uomo di altamuraGarantire che lo studio e la fruizione dello scheletro di Homo neanderthalensis, scoperto il 3 ottobre 1993 nella grotta di Lamalunga, nei pressi di Altamura avvengano nel territorio di ritrovamento e il reperto non venga sottratto alla comunità. Lo chiede, con un’interrogazione ai Ministri dell’Istruzione e dei Beni culturali, la deputata del Pd Liliana Ventricelli. “La scoperta – spiega Ventricelli – è avvenuta nel pozzo carsico, costituito da un sistema di grotte piuttosto complesso, di Lamalunga e ha comportato l’imposizione di diversi vincoli di tipo archeologico e paesaggistico e l’avvio di un progetto di ricerca ‘Riscoprire Altamura: indagini avanzate multidisciplinari sullo scheletro della grotta di Lamalunga, Italia’ finanziato nel 2016 dal Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca nell’ambito della call ‘PRIN 2015’, che sarà sviluppato e portato a termine nell’arco del triennio 2017-2019 e finalizzato tra l’altro a promuovere, previa eventuale estrazione, la conservazione e musealizzazione dello scheletro; negli ultimi giorni si è appreso che si stanno svolgendo alcune indagini nella grotta e in prossimità del sito per valutare la fattibilità dell’estrazione del reperto con discese in grotta; l’estrazione, la rimozione e anche il più piccolo intervento su un terreno di lavoro estremamente fragile, potrebbero arrecare seri danni ai resti fino ad oggi conservati: l’uomo di Altamura è un grande tesoro per la città, la più importante scoperta paleo-antropologica in Italia”.

“Pertanto – sottolinea la deputata dem – nella città di Altamura ha preso via un coordinamento per impedire che il cranio e lo scheletro possano essere portati via, e il Cars (Centro altamurano ricerche speleologiche) ha pubblicamente manifestato delle perplessità sul progetto ritenendo che il fossile sia parte integrante della grotta di Lamalunga, un ‘unicum’ carsico: si temono, infatti, possibili danni all’integrità dello scheletro; nonostante il professor Giorgio Manzi, ordinario di antropologia all’università ‘Sapienza’ di Roma, insista sul fatto che si tratterebbero di ‘paure immotivate’, l’allerta cresce e c’è bisogno di chiarezza rispetto agli eventi che si stanno velocemente susseguendo; a quanto pare si tratterebbe di un progetto assolutamente prudente e con tutte le cautele necessarie. Si starebbero facendo delle indagini dettagliate e questa fase durerà ancora sei-otto mesi. Dopo ogni discesa si studiano i dati. Starebbe operando un team di altissimo livello, i migliori specialisti ciascuno nel proprio ambito di competenze”. Con queste premesse Ventricelli chiede: “Quali iniziative intendano porre in essere per rassicurare la popolazione altamurana, il comitato di cui sopra e la comunità scientifica circa la messa in sicurezza del reperto e dei luoghi; quali atti siano stati prodotti e di quali informazioni dispongano i Ministri interrogati sulla eventuale estrazione dello scheletro; quali siano i rischi di uno spostamento e quali azioni di vigilanza siano state messe in campo; quali iniziative si intendano intraprendere per coinvolgere e informare la cittadinanza e le istituzioni locali; quali iniziative si stiano mettendo in campo per garantire che lo studio e la fruizione del bene avvengano nel territorio di ritrovamento e non venga sottratto alla comunità”.

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