Unesco Tepilora Rio Posada e MontalboLa Sardegna può celebrare il riconoscimento che l’Unesco ha assegnato al parco della Tepilora, Rio Posada e Montalbo: i 140 mila ettari del nuorese sono entrati ufficialmente nella lista delle Riserve della Biosfera aggiornato ogni anno dall’agenzia delle Nazioni Unite. Un insieme di aree sparse per il mondo, esemplari per la loro capacità di conservare la biodiversità e l’uso sostenibile delle risorse umane. In pratica, angoli unici per la poca contaminazione, la bellezza e la capacità di esprimere storia e cultura. Il territorio premiato comprende una vasta area che abbraccia 17 comuni e circa 50 mila abitanti nel cuore dell’isola. Si va dalle asprezze della montagna di Lula, passando per gli spettacolari teatri naturali di Bitti e Lodé, per finire sulle spiagge di Posada.

Un ambiente che si intreccia con due icone culturali assolute: la lingua sarda, protetta nella sua unicità dal Mediterraneo, e il canto “a tenore”, già dichiarato patrimonio intangibile dell’umanità. Il premio è parte del programma scientifico intergovernativo “Man and the biosphere – Mab” avviato dall’Unesco nel 1971 per sostenere un rapporto equilibrato tra uomo e ambiente attraverso la tutela della biodiversità e le buone pratiche dello Sviluppo Sostenibile. Tra le sue finalità rientrano, in particolare: la promozione della cooperazione scientifica, la ricerca interdisciplinare per la tutela delle risorse naturali, la gestione degli ecosistemi naturali e urbani, l’istituzione di parchi, riserve ed aree naturali protette.

Le altre nuove riserve

L’inclusione del Parco della Tepilora tra le Riserve della Biosfera è maturata nel corso della riunione che ogni anno il Consiglio internazionale di coordinamento del programma tiene a Parigi. Rappresentanti di 24 stati membri dell’Unesco si riuniscono per valutare le candidature di nuovi ingressi, le richieste di ampliamento dei confini delle aree già in lista e le domande di uscita. L’ultima infornata di nomine ha permesso l’ingresso di 23 nuove riserve, quattro delle quali si trovano a cavallo di una frontiera nazionale. Dodici riserve sono state ampliate o hanno cambiato nome, mentre 20 riserve (tre in Bulgaria e 17 negli Stati Uniti) sono uscite volontariamente dall’elenco. tra le “new entrry”, sette sono in Africa, sette in Europa (di cui tre in Russia), cinque in Asia (di cui due in Giappone e due in Kazakhistan), quattro in America centrale, una in America del Sud e una sulla frontiera tra Russia e Kazakhstan.

La “Tepilora” è la 15esima riseeva italiana presente tra le Riserve della Biosfera e allunga una lista inaugurata nel 1977 dalle riserve Collemelluccio-Montedimezzo, in Molise e del Circeo, nel Lazio. Seguono la riserva di Miramare (Friuli Venezia Giulia, entrata nel 1979), Cilento e Vallo di Diano (Campania 1997), Somma-Vesuvio e Miglio d’Oro (Campania, 1997), Valle del Ticino (Lombardia/Piemonte, 2002), Arcipelago Toscano (Toscana, 2003), Selve costiere di Toscana (Toscana, 2004), Monviso (Piemonte, 2013), Parco Nazionale della Sila (Calabria, 2014), Appennino Tosco-Emiliano (Toscana – Emilia, 2015), Alpi Ledrensi e Judicaria (Trentino-Alto Adige, 2015), Parco del delta del Po (Emilia Romagna – Veneto, 2015) e Collina Po (Piemonte, 2016).

One Comment

  1. Pingback: Cultura, salgono a 53 i siti Unesco in Italia. Franceschini: confermato forte impegno dell'Italia - AgCult

Rispondi