teatro eliseo - luca barbareschiA distanza di pochi mesi dal colpo di mano nella “manovrina” di primavera, al Senato rispunta il teatro Eliseo. Allora – era la fine di maggio – il teatro romano si vide raddoppiare i fondi straordinari stanziati dal governo (che passarono da 4 a 8 milioni di euro) grazie a un emendamento bipartisan (due, in realtà: uno di Giorgetti di Forza Italia e uno di Boccadutri del Pd). In quell’occasione la Camera approvò la modifica nonostante il parere contrario dell’esecutivo rappresentato dal viceministro dell’Economia Enrico Morando. Oggi, invece, a tentare di non far uscire quei soldi dal bilancio dell’Eliseo, ci provano tre emendamenti: uno di Carlo Giovanardi (FL), un altro di Francesco Giro (FI) e un altro ancora di Pietro Liuzzi (GAL), tutti presentati al Codice dello Spettacolo, provvedimento in discussione in questi giorni in Aula al Senato. “I patti vanno rispettati – spiega ad AgCult Giovanardi -. Se il governo aveva preso un impegno quei soldi vanno rimessi. Spero quindi che l’esecutivo venga a chiarire la situazione: noi ci eravamo impegnati per tanto e tanto diamo”. E aggiunge: “Se è un’ingiustizia va sanata, se non è un’ingiustizia va bene così. Io però parto dal presupposto di come le vicende mi sono state rappresentate. Il lavoro parlamentare, comunque, serve a chiarire le cose. Io non propongo nulla di nuovo, se c’è stato un impegno, quell’impegno deve essere ripristinato”.

La correzione del governo

Il Codice dello Spettacolo è lo strumento legislativo scelto dal governo per correggere l’“errore” del Parlamento. Nel testo – precisamente al comma 3 dell’articolo 4 – i quattro milioni di euro previsti per il 2018 vengono soppressi, lasciando inalterato il finanziamento di altri quattro milioni per il 2017. In sostanza, si ritorna alla versione originale del testo della “manovrina” che già aveva previsto, in aggiunta ai finanziamenti ordinari, un contributo aggiuntivo di due milioni di euro per 2017 e altrettanti per il 2018. L’emendamento bipartisan li aveva poi raddoppiati (portandoli a 4 + 4 quindi). Ora il governo, col codice dello Spettacolo, lascia i quattro milioni del 2017 (anche perché sarebbe difficile dimezzare quello stanziamento prima della fine dell’anno), ma sopprime quelli del 2018.

I quattro milioni di euro così “recuperati” nel 2018 vengono destinati, per lo stesso anno, ad attività culturali nei territori delle regioni Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria, interessati dagli eventi sismici a partire dal 24 agosto 2016. Insomma, il teatro diretto da Luca Barbareschi dovrà rinunciare a metà dei fondi straordinari che la Camera gli aveva assegnato. Straordinari perché, come scrivevano in una lettera al Ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan 40 teatri italiani, le cifre ordinarie già “elargite nell’anno 2016 per la Casanova srl risultano essere le seguenti: 514.831 euro circa dal FUS; 250.000 euro dal fondo integrativo per i progetti speciali; 300.000 euro dalla Regione Lazio e 100.000 dal Comune” di Roma.

La posizione di Giovanardi

Una misura, quella individuata dal governo, che non piace a Giovanardi. “Il disegno di legge sullo spettacolo – dice – era partito con un contributo determinato, fissato, messo a bilancio, quindi con un impegno preciso del governo. Poi improvvisamente questi soldi sono stati tolti e dati alle regioni per non meglio identificati spettacoli a favore dei terremotati, che forse, piuttosto, avrebbero bisogno di case, servizi, ospedali. In ogni caso, ho presentato un emendamento senza andare a togliere i soldi a loro, ma utilizzando somme disponibili di bilancio”. Poi riflette: “Io faccio solo una considerazione: il governo prende un impegno con una realtà teatrale, questi investono, vanno a chiedere i soldi in banca, si fidano dell’impegno del governo. Dopodiché i soldi stanziati vengono dirottati alle regioni per gestire spettacoli”.

Gli emendamenti salva Eliseo

Ecco allora che arrivano provvidenziali (per il teatro Eliseo) gli emendamenti depositati per l’Aula da Giovanardi, Giro e Liuzzi. Il primo, quello dell’ex ministro dei Rapporti col Parlamento, prevede l’inserimento di un articolo 4-bis: “Per le spese ordinarie e straordinarie” dell’Eliseo, si legge, “è autorizzata la spesa di 4 milioni di euro per l’anno 2018”. A finanziare questa norma sarebbe, secondo Giovanardi, il fondo per il bonus Cultura per i 18enni previsto nella Legge di Stabilità 2016. Quello dell’ex sottosegretario al Ministero dei Beni Culturali prevede la soppressione del secondo periodo del comma 3 (esattamente quello che taglia i fondi del 2018 all’Eliseo). Stessa cosa chiede la proposta emendativa del membro della Commissione Cultura di Palazzo Madama.

L’esame in Commissione Bilancio

Anche questa volta c’era il viceministro Morando a rappresentare il governo in Commissione Bilancio durante l’esame degli emendamenti. Sulla proposta Giovanardi, il viceministro, ha espresso “un parere contrario ai sensi dell’articolo 81 della Costituzione in quanto la proposta non risulta coperta relativamente all’anno 2018”. Al momento, infatti, la Card Cultura non è stata rifinanziata per l’anno 2018. Non è d’accordo l’ex ministro dei Rapporti col Parlamento: “Ho trovato un’altra copertura dal bonus diciottenni che è stato un flop totale. Lì c’è un enorme residuo che può essere utilizzato. Poi, è ovvio, le coperture si trovano o non si trovano a seconda della volontà politica”.

Per l’emendamento Liuzzi, Morando ha segnalato “la maggiore onerosità” dell’intervento, mentre quello di Giro non presenta profili di onerosità (perché copre gli interventi per il terremoto invece che con i risparmi del teatro Eliseo, attingendo le risorse dal Fondo per far fronte ad esigenze indifferibili, come previsto dalla Legge di Stabilità 2015). In Aula, per tutti e tre, è facile presumerlo, arriverà nel merito un parere contrario dell’esecutivo. Un parere contrario però che, visti i precedenti, potrebbe non bastare a far dormire sonni tranquilli al governo.

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