La Commissione Cultura della Camera ha cominciato l’esame della Delega al Governo per la riforma della disciplina sanzionatoria in materia di reati contro il patrimonio culturale. La VII Commissione è chiamata a formulare il parere sul testo alla Commissione Giustizia cui è affidato in sede referente il provvedimento. La relatrice Irene Manzi del Pd ha illustrato ai commissari gli elementi principali ddl Franceschini-Orlando evidenziando come, in realtà, “il nuovo testo (adottato dalla Commissione Giustizia, ndr) non comprenda più deleghe legislative, bensì un intervento diretto, di novella al codice penale e al codice di procedura penale, che – ove la legge fosse approvata – entrerebbe direttamente in vigore”.

L’esame proseguirà domani con gli interventi dei gruppi per arrivare al parere giovedì. Un parere che, a quanto si apprende, sarà presumibilmente favorevole. Al dibattito di oggi in Commissione era presente anche il Sottosegretario al Mibact Ilaria Borletti Buitoni che ha evidenziato l’intento da parte del ministero di rafforzare la tutela del patrimonio culturale italiano. Un intento che ha raccolto un apprezzamento largo in Commissione.

La relazione di Irene Manzi (Pd)

La relatrice Manzi, nella sua relazione, ha sottolineato che “nel complesso le ragioni del disegno di legge, come esso si presenta a seguito di questa novella legislativa, appaiono chiare e in gran parte condivisibili, visto che sono orientate al rafforzamento della protezione penalistica nei riguardi del nostro patrimonio culturale”. Resta però, a giudizio della relatrice, “la perplessità inerente alla tecnica legislativa usata, vale a dire quella di aver duplicato numerose fattispecie già esistenti nel nostro ordinamento penale, le quali forse potevano essere modificate in modo più circoscritto, prevedendo al loro interno non mere circostanze aggravanti, ma quadri edittali diversi e più alti quando le condotte abbiano ad oggetto beni culturali”.

Una valutazione espressa, in corso di dibattito, anche da Forza Italia che ha evidenziato come si intervenga sempre con disposizioni specifiche puntuali di reato, creando per ogni situazione una tipologia di reato specifico anziché intervenire con un’aggravante a figure più generale. Sempre in sede di dibattito, è emersa la necessità di intervenire in termini di prevenzione culturale. Un’ipotesi, ha fatto notare qualcuno, auspicabile ma che non elimina la necessità di interventi sanzionatori.

Elementi costitutivi ed elementi circostanziali del reato

La relatrice, che ha dedicato buona parte della sua relazione alla tecnica legislativa utilizzata, ha spiegato la differenza tra “elementi costitutivi ed elementi circostanziali del reato”. Evidenziando che “le circostanze generalmente rientrano in un gioco di comparazione e bilanciamento operati dal giudice”. Per evitare quindi che “la gravità che il legislatore vuole attribuire ai fatti di traffico, trafugamento e sottrazione dei beni culturali rientri in questo regime di compensazione, la Commissione Giustizia ha scelto di individuare fattispecie autonome di reato distinte da quelle ordinarie e punite con pene sensibilmente più alte”.

Tale scelta “è motivata anche dal fatto che alcuni strumenti investigativi e cautelari” (custodia in carcere e intercettazioni)”presuppongono determinati limiti di pena che non sono superati attualmente dalle fattispecie ordinarie”.

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