Portare la cultura in montagna, immaginando, proponendo e realizzando manifestazioni e attività che coinvolgano non gli alpinisti ma gli scrittori, i lettori, gli artisti e i musicisti. Questo il progetto che Paolo Cognetti, fresco vincitore del Premio Strega Giovani con il libro “Le otto montagne” (Einaudi), ha illustrato ad Agcult a margine della consegna a Roma del riconoscimento “La Dante al Premio Strega”. Dal 2009, infatti, la Società Dante Alighieri è entrata a far parte della giuria esprimendo un voto collettivo per uno dei candidati al Premio. Inoltre, al fine di promuovere anche all’estero la conoscenza e la diffusione della letteratura italiana contemporanea, dal 2014 il progetto “La Dante al Premio Strega” è stato ripensato in una nuova formula secondo cui il voto viene affidato a una giuria selezionata anche tra i comitati esteri.

“Mi manca un po’ di cultura in montagna – ha confidato Cognetti ad Agcult – ci sono andato a vivere da qualche anno, è un posto bellissimo che mi ispira tanto e mi dà una fortissima sensazione di libertà, ma quello che mi manca è quel qualcosa di buono che la città per fortuna ancora può dare”. Per questo, spiega, “ho il desiderio di fare qualcosa, ho il desiderio di portare un po’ di libri in montagna”.

I progetti

“Questa estate inizia un festival che ho fondato e che ho iniziato a immaginare con alcuni amici di un’associazione culturale. A luglio faremo un festival nel bosco a 2000 metri, e poi sto comprando una vecchia stalla con l’idea di rimetterla a posto e farne un rifugio alpino di cultura, quindi non un rifugio che lavori con gli alpinisti ma che lavori con scrittori, lettori, artisti e musicisti. Questi premi mi danno tanta energia e anche tante possibilità di riuscire a fare delle cose; anche avere a che fare con la politica e con le amministrazioni è complicato, e arrivarci con questa presentazione è importante”.

Il successo de “Le otto montagne”

“Grato è la parola che mi viene più naturale in questo momento. Questo libro l’ho finito di scrivere giusto un anno fa, era il 16 giugno del 2016, e un anno dopo ho veramente raccolto tantissimo. Lo stanno traducendo in 32 lingue, ho avuto moltissimi lettori in Italia e adesso sono arrivati questi premi: sono emozionato e felice”.

Il salone del libro di Torino

Lo scrittore ha quindi parlato della situazione dei libri in Italia, spiegando di aver seguito “con attenzione” l’evoluzione del salone di Milano e di Torino: “E’ stato molto bello quello che è successo a Torino, è stato veramente un atto di grande amore dei torinesi, e non solo, verso i libri, verso la loro città e il suo rapporto con i libri”, ha concluso Cognetti.

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