domenicalmuseo colosseoTutelare la professione di guida turistica e mettere mano al settore attraverso una revisione complessiva della normativa. Lo chiedono, con un’interrogazione al Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, i deputati del Movimento 5 Stelle Aris Prodani e Walter Rizzetto. “Il Tar del Lazio, con la sentenza n. 2831/2017 del 24 febbraio 2017, ha accolto – spiegano i due deputati pentastellati – il ricorso sottoscritto da Guide turistiche italiane e Associazione nazionale accompagnatori guide e interpreti turistici e da oltre 140 guide turistiche. La pronuncia ha disposto l’annullamento dei decreti del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo ‘siti’ (7 aprile 2015) ed ‘esclusiva territoriale ed esami’ (11 dicembre 2015). Nella medesima giornata, il Sottosegretario Dorina Bianchi ha annunciato il deposito, da parte del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, dell’impugnativa alla sentenza del Tar sui decreti ministeriali che istituiscono le guide turistiche specialistiche. Il Consiglio di Stato, in data 16 marzo 2017, ha respinto l’istanza di sospensiva presentata dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo”.

“Come evidenziato dalla pagina Facebook di Guide Turistiche Italiane – proseguono – ‘già con la sentenza del TAR, di annullamento dei DM, era stata ribadita la validità nazionale dei patentini e la caduta del principio di territorialità. Ora il Consiglio di Stato, dopo l’appello del Mibact, ha ulteriormente ribadito che i DM sono annullati. Conseguenza di ciò è la validità della legge 97/2013 e il vigente rispetto del principio di libera circolazione ed esercizio delle professione'”.

Concludono i due parlamentari: “A seguito della sentenza del Consiglio di Stato, nella nota stampa del 2 agosto 2017, Federagit Confesercenti ha chiesto un incontro urgente al Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, affinché si provveda, ‘in tempi rapidi e in collaborazione con le associazioni di categoria più rappresentative, alla redazione di una legge di riordino’ del settore. Secondo l’associazione, infatti, ‘la situazione è grave ed è necessario ed urgente intervenire per tutelare il patrimonio culturale italiano con una corretta divulgazione e valorizzazione, per arginare l’ingente perdita di entrate fiscali dovuta all’indiscriminato esercizio abusivo della professione e per porre un freno al caos nei siti di particolare interesse storico artistico e archeologico’. Federagit chiede, inoltre, al Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo che, ‘nelle more, fornisca delle precise linee guida alle Regioni per far sì che gli organismi a cui compete il controllo per l’esercizio legale della professione siano in grado di operare nel rispetto delle leggi in vigore'”.

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