L’artigianato come eccellenza della tradizione italiana e possibile candidato a immateriale Unesco. Lo ha detto Dorina Bianchi, sottosegretario al Turismo e deputato di Alternativa Popolare, che oggi è intervenuta al Macro di Roma alla conferenza stampa di apertura della mostra Arazzeria Pennese – la contemporaneità del basso liccio. La mostra è patrocinata dal ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo e dalla Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio dell’Abruzzo. “L’artigianato è un’eccellenza tutta italiana che racconta le tradizioni, il tessuto sociale e culturale di una comunità ed l’essenza del nostro Paese – ha detto la Bianchi –. Per questo è importante sostenerne la costruzione di un percorso di candidatura come bene immateriale Unesco. Sarà un modo per conferire un riconoscimento universale a un’attività insostituibile e fortemente caratterizzante dell’italianità. La riscoperta degli antichi mestieri rappresenta, inoltre, un’opportunità anche per i nostri giovani che dal passato possono trovare la strada per il proprio futuro”.

“L’artigianato tradizionale, inoltre – ha affermato il sottosegretario –, è identificativo del rapporto fra l’uomo e i suoi territori e come il turismo, non è delocalizzabile e può offrire una diversificazione dell’offerta in linea con il Piano Strategico del Turismo. Tra di due settori esiste un legame dalle grandi potenzialità da sviluppare. In una festa in un piccolo borgo, ad esempio, si può avere l’occasione di vedere all’opera chi fa ancora mestieri dimenticati: l’artigianato può essere la risposta a quella richiesta di turismo esperienziale e il desiderio dei viaggiatori di entrare in stretto contatto con il territorio e di immergersi e sentirsi abitante. Dobbiamo puntare alla valorizzazione di percorsi tra le botteghe artigiane per scoprire gli antichi mestieri e che mettono insieme la bellezza e il Made in Italy”. L’Arazzeria Pennese, ha concluso la Bianchi, “è un esempio di eccellenza di un made in Italy artigianale e artistico di rara qualità che rischiava di scomparire. Questa mostra è un momento di arricchimento culturale e di avvicinamento all’artigianato artistico. La produzione di arazzi d’arte all’interno del laboratorio della Riserva Naturale Regionale Lago di Penne è particolarmente significativa per la rinascita di un territorio colpito dal recente sisma che ha messo duramente alla prova l’economia del territorio”.

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