palmiraIl ruolo italiano nel “peacekeeping culturale” e il compito dei “Caschi blu della Cultura” sono stati al centro della conferenza organizzata a Roma dallo IaI (Istituto affari Internazionali) e dalla Scuola di Studi Internazionali dell’Università di Trento. Focus dunque sulla protezione del patrimonio storico e artistico nei conflitti internazionali e, in particolare, sul contributo del nostro paese. Presenti, tra gli altri, Francesco Rutelli, ex ministro dei Beni culturali, Fabrizio Parrulli, Comandante Nucleo dei Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale, Vincenzo De Luca, Direttore Generale per la Promozione del Sistema Paese del ministero degli Esteri, Nicoletta Pirozzi, responsabile relazioni Istituzionali dello Iai.

“Si tratta di una materia di cui ci siamo occupati molto in questi anni”, “ci troviamo di fronte ad un attacco al patrimonio archeologico che non è più derivante solo dai conflitti ma è frutto anche di attacchi deliberati”, ha sottolineato De Luca. “Per anni – spiega – è stata sottovalutata la potenzialità del nostro paese di esprimere quel ‘potere dolce’ che la cultura italiana nel mondo riesce ad esprimere. Quando agiamo come sistema Italia, è difficile trovare altri paesi che possano esprimersi allo stesso livello, anche per la nostra storia e la nostra capacità di innovazione. Sono convinto che la diplomazia culturale è un aspetto che caratterizzerà anche la nostra politica estera”, ha concluso De Luca.

Nel suo intervento, Parrulli ha evidenziato come la criminalità sia “molto aggressiva” verso oggetti così preziosi quali sono i beni culturali, rimarcando i successi messi a segno in questi anni dal Nucleo Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale. In particolare, Parrulli ha ricordato che “dopo il terremoto di agosto i Carabinieri, insieme al personale del ministero, sono intervenuti per mettere in sicurezza il patrimonio culturale e individuare le zone sicure dove custodire i reperti salvati. Nostro compito è stato anche catalogare e monitorare questi beni, per poi restituirli ai legittimi proprietari” quando l’emergenza sarà passata.

L’ex ministro Rutelli ha dal canto suo sottolineato l’esigenza di creare consapevolezza “su un tema cruciale per la storia dell’uomo, ovvero l’iconoclastia che pensavamo di esserci lasciati alle spalle dopo la II Guerra Mondiale, dopo Cassino. Negli ultimi anni il conflitto in Siria ha fatto riemergere questo problema, ovvero la distruzione del patrimonio culturale finalizzata a distruggere l’altro”. Quella del Daesh è “un’azione intimidatoria ma anche un fattore di reclutamento”, ha aggiunto Rutelli, spiegando che in quei paesi la formazione da parte dei Caschi blu della Cultura “è essenziale affinché i luoghi saccheggiati tornino a produrre ricchezza”.

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