I crolli a Castelluccio di Norcia

Individuare aree e metodi di messa in sicurezza e di conservazione delle opere ecclesiastiche, salvate dal terremoto, in virtù del grande valore non solo religioso, ma anche storico-artistico che le stesse rivestono per tutto il Paese. Lo chiede la deputata del Pd, Irene Manzi, con un’interrogazione al Ministro dei Beni culturali. “Un articolo pubblicato di recente dal Corriere Adriatico – scrive Manzi – ha richiamato l’attenzione sullo stato di conservazione dei beni ecclesiastici, salvati dalle macerie di chiese e monasteri delle Marche, a seguito degli eventi sismici del 24 agosto e del 26 e 30 ottobre 2016. Si tratta di quadri, arredi, statue, crocifissi lignei, spesso di grande valore storico-artistico, che sono ancora conservati in imballaggi provvisori e spesso ammassati nei magazzini delle diocesi terremotate, lì dove furono posti in salvo, anche a rischio della propria vita, dal personale specializzato delle forze dell’ordine e del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo o anche da volontari”.

“Tali luoghi – spiega Manzi – spesso con problemi di aerazione, non mettono chiaramente al riparo i beni in questione da umidità e tarli, con il rischio di comprometterne lo stato. Sempre secondo quanto riportato nell’articolo, il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo era già reso disponibile ad individuare luoghi di conservazione più adatti alla messa in sicurezza e alla conservazione dei beni ecclesiastici, sul modello seguito per le opere d’arte ricoverate nei magazzini della Mole Vanvitelliana di Ancona, ma ancora nulla è stato fatto”. La deputata del Pd chiede “se quanto sopra esposto corrisponda al vero e, in caso affermativo, se il Ministro interrogato ritenga opportuno assumere iniziative, per quanto di competenza, per individuare aree e metodi di messa in sicurezza e di conservazione delle opere ecclesiastiche, salvate dal terremoto, in virtù del grande valore non solo religioso, ma anche storico-artistico che le stesse rivestono, non solo nelle Marche, ma per l’intero Paese”.

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