Sono proseguiti mercoledì 21 giugno in commissione Cultura del Senato i lavori sul Codice dello Spettacolo. Dopo aver terminato ieri l’esame degli emendamenti all’articolo 1, il presidente Andrea Marcucci (Pd) ha ribadito che la relatrice Rosa Maria Di Giorgi (Pd) ha intenzione di presentare alcune riformulazioni volte a superare il parere contrario della Commissione Bilancio su alcune violazioni dell’articolo 81 della Costituzione, per quanto riguarda gli emendamenti volti ad inserire articoli aggiuntivi dopo l’articolo 1. L’esame del provvedimento, ha sottolineato Marcucci, dovrebbe comunque terminare martedì prossimo secondo il calendario dei lavori dell’Assemblea.

Le modifiche finora

Nuova formulazione sul riparto del Fondo unico per lo spettacolo (Fus) per le fondazioni lirico-sinfoniche dopo il via libera alle modifiche in commissione. In sostanza il riparto dei Fus dovrà tenere conto, tra le altre cose, “dell’esame comparativo di appositi programmi di attività pluriennale”, della “definizione di categorie tipologiche dei soggetti ammessi a presentare domanda, per ciascuno dei settori delle attività di danza, delle attività musicali, delle attività teatrali, delle attività circensi, dello spettacolo viaggiante, dei carnevali storici e delle rievocazioni storiche”, dell’“adozione di misure per favorire la mobilità artistica e la circolazione delle opere a livello europeo e internazionale” dell’“attivazione di piani straordinari” pluriennali “per la ristrutturazione e l’aggiornamento tecnologico” di teatri o strutture destinati allo spettacolo e del “sostegno ad azioni di riequilibrio territoriale”.

L’assegnazione delle risorse dovrà avvenire inoltre anche “sulla base dei seguenti ulteriori parametri: a) rafforzamento della responsabilizzazione del sovrintendente sulla gestione economico-finanziaria delle singole fondazioni; b) realizzazione di coproduzioni nazionali e internazionali; c) promozione e diffusione della cultura lirica, con particolare riguardo alle aree disagiate; d) risultati artistici e gestionali del triennio precedente”. Nel riparto dei Fus occorrerà inoltre prendere in considerazione anche la “valorizzazione della qualità delle produzioni”, dare particolare attenzione ai teatri e alle strutture quelli ubicate “nei comuni con popolazione inferiore a 15.000 abitanti”.

Settore delle attività musicali

Per quanto riguarda il settore delle attività musicali, la revisione e il riassetto della disciplina dovrà invece tenere conto dell’interazione tra i diversi organismi operanti nel settore, “con particolare riguardo alle fondazioni lirico-sinfoniche, ai teatri di tradizione, alle istituzioni concertistico-orchestrali e ai complessi strumentali” ed estendere le misure di sostegno “alle attività contemporanee popolari dal vivo quali componenti fondamentali del patrimonio culturale, artistico, sociale ed economico del Paese, nonché elemento di coesione sociale e di aggregazione e strumento centrale per lo sviluppo dell’attività turistico-culturale”. Senza dimenticare “la valorizzazione delle musiche della tradizione popolare italiana, anche in chiave contemporanea con progetti artistico-culturali di valenza regionale e locale”.

Settore della danza

Infine nel settore della danza si precede una “revisione della normativa” in materia di promozione che preveda “l’introduzione di disposizioni finalizzate a dare impulso alle opere di ricostruzione del repertorio coreutico classico e contemporaneo, alla produzione artistica e alla ricerca della danza nello spettacolo dal vivo”.

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