parco gianmartinoSalvaguardare le aree di elevato valore archeologico e paesaggistico di Gianmartino, in Calabria. Lo chiede con un’interrogazione il deputato del M5S Paolo Parentela. “Nel 2007 – spiega Parentela – la Trazzani Energy srl ha chiesto e ottenuto il via libera dalla Soprintendenza archeologica della Calabria per la realizzazione di un parco eolico costituito da 11 aerogeneratori, per una potenza prevista di 9,35 mw, a Tiriolo, piccolo centro della Sila piccola, in provincia di Catanzaro, le cui antiche origini sono ben testimoniate dal parco archeologico di Gianmartino. A partire dal marzo 2012, sono stati realizzati alcuni saggi di scavo, ai quali, nel 2014, sono seguiti degli approfondimenti che hanno portato alla scoperta, prima di ‘evidenze strutturali riconducibili ad una probabile cinta muraria’ e poi di ‘evidenze strutturali pertinenti ad almeno due edifici di fine IV-inizio III secolo a. C. e resti murari riconducibili a due differenti contesti di età medievale’. Ad aprile 2016, con la dichiarazione d’interesse culturale e l’apposizione del vincolo sull’area, la Soprintendenza ha, di fatto, impedito la prosecuzione dei lavori”.

“La Trazzani è ricorsa al Tar che, in data 20 luglio 2017, ha annullato gli atti di divieto della Soprintendenza, ‘colpevole’ di aver cambiato idea nel 2016, dopo che nel 2008 aveva autorizzato il progetto con i ritrovamenti archeologici già oggetto di valutazioni confluite poi nel parere positivo reso dalla conferenza dei servizi”. “Le principali fonti di ricchezza del territorio – aggiunge Parentela – sono costituite dall’agricoltura e dal turismo. La realizzazione del parco, oltre ad oscurare la splendida visione che offre Tiriolo del tramonto sulle Isole Eolie (con lo Stromboli fumante) e sull’Etna, fa venir meno la vocazione turistica dell’area con conseguenze disastrose per l’economia di imprese agricole, turistiche e agrituristiche”. Il deputato pentastellato ribadisce “che il proliferare di parchi eolici in Calabria altro non fa se non deturpare luoghi incontaminati, svendendo il territorio ed ipotecandone lo sviluppo futuro all’insegna della mera speculazione mascherata da progresso tecnologico ad emissioni zero”.

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