui gli enti locali dovrebbero avere un ruolo importante ai fini della regolamentazione dei flussi e del rapporto con gli operatori del settore. La regolamentazione dei flussi anche con il pagamento di biglietti e ticket va fatta ed in tempi brevi per le situazioni più a rischio ed allarmanti: con norme stringenti e, ripeto, solo se si possa ragionare con amministratori illuminati e lungimiranti e non attenti a cercare voti per il mandato successivo”.

Per l’ex senatrice, infine, “l’offerta e la pretesa di comportamenti più rigorosi e professionali in relazione ai beni culturali anche del più piccolo comune della nostra provincia indurrà anche i turisti stranieri ad atteggiamenti più confacenti e degni della ‘grande bellezza italiana”, ha concluso Allegrini.

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