Una mostra per “invitare a riflettere su quanto sta accadendo vicino a noi” e per puntare i riflettori “sull’arte ferita” e sulla necessità “della tutela del patrimonio culturale mondiale in aree di crisi”. Questo l’obiettivo di “Volti di Palmira ad Aquileia”, l’esposizione presentata a Roma presso la sede del ministero dei Beni culturali che aprirà al pubblico domenica 2 luglio al Museo Archeologico Nazionale di Aquileia. Presenti il ministro Dario Franceschini, la presidente della regione Friuli Venezia Giulia, Debora Serracchiani, il comandante del Comando Carabinieri Tutela del patrimonio culturale Fabrizio Parrulli, l’ambasciatore Antonio Zanardi Landi e l’archeologo Paolo Matthiae.

Una mostra che non a caso la Serracchiani ha voluto dedicare all’archeologo Khaled al-Asaad, direttore del sito archeologico di Palmira, ucciso dai terroristi del Daesh perché si sarebbe rifiutato di indicare ai suoi aguzzini i luoghi in cui sono stati nascosti importanti reperti romani prima dell’occupazione della città da parte dell’Isis.

E proprio sullo stato della città di Palmira è intervenuto Matthiae, secondo cui “sarà possibile ricostruire il 98-99 per cento” del patrimonio archeologico distrutto dai terroristi.  “La parte arte – gli ha fatto eco Zanardi Landi – forse costituisce la parte più riparabile; quello che sfugge a ogni intervento è la distruzione della memoria nel suo complesso”. Con questa mostra “vogliamo attirare in maniera importante e permanente l’attenzione del pubblico su quello che accade vicino a noi, che crea danni anche alla nostra identità di italiani ed europei”, ha sottolineato il diplomatico.

“Palmira ad Aquileia” ha sottolineato Franceschini, “rinnova in questo straordinario sito archeologico per la terza volta, dopo le mostre sul Bardo di Tunisi e sui tesori dell’antica Persia, l’attenzione verso l’arte ferita. Una sensibilità  condivisa dai vertici della Fondazione e della Regione Friuli Venezia Giulia, insieme a cui il Mibact sostiene il progetto che è pienamente in linea con la politica proposta in ambito internazionale dall’Italia. Dalla Dichiarazione di Milano dei ministri della cultura di 83 paesi presenti a Expo nel 2015 alla costituzione della task force Unite4Heritage in ambito Unesco, dalla risoluzione Onu 2437/17 al G7 della Cultura di Firenze di marzo il nostro Paese ha sempre portato avanti con coerenza la priorità della tutela del patrimonio culturale mondiale in aree di crisi, arrivando a costruire un ampio consenso internazionale sul tema grazie alla leadership che ci viene riconosciuta. Un ruolo costruito negli anni attraverso l’opera dei nostri tecnici e restauratori in diversi Paesi e l’aiuto fornito dai nostri istituti, come avvenuto con il restauro di due busti provenienti proprio da Palmira effettuato dall’ISCR concluso lo scorso febbraio”.

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