bandiera sardaTutelare la lingua sarda e promuoverla pubblicamente, nelle scuole e sui posti di lavoro. Ma portarla anche sui mezzi di comunicazione, in radio, su internet, arrivando a stipulare con la Rai una convenzione per un programma tv. È quanto prevedono 3 diverse proposte di legge – accorpate in un testo unico – all’esame oggi della seconda Commissione del Consiglio regionale dell’isola. Provvedimenti presentati anche oltre 3 anni fa, che l’organo presieduto da Gavino Manca (PD) riprende ad esaminare, dopo un ciclo di audizioni.

La prima proposta di legge

La prima proposta, datata 20 maggio 2014, prevede che la Regione “promuova la valorizzazione e l’insegnamento della storia, della letteratura e del patrimonio linguistico sardo nelle scuole di ogni ordine e grado”. Un decreto successivo emanato dall’assessore competente entro 90 giorni dall’entrata in vigore della legge stabilirà gli “interventi didattici aventi a oggetto la storia, la letteratura e il patrimonio linguistico sardo dall’età antica sino a oggi”.

La seconda pdl

La seconda proposta, più corposa, presentata il 19 dicembre 2014, sottolinea che “l’approccio plurilingue all’insegnamento già a partire dalle scuole dell’infanzia si dimostra efficace nell’aiutare lo sviluppo intellettuale del bambino e favorisce una educazione orientata alla pluralità ed alla apertura verso altre culture”, quindi mira a “sostenere e valorizzare la lingua sarda nelle sue varie forme espressive, di promuoverne la diffusione e la trasmissione, di garantirne la pari dignità con la lingua italiana e di creare le condizioni perché, in ogni ambito, possa essere strumento comunicativo e veicolo di cultura”. Come? Formazione scolastica plurilingue, orario minimo settimanale di lezioni di lingua sarda, istituzione del tutor scolastico per la lingua sarda. Questa legge, nel 2014, prevedeva un impegno economico di 3 milioni di euro all’anno.

La terza pdl, l’intervento più corposo

La stessa cifra che bisogna investire secondo la terza proposta di legge, presentata il 16 giugno 2015 e trascritta interamente in sardo sul sito istituzionale della Commissione consiliare. Un intervento molto corposo, 34 articoli, che vuole attribuire alla lingua sarda un ruolo centrale, promuovendola “al di fuori di contesti domestici e amicali”, radicandone l’insegnamento nelle scuole e all’università, intensificandone la presenza nella pubblica amministrazione e nei media. Di fatto la pdl cerca di rendere “visibile e udibile il sardo nella società conferendogli un ruolo di ufficialità e di segno forte dell’identità”. Il provvedimento propone l’impiego della lingua negli uffici, la normativa per la cartellonistica, la toponomastica, la certificazione degli operatori e l’uso nelle assemblee elettive; stabilisce che la conoscenza della lingua sarda è attestata da una certificazione linguistica rilasciata da soggetti pubblici e privati abilitati; consente alla Regione di incentivare e sostenere la presenza della lingua sarda nell’ambito delle tecnologie informatiche, in particolare su Internet, in formato testuale e audiovisivo; propone che la Regione stipuli una convenzione con la Rai e attui il programma di una sua emittente web e digitale in video. Infine, si pensa a una “Conferenza regionale della lingua sarda”, a cadenza annuale, “quale occasione di verifica dei risultati ottenuti e per un confronto democratico con gli operatori del settore”.

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