FranceschiniPrima dell’estate tutto l’impianto attuativo della legge sul cinema sarà operativo. “Questo consentirà di superare le fase di transizione e capire cosa correggere in futuro”. Lo ha detto il ministro dei Beni culturali Dario Franceschini intervento al forum “Dove va il cinema Italiano” organizzato da Anica a Roma. “So bene che la fase attuativa della legge sta richiedendo tempi lunghi. Il 2017 è un anno di transizione ma i decreti sono in fase di lavorazione. Il 30 aprile ho inoltrato 9 decreti ai ministeri”.

“Oggi la situazione vede un iter concluso per 6 decreti su cui si poggia la sostanza della disciplina, 3 sono ai ministeri concertati, 5 al consiglio superiore del cinema che si pronuncerà il 26 giugno – ha chiarito il ministro -. Su ogni tema ricevo pressioni legittime di piccoli esercenti e grandi esercenti, produttori indipendenti e grandi produttori. Ognuno giustamente tira la coperta dalla propria parte. Ma vi assicuro che continuiamo a lavorare in fretta e al massimo delle nostro potenzialità”.

Settore in crescita

In apertura di intervento il ministro ha ricordato che il settore audiovisivo “è in forte crescita” anche se in acque “tempestose”, ma va affrontato “con molto ottimismo e voglia di accettare le sfide”. “Quello che abbiamo cercato di fare con la legge recuperando il ritardo è fornire un quadro il più possibile avanzato e mettere insieme cinema, audiovisivo ed elementi nuovi: un quadro in sostanza dentro il quale afrontare i cambiamenti”.

Rimangono tuttavia dei problemi: “Il primo riguarda le sale e non è un tema solo italiano visto che si moltiplicano i mezzi attraverso cui fruire dei contenuti. Per questo occorre insistere con delle campagne tradizionali e altri sistemi. Il secondo tema riguarda invece il cinema italiano e il numero di spettatori. Per quanto si cerchi di investire c’è un problema prodotto che impone una riflessione anche sul mercato”.

La legge punta dunque “a tenere insieme questo schema di industria cinematografica e attrazione degli investimenti internazionali che sta in parte riuscendo riuscinedo con il tema del tax credit”, ha spiegato Franceschini.

Cinecittà

“Cinecittà ieri ha deliberato per un ritorno nella sfera pubblica. Questo impone una grande sfida che non può gestire il pubblico da solo anche se nella norma c’è esplicita volontà di coinvolgere la Rai. Il sistema deve capire se si vuole far diventare Cinecittà una grande cittadella del cinema e dell’audiviso in cui si mescola anche la produzione”.

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