Palazzetto WidmannTutelare le risorse pubbliche investite nel Palazzetto Widmann di Bagnoli di Sopra (PD), sospendere l’asta giudiziaria per la sua vendita e verificare “l’esistenza di un diritto di prelazione in capo agli stessi Ministeri, visti gli ingenti investimenti pubblici utilizzati per il restauro”. Lo chiedono al Governo i deputati del Partito democratico, Alessandro Naccarato e Giulia Narduolo, in un’interrogazione al Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo e al Ministro dell’economia e delle finanze. I due parlamentari ripercorrono la storia degli ultimi anni relativa agli investimenti nel Palazzetto: “Nel 1985 l’immobile è stato acquisito dal comune di Bagnoli per 249 milioni di lire; nel 1992 una relazione tecnica ha previsto una spesa per il restauro di 1.7 miliardi di lire; dal 1993 sono iniziati i lavori di restauro attraverso diversi interventi finanziati con risorse pubbliche e nel 1996 il comune ha stabilito nel palazzo la propria sede; il 4 giugno 1996 l’amministrazione comunale di Bagnoli ha incaricato la Cosecon spa (Consorzio per lo sviluppo economico e sociale del Conselvano, società che gestiva i servizi dei comuni e di cui Bagnoli era socio), di redigere un progetto per accedere ai fondi europei per il restauro completo, progetto rimasto senza esito; il 24 febbraio 2000 il Sopraintendente regionale ha rilasciato l’autorizzazione ad alienare il monumento con garanzia della fruibilità pubblica; il consiglio comunale di Bagnoli ha quindi approvato il conferimento del Palazzetto a Cosecon, ottenendo in cambio 60.326 azioni, al prezzo di 6 euro, con un sovraprezzo di 1.49 euro, per azione per un valore complessivo di 450.000 euro; nel marzo 2001 il Ministero del Tesoro ha approvato il patto territoriale Bassa Padovana con un progetto che prevedeva la trasformazione di Palazzetto Widmann in una scuola di formazione professionale per valorizzare le risorse umane e sviluppare attività economiche locali. Il progetto prevedeva una spesa di 3,187 miliardi di lire: 2 miliardi erogati dal Ministero a Cosecon e 1,187 miliardi a carico di Cosecon; i lavori di ristrutturazione, affidati ad Eurocostruzioni srl per 1.589.000 euro, hanno avuto la durata di due anni”.

Nel 2003, proseguono Narduolo e Naccarato, “Cosecon, a quanto consta agli interroganti, ha ipotecato il Palazzetto con istituti bancari per 3 milioni di eur. Il restauro degli affreschi, a cura del Ministero dei beni culturali è proseguito fino al 2006. Il finanziamento pubblico erogato dall’allora Ministero del Tesoro non è stato utilizzato per realizzare la prevista scuola di formazione professionale. Infatti, al termine dei lavori non è stata aperta la scuola di formazione professionale e nel palazzetto è stata collocata la nuova sede di Cosecon, diventata poi Attiva spa; il 13 dicembre 2013 è stato dichiarato il fallimento della società Attiva spa, con debiti per oltre 220 milioni di euro: Palazzetto Widmann è stato chiuso e privato della corrente elettrica, dell’acqua e del riscaldamento;il 3 agosto 2017, è stato pubblicato l’avviso della vendita ad asta giudiziaria del Palazzetto Widmann con scadenza 24 ottobre 2017 (asta senza incanto con offerta minima di 1.125.000 euro) ed eventuale vendita con incanto, in data 13 dicembre 2017 (offerta minima 843.750 euro)”.

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