patrimonio immateriale mestieri FaroLa Commissione Esteri del Senato ha ripreso l’esame del ddl di “Ratifica ed esecuzione della Convenzione quadro del Consiglio d’Europa sul valore del patrimonio culturale per la società”, nota come Convenzione di Faro. La novità, rispetto all’ultima seduta del 10 maggio, è l’arrivo in commissione del disegno di legge di ratifica presentato dal governo in Consiglio dei ministri lo scorso 16 giugno e assegnato a Palazzo Madama dove era già cominciato l’iter della proposta della senatrice Elena Ferrara (Pd). Una proposta gemella a quella depositata dalla deputata Giulia Narduolo alla Camera. La 3a commissione ha adottato il testo del governo come testo base. Nel corso dell’illustrazione del nuovo ddl, la relatrice Emma Fattorini ha ricordato come nella seduta del 10 maggio la Commissione avesse espresso proprio l’auspicio che il Governo presentasse un proprio disegno di legge di autorizzazione alla ratifica, vista l’importanza della materia. Un motivo quindi per esprimere “soddisfazione che l’iniziativa parlamentare abbia stimolato il Governo ad accelerare l’adozione del suo disegno di legge di autorizzazione alla ratifica”.

Le differenze tra i due ddl sulla Convenzione di Faro

Nel ricordare che la Convenzione di Faro promuove una concezione più ampia del patrimonio culturale e del suo rapporto con le comunità che lo hanno prodotto ed ospitato, Fattorini ha poi delineato le differenze che ci sono tra la proposta di iniziativa parlamentare e quella del governo. La principale è contenuta nell’articolo 3, che prevede una serie di misure attuative dell’articolo 13 della Convenzione, relativo alla conoscenza del patrimonio culturale. Si prevede in particolare che “il Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca, di concerto con il Ministero dei beni culturali e il Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale, con proprio decreto, stabilisca un programma triennale di iniziative dirette a facilitare l’inserimento nei programmi scolastici la dimensione del patrimonio culturale e a incoraggiare la ricerca interdisciplinare e la formazione continua”. Per tali iniziative “viene prevista una spesa annua di 1 milione di euro”.

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