protocollo paesaggio Lombardia Terzi Borletti BuitoniSottoscritto il Protocollo d’Intesa tra Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo e Regione Lombardia per il Piano paesaggistico regionale. Dopo quello della Liguria, questo rappresenta un ulteriore passo in avanti per la valorizzazione del paesaggio italiano.

Il sottosegretario Borletti Buitoni

Il sottosegretario Ilaria Borletti Buitoni ha sottolineato sul suo blog come la firma di oggi rappresenti “il punto di arrivo di un’intensa attività di collaborazione tra gli uffici regionali e i rappresentanti del MiBACT, con l’obiettivo di elaborare in maniera congiunta e sinergica dei criteri per tutelare e valorizzare il paesaggio attraverso il nuovo piano paesaggistico”. Secondo il sottosegretario “l’adozione degli ambiti per poter raggruppare gli oltre 800 vincoli in contesti paesaggisticamente affini rappresenta sicuramente un percorso innovativo e utile anche per l’elaborazione dei piani futuri in altre regioni”. La Lombardia ha una grande varietà di ricchezze paesaggistiche: dalle montagne, ai laghi, alla pianura, “è indubbio il valore che deve essere dato alla tutela di un’identità del territorio che nel paesaggio si esprime”. “L’auspicio – conclude Borletti Buitoni – è che un lavoro così minuzioso e attento come quello che ha portato alla firma del protocollo di oggi sia il presupposto per la rapida conclusione del piano paesaggistico. Su questo punto oggi sia regione che ministero hanno ribadito il loro fermo e convinto impegno”.

L’assessore all’Ambiente e allo sviluppo della Lombardia

L’assessore all’Ambiente, Energia e Sviluppo sostenibile di Regione Lombardia, Claudia Terzi, ha sottolineato “il punto di arrivo di un’attività di collaborazione fra gli uffici regionali ed il Ministero che costituisce la condizione per proseguire nel percorso di condivisione istituzionale sui contenuti del Piano paesaggistico lombardo in adeguamento al Codice dei beni culturali e del paesaggio. Sono onorata che anche il sottosegretario Borletti Buitoni abbia riconosciuto la specificità e il contenuto innovativo del nostro modello”.

I contenuti del Protocollo sul Paesaggio

OBIETTIVI E FINALITÀ – L’accordo è finalizzato a valorizzare le ricchezze del territorio lombardo tramite l’elaborazione congiunta di regole per tutelare e valorizzare il paesaggio mediante un quadro di norme chiare ed efficaci che permettano di rendere più semplici le procedure di autorizzazione paesaggistica per gli interventi in aree vincolate.

L’APPLICATIVO INFORMATICO MAPEL – “La proficua collaborazione tra le istituzioni – ha sottolineato l’assessore lombardo – ha gia’ avuto un primo significativo momento con l’adozione, anche da parte della Soprintendenza, dell’applicativo informatico Mapel, che abbiamo messo a disposizione di tutti i soggetti: Comuni, Province, Parchi, Comunità Montane, per il caricamento delle autorizzazioni paesaggistiche rilasciate. Ciò ha permesso la completa dematerializzazione degli atti – ha precisato Terzi -: ben 45.000 dal 2014 ad oggi, con un enorme risparmio di tempo, carta e oneri amministrativi”.

ULTERIORE PASSO AVANTI – “Il Protocollo di oggi rappresenta un altro importante passaggio – ha proseguito l’assessore regionale – perché attiva la collaborazione che ci consentirà di procedere all’aggiornamento del Piano paesaggistico regionale vigente, lo strumento fondamentale di tutela e valorizzazione del nostro territorio. Il Piano, costruito in maniera condivisa, potrà essere riconosciuto adeguato al Codice del Paesaggio e sarà garanzia di una sempre più attenta pianificazione e cura del nostro patrimonio naturalistico e culturale”.

I NUMERI – “La nostra regione è ricca di paesaggi, ma anche di vincoli, ben 891 – ha ammesso Terzi – e circa il 50 per cento del territorio assoggettato a tutela, con un patrimonio unico di laghi di fama mondiale, montagne, rete idrografica e siti Unesco. Con il recente riconoscimento delle mura venete di Bergamo, saliamo a 11 siti Unesco sui 53 a livello nazionale”.

STESSE TUTELE, MA GESTITE IN MODO NUOVO – “Il nuovo Piano – ha assicurato Terzi – ci consentirà di mantenere lo stesso livello di tutele, ma di gestirle in un modo nuovo, grazie all’introduzione di elementi innovativi che saranno fondamentali per l’attuazione del Piano stesso. Le parole d’ordine del Piano sono: efficacia nella tutela del paesaggio – ha spiegato l’assessore all’Ambiente – semplificazione della burocrazia e valorizzazione di un patrimonio unico a livello nazionale”.

LE NOVITA’ – Tra le novità introdotte dal Piano: la cartografia, sia conoscitiva sia di progetto, elaborata sulla base del Data Base Topografico aggiornato di Regione Lombardia in scala 1:10.000, contro il 1:300.000 del PPR vigente. Inoltre, i contenuti del Piano sono stati ridefiniti in coerenza con il Codice dei beni culturali. Il territorio regionale e’ suddiviso in 57 ambiti paesaggistici omogenei, ambiti geografici di paesaggio, coerenti con gli ambiti territoriali omogeni della legge regionale sul consumo di suolo; tutti gli 891 vincoli, in Lombardia, sono ricondotti a sole 65 aggregazioni per i quali fornisce criteri di gestione omogenei, ricostruendo e semplificando la complessa stratificazione di tutele paesaggistiche vigenti.

SNELLIMENTO AMMINISTRATIVO – “Al contempo – ha concluso l’assessore Terzi – accanto all’obiettivo primario di tutelare e valorizzare il paesaggio, il riconoscimento di conformità al Codice da parte del Ministero del Piano Paesaggistico lombardo, consentirà di ridurre i tempi delle autorizzazioni paesaggistiche che in Lombardia sono circa 14.000 l’anno”.

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