Conservare “adeguatamente” i beni culturali ecclesiastici recuperati a seguito del terremoto del Centro Italia, “evitando che l’incuria e l’inadeguatezza dei luoghi di deposito delle diocesi possa disperdere e distruggere un pezzo della storia artistica nazionale”. Lo chiedono i deputati del gruppo Mdp con un’interrogazione al Ministro dei Beni culturali. “Fonti giornalistiche – scrivono i parlamentari – rilevano che, dall’agosto 2016, molti beni culturali di proprietà ecclesiastica, anche di pregevole valore storico-artistico, recuperati a seguito del terremoto, giacciono ancora dentro imballaggi provvisori e nei magazzini delle diocesi terremotate non riparati da umidità e tarli. Alcune opere, sopravvissute al sisma, da circa un anno sono custodite nei magazzini della Mole Vanvitelliana di Ancona, che è diventata una sorta di arca della cultura. Circa 800 opere d’arte sono protette in ambienti asciutti e arieggiati, sistemati su scaffali metallici allestiti dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, ordinate, classificate e ben tenute grazie anche al lavoro svolto dagli operai del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo che, all’arrivo di ogni opera d’arte, provvedono alla messa in sicurezza”.

Per Mdp “l’adeguata conservazione delle opere d’arte sopravvissute al terremoto è straordinariamente necessaria in quanto questi beni culturali rappresentano non soltanto il patrimonio artistico, storico e culturale delle aree colpite dal sisma, ma anche la memoria di tantissime persone che sperano nel ripristino di una bellezza purtroppo ferita”. Gli interroganti chiedono quindi “quali iniziative, per quanto di competenza, il Ministro interrogato alla luce dell’impegno assunto dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo ad Ancona, intenda assumere al fine di garantire un’adeguata conservazione dei beni culturali evitando che l’incuria e l’inadeguatezza dei luoghi di deposito delle diocesi possa disperdere e distruggere un pezzo della storia artistica nazionale”.

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