Monumento simbolo del Piemonte e capace di attirare ogni anno 100mila visitatori da tutto il mondo, la Sacra di San Michele è un bene di grande rilievo, testimonianza dell’eredità storica, architettonica e spirituale del territorio di riferimento e di tutta la regione. L’abbazia, insieme al complesso di beni storico-artistici dell’area circostante, tra cui spicca la Via Francigena della Valle di Susa, costituisce un patrimonio prezioso anche ai fini della valorizzazione turistica. Per questo la Regione Piemonte, l’Ente Sacra di San Michele, l’Unione dei Comuni Montani Val Sangone, l’Unione dei Comuni della Valle Susa e i Comuni di Avigliana, Chiusa San Michele, Sant’Ambrogio e Valgioie hanno firmato oggi un Protocollo d’intesa per mettere a punto un programma di azioni congiunte per implementare l’offerta turistica delle “Terre di Sacra”.

“La Sacra di San Michele è un monumento capace di fare da bene-faro per tutta l’area circostante, ricca di importanti attrattive storiche, culturali e naturalistiche, come testimoniano anche due recenti candidature UNESCO della Sacra e della Via Francigena, a cui si aggiunge un importante lavoro che stiamo svolgendo come assessorato sui Cammini – dichiara Antonella Parigi, assessore alla cultura e al turismo della Regione Piemonte – Da oggi il nostro impegno sarà quello di costituire un tavolo di lavoro operativo che dia risposte concrete per far crescere il turismo, come d’altronde stiamo già facendo, per esempio chiedendo al Politecnico di fare uno studio di fattibilità per migliorare l’accessibilità alla Sacra.

Il protocollo ha l’obiettivo di sviluppare e promuovere una nuova immagine del territorio e di implementare un’offerta turistica orientata ai settori culturale, spirituale e naturalistico, sulla base delle priorità e degli ambiti di intervento individuati dagli enti firmatari. Per questo è prevista la costituzione di un Tavolo di coordinamento, che avrà il compito di predisporre e attuare il piano di attività; al tavolo potranno partecipare anche soggetti pubblici o privati che, a diverso titolo, operano sul territorio e che siano interessati a condividere progetti coerenti con gli obiettivi del protocollo.

La Sacra di San Michele, la Via Francigena, i Cammini e le altre eccellenze che gravitano intorno a tali beni, attraverso le azioni congiunte che verranno sviluppate, potranno quindi diventare risorse significative per i comuni e le comunità. Per questo dovranno essere individuati dei percorsi di valorizzazione complessiva e iniziative di ampio respiro che coinvolgano tutta l’area interessata, le strutture accessorie, le vie di accesso, i collegamenti e i servizi turistici, d’accoglienza e commerciali.

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