Via libera della Camera con 226 voti favorevoli, 37 contrari e 97 astenuti al ddl che istituisce il reato contro il patrimonio culturale. Si tratta dell’ex ddl delega Franceschini-Orlando, trasformato in ddl e riscritto integralmente dalla Commissione Giustizia. Il testo introduce nuovi reati che hanno come oggetto i beni culturali: il furto, l’appropriazione indebita, la ricettazione, il riciclaggio, l’illecita detenzione, il danneggiamento. Inoltre estende al settore dei beni culturali la possibilità, per la polizia giudiziaria, di effettuare operazioni sotto copertura. Rispetto al testo uscito dalla Commissione viene eliminata la reclusione da due a 5 anni per chi trasferisce illegalmente all’estero beni culturali di “rilevante valore”, con l’approvazione di un emendamento a firma Ferranti (Pd).

Vanna Iori (Pd), nel corso delle dichiarazioni di voto, ha respinto le critiche di un’eccessiva severità delle sanzioni avanzate da alcuni deputati: “Il patrimonio culturale è il bene più prezioso che il nostro paese possiede e rappresenta il patrimonio più consistente a livello mondiale. Per questo è cosi importante non disperdere e danneggiare questo patrimonio. Se perdiamo il patrimonio culturale è come se avessimo dimenticato tutto, tutto quello che ci aiuta a guardare avanti. Quindi è necessaria severità nel colpire questi reati e la loro specificità”. È un testo di “civiltà”, ha aggiunto annunciando il voto favorevole del Partito democratico.

“Il patrimonio culturale non si tocca: è il senso di questa legge, in linea con la Convenzione internazionale sui reati contro il patrimonio di cui si è recentemente discusso in Europa”, ha dichiarato Bruno Murgia (Fdi), annunciando il voto favorevole del suo partito. “ È giusto porre un freno con norme che inaspriscono per chi offende il patrimonio e i nostri luoghi più belli, che non sono solo materiali, come è noto, ma certamente anche intangibili”.

“Si tratta – ha aggiunto Murgia – di un messaggio culturale, che non può fermarsi solo a pochi casi specifici, e molti ce ne sono stati nell’ultimo periodo, ma guarda alle tante fattispecie che la legge elenca e che vanno dal furto, all’appropriazione indebita, alla ricettazione, al riciclaggio, per passare all’imbrattamento, alla devastazione e al danneggiamento. Sono previste sanzioni più dure e si è discusso molto, anche in queste ore, se sia giusto o meno, anche in considerazione del fatto, lo dicono i dati che abbiamo a disposizione, che gli organi di polizia abbiano ben agito per limitare i fenomeni di cui parliamo”.

Questo provvedimento, ha aggiunto Valentina Vezzali (Sc-Ala) è “coerente con l’attenzione che questa legislatura e i Governi in carica hanno riservato al patrimonio culturale nazionale e alla sua valorizzazione. Un percorso fatto di scelte importanti, di allocazioni di risorse e misure fiscali ad hoc che per essere completato doveva necessariamente tener conto anche delle disposizioni penali a loro tutela, viste le criticità rilevate nell’applicazione della legislazione vigente e per la complessità e molteplicità dei reati compiuti a danno del patrimonio che, invece, si vuole preservare”, ha concluso annunciando il voto favorevole.

Critico durante il suo intervento, in sede di dichiarazione di voto, Rocco Buttiglione (Udc), che parla, annunciando l’astensione dal voto, di “pene spropositate”.

Astensione anche per Sinistra Italiana. Voto favorevole della Lega Nord e del gruppo di Scelta civica. Voto contrario di Forza Italia che ha auspicato modifiche nel corso dell’esame al Senato. Francesca Businarolo (M5S) ha annunciato l’astensione del suo gruppo e ha auspicato anche una strategia educativa nella salvaguardia del patrimonio culturale. “Il provvedimento è monco ed è un’occasione persa, spero in un intervento più incisivo dei colleghi del Senato”, ha spiegato la deputata pentastellata.

Il ddl ora passa al Senato.

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