Martedì 20 giugno è la Giornata Mondiale del Rifugiato, ricorrenza istituita il 4 dicembre 2000 dall’assemblea Generale delle Nazioni Unite in occasione del cinquantennale del Convenzione di Ginevra che, nel 1951, definì lo status di rifugiato. Durante questa giornata l’UNHCR celebra la forza, il coraggio e la perseveranza di milioni di rifugiati con iniziative di sensibilizzazione in tutto il mondo.

La Triennale di Milano e Fondazione Nicola Trussardi partecipano a questo calendario di appuntamenti con due iniziative legate a La Terra Inquieta, mostra curata da Massimiliano Gioni (Triennale di Milano, fino al 20 agosto) che attraverso le opere di più di sessantacinque artiste e artisti provenienti da vari paesi del mondo – tra cui Albania, Algeria, Bangladesh, Egitto, Ghana, Iraq, Libano, Marocco, Siria e Turchia – parla delle trasformazioni epocali che stanno segnando lo scenario globale e la storia contemporanea, in particolare affrontando il problema della migrazione e la crisi dei rifugiati.

In occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato sarà quindi possibile per tutti visitare La Terra Inquieta per l’intera giornata – dalle 10.30 alle 20.30 – usufruendo dell’ingresso ridotto (5,50 euro anziché 8 euro).

Inoltre, alle 16.00, l’Assessore per le Politiche sociali, Salute e Diritti di Milano, Pierfrancesco Majorino, visiterà la mostra insieme a un gruppo di persone accolte all’interno del progetto SPRAR (Servizio di Protezione Richiedenti Asilo e Rifugiati – progetto del Ministero dell’Interno) del Comune di Milano e attualmente residenti in alcune strutture gestite dalla cooperativa Farsi Prossimo.

Questo appuntamento rientra nelle attività che vedono l’UNHCR insieme alla Rete SPRAR e ad altre associazioni collaborare per dare visibilità alle espressioni di solidarietà verso i rifugiati, amplificando la voce di chi accoglie e rafforzando l’incontro tra le comunità locali e i rifugiati e i richiedenti asilo. Questa speciale visita alla mostra si affianca alla giornata di “porte aperte” dei centri di accoglienza – in cui sarà possibile visitare i centri di accoglienza, parlare con gli operatori per capire il ruolo ed il funzionamento dei progetti per richiedenti asilo e rifugiati e incontrare gli ospiti – per facilitare, attraverso i linguaggi dell’arte contemporanea, l’incontro reciproco, primo e importante passo per superare pregiudizi e paure vicendevoli e costruire insieme la buona accoglienza.

La Terra Inquieta ricostruisce l’odissea dei migranti e le loro storie individuali e collettive attraverso installazioni, video, immagini di reportage, materiali storici e oggetti di cultura materiale. Il percorso si snoda attraverso una serie di nuclei geografici e tematici – il conflitto in Siria, lo stato di emergenza di Lampedusa, la vita nei campi profughi, la figura del nomade e dell’apolide – a cui si intersecano opere di forte impatto: vere e proprie metafore visive e monumenti precari eretti a commemorazione di questo nostro breve e instabile scorcio di secolo.

La Terra Inquieta è il racconto di uomini che attraversano confini e – assai più tristemente – la storia di confini che attraversano gli uomini. Ma soprattutto la mostra è un esercizio di empatia e un esperimento di comprensione e dialogo tra culture. Come ricorda la placca apposta alla base della Statua della Libertà – ritratta nel video di Steve McQueen che conclude l’esposizione – la madre degli esuli accoglie gli stanchi, i poveri, le masse infreddolite, gli scossi dalle tempeste e i rifiuti miserabili delle vostre spiagge.

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