Matera - capitale della cultura UeNel prossimo decennio, le capitali europee della cultura verranno scelte anche tra alcuni paesi continentali ma esterni all’Unione. Lo ha deciso il Parlamento europeo approvando oggi la procedura di legge ordinaria già concordata con il Consiglio europeo. Nel lotto delle città sulle quali Bruxelles scommette per promuovere “la diversità delle culture e incoraggiare il senso di appartenenza dei cittadini a un’area culturale comune”, entrerà ogni tre anni una candidatura formalizzata dai paesi in procinto di entrare nell’Unione e dalle nazioni aderenti all’Associazione europea di libero scambio (Aels o, in inglese, Efta): Norvegia, Svizzera, Islanda e Lichtenstein. La candidatura non “toglierà spazio alle capitali dell’Unione europea in senso stretto”, assicura ad AgCult l’europarlamentare spagnolo Santiago Fisas Ayxela, relatore della decisione approvata con 606 voti favorevoli, 54 contrari e sei astensioni. “Gli Stati membri dell’Unione conserveranno i due posti cui hanno diritto secondo il calendario approvato in allegato alla proposta”, sottolinea.

Come funziona?

In pratica, nel 2021 alle candidature proposte da Romania e Grecia – rispettivamente Timisoara ed Eleusi – si aggiungerà quella della Serbia, Novi Sad, paese che nel 2015 ha avviato i negoziati per entrare a far parte dell’Unione. Per avere una candidatura frutto della selezione congiunta di paesi Efta e aspiranti a Stato membro dell’Ue, occorre attendere il 2024, dal momento che la selezione interna deve essere fatta con almeno sei anni di anticipo. Di tre anni in tre anni, il calendario licenziato dall’europarlamento si chiude nel 2033, quando l’Italia tornerà a proporre la sua capitale assieme ai Paesi Bassi e a un paese esterno.

Per ottenere la designazione, come ha fatto Matera diventando “capitale” del 2019 assieme alla bulgara Plovdiv, lo Stato membro deve organizzare una competizione interna tra le città papabili. Una giuria composta da esperti indipendenti nazionali ed europei, compila una prima lista delle potenziali candidate, e successivamente, la giuria esamina il programma culturale proposto e sceglie una città in ogni Paese. Il programma deve avere una forte dimensione europea e una strategia a lungo termine, con un impatto sostenibile sullo sviluppo sociale, economico e culturale a livello locale.

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