Un nuovo progetto di riorganizzazione complessiva del sistema bibliotecario delle Marche è stato presentato, nei giorni scorsi, in Regione alla presenza di molti amministratori e tecnici provenienti da tutto il territorio.

“Vogliamo dar vita ad un sistema coeso e uniforme su tutto il territorio – ha spiegato l’assessore al Turismo-Cultura, Moreno Pieroni – in grado, dopo il passaggio di funzioni tra Province e Regione, di garantire non solo la continuità dei servizi, ma anche l’uniformità e il potenziamento delle piattaforme utilizzate da tante biblioteche e cittadini marchigiani. In definitiva vogliamo riconoscere ai servizi bibliotecari il ruolo di riferimento per l’accesso al bene comune della conoscenza come antidoto sempre più sentito contro ignoranza, le fake news e post-verità.”

“Il sistema – ha evidenziato Simona Teoldi, dirigente regionale del servizio Beni e Attività culturali – si caratterizza per una grande ricchezza e pluralità di strutture: da quelle storiche di conservazione a quelle civiche, da quelle universitarie a quelle specialistiche dei più diversi tipi, artistiche, religiose, musicali ecc. e sono capillarmente diffuse sul territorio. Sono attualmente organizzate in quattro Poli provinciali che aderiscono al Sistema Bibliotecario Nazionale e che grazie all’investimento regionale si andranno progressivamente ad integrare passando entro l’anno a due.”

La Regione, infatti, cogliendo le nuove esigenze di un’utenza sempre più abituata alle rapide trasformazioni tecnologiche e digitali, intende costituire un’unica infrastruttura integrata per la diffusione dei saperi, tra Comuni, Università, Biblioteche e mondo della Scuola, finalizzata a fornire servizi di svago, informazione e formazione a tutti i cittadini: dai più piccoli fino a professionisti e ricercatori, veicolando contenuti di qualità, con un’attenzione anche verso le diverse abilità.

Con questo progetto la Regione assume il coordinamento del sistema mettendo in campo risorse e coinvolgendo professionalità presenti sul territorio in un modello gestionale partecipato che riconosce un ruolo importante di cogestione ad alcuni partner che negli anni passati si sono molto impegnati nella fattiva diffusione e gestione dei servizi di lettura nelle proprie aree di riferimento: le due Università di Urbino e Macerata e i Comuni di Fermo, Macerata e Jesi. L’obiettivo è quindi di mettere a sistema le differenti realtà del territorio, sollecitandole a collaborare strettamente per erogare servizi qualitativamente elevati e mantenendo una forte partecipazione e condivisione delle scelte con tutto il territorio.

“Ci sarà una particolare attenzione rivolta alle strutture attualmente in difficoltà a causa del sisma – ha detto Pieroni – per mettere in condizione di riattivare i servizi in favore delle comunità, in forte sinergia con le scuole ma anche con uno sguardo verso il futuro, orientando alla progettazione di nuovi servizi che possano accompagnare, veicolando saperi e conoscenza, la rinascita di quei luoghi.”

Il progetto prevede servizi on-line sempre più accessibili e attenti alle diverse esigenze e fasce d’età dei cittadini, forte convergenza e integrazione tra servizi tradizionali e network digitali in rete, fruizione di contenuti sempre più in mobilità.

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