cultura montecitorioInnovazione delle biblioteche scolastiche, qualità di contenuti online e capacità di orientarsi tra la pluralità delle fonti informative e, soprattutto, il ruolo inscindibile tra educazione e cultura. Sono stati questi gli argomenti al centro del convegno “Scuola digitale e cultura diffusa” organizzato dalla Commissione Cultura della Camera a Montecitorio e che ha visto l’introduzione del ministro dell’Istruzione Valeria Fedeli. “Il mondo della scuola sta cambiando a una velocità unica, sta cambiando il mondo della cultura e noi abbiamo bisogno di ampliare questo mondo: c’è bisogno di portare in libreria più gente, di portarla al cinema, al teatro”, ha detto Flavia Piccoli Nardelli ad AgCult a margine del convegno. Ma da dove partire? “Ovviamente dalla scuola. Torna, quindi, una centralità fondamentale della scuola, anche con il suo collegamento fortissimo con la cultura in senso più ampio”.

Il convegno ha riunito insegnati, bibliotecari, librai, docenti universitari, esperti di reti, rappresentanti di mondi diversi. Ha visto la presenza di rappresentanti di tutti i gruppi parlamentari. Piccoli Nardelli ha riunito nella stessa aula i “due polmoni” (istruzione e cultura) che sono al centro dell’attenzione della commissione da lei presieduta, ma che “spesso e volentieri non lavorano in maniera sinergica come sarebbe auspicabile. O lavorano in maniera sinergica senza che poi questo diventi un discorso di condivisione comune. Credo – ha aggiunto Piccoli Nardelli – che anche questo sia uno dei compiti della nostra commissione: fare il punto della situazione e condividerlo”.

I temi del convegno

Al convegno (“una privilegiata e straordinaria audizione sull’educazione al patrimonio”, come l’ha definito la Piccoli Nardelli) si è parlato delle biblioteche scolastiche innovative che, oggi, finiscono per avere un ruolo straordinario. Analogico e digitale insieme e una funzione straordinaria all’interno della scuola. Diventano un momento e un luogo di coscienza critica, di analisi della complessità, di verifica delle fonti. Sono stati presentati finora 3300 progetti per il bando sulle biblioteche innovative scolastiche contenuto nella ‘scuola digitale’. Saranno finanziati i primi mille progetti.

Ma si è parlato anche, in particolare, di un’altra delle 35 azioni previste del piano della scuola digitale. La legge 107 ha, infatti, investito un miliardo per la ‘scuola digitale’. Di questo miliardo una metà era per le infrastrutture e l’altra metà era per l’educazione al digitale che comprende moltissime iniziative tra cui queste 35 azioni. Una di queste è il bando (che scade il 20 luglio) sull’educazione al patrimonio. Un intervento da 80 milioni di euro per i progetti delle scuole aperti al territorio.

Si è parlato poi di promozione della lettura (con una legge che è ferma in Parlamento da 4 anni nonostante la sostanziale condivisione di tutti i gruppi politici), di qualità dei contenuti digitali e in particolare della loro “frammentarietà e granulosità”. Delle fake news e di come giovani e meno giovani possono districarsi fra una pluralità di fonti che vanno sempre verificate. Ma anche di come rafforzare il rapporto tra educazione e cultura e dell’apertura delle scuole al territorio.

L’introduzione del ministro Fedeli

Il ministro dell’Istruzione ha dato il senso delle priorità del Miur, delle iniziative messe in atto e degli investimenti. Ha sottolineato poi lo stretto nesso tra istruzione e accesso alla cultura come diritto. “Mi sta particolarmente a cuore il rapporto tra scuola, innovazione e accesso alla cultura. L’accesso alla cultura, all’educazione è uno dei diritti fondamentali individuali per costruire una società democratica”, ha detto in apertura Valeria Fedeli. “Dobbiamo investire sull’intreccio educazione e cultura”. L’attività del ministero punta ad “aumentare l’accesso alla cultura e al patrimonio culturale del paese” e a “nutrire lo spirito critico dei nostri giovani per orientarli verso la ricerca di informazioni e contenuti di qualità e dare loro una piena cittadinanza digitale”.

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