E’ stato presentato presso il ministero dei Beni culturali “Raam” – Ricerca archivio Amaci Musei – il catalogo online del patrimonio e delle collezioni pubbliche dei musei associati ad Amaci (Associazione dei musei d’arte contemporanea italiani). Un progetto nato un anno fa con la firma della convenzione tra Amaci e la direzione generale Arte e Architettura contemporanee del Mibact e che ora vede la luce dopo una prima fase di catalogazione.

“Come annunciato l’anno scorso, quest’anno presentiamo il primo step del progetto Raam, il censimento degli archivi (www.archivioraam.org). Mancava nel panorama del contemporaneo italiano uno strumento di conoscenza delle opere”, ha spiegato Federica Galloni (Direzione generale Arte e Architettura contemporanee e Periferie urbane del ministero). “Il Mibact ha aderito a questo progetto grazie ad un accordo con la SIAE e oggi siamo in grado di pubblicare le immagini, i luoghi dove gli artisti espongono le opere, e così via. Questo progetto, che mancava, sarà indispensabile anche per gli studiosi e nel corso del prossimo anno sarà completato e messo a regime. Grazie agli accordi con la SIAE abbiamo inoltre pagato solo una cifra forfettaria di 5000 euro, altrimenti avremmo dovuto pagare per i diritti delle opere cifre esorbitanti. Dal Mibact – ha quindi aggiunto – è arrivato l’anno scorso un contributo ad Amaci di 50mila euro”.

IL PROGETTO

Il progetto risponde alle necessità di accessibilità e diffusione del patrimonio pubblico dell’arte contemporanea, attraverso modalità in linea con gli standard internazionali e gli strumenti di fruizione attuali che vedono nel mondo digitale il mezzo privilegiato per soddisfare il bisogno di condivisione. Promozione, valorizzazione e diffusione della conoscenza dell’arte contemporanea si legano dunque sempre più radicalmente al concetto di accessibilità gratuita e rapida alle immagini e alle informazioni relative alle opere del nostro patrimonio pubblico nazionale.

L’unicità del progetto consiste nella possibilità di riunire in un unico strumento le opere di 20 musei grazie al coordinamento della rete AMACI, garantendo così da un lato il censimento e una visione complessiva del patrimonio rappresentato dall’insieme delle collezioni dei musei associati e dall’altro la presentazione online delle singole opere correlate dalle immagini disponibili.

Raam è un archivio in progress, continuamente aggiornato e integrato con nuovi record dai musei che contribuiscono all’incremento del patrimonio pubblico, secondo le proprie politiche di acquisizione. All’interno del sito è possibile effettuare ricerche avanzate e visionare le schede di ciascun prodotto artistico, contenenti le immagini e le informazioni relative all’autore, all’opera, al museo o all’istituzione di appartenenza.

Raam non è solo un agile sistema di ricerca, ma anche uno strumento che consente ai fruitori, siano essi professionisti del settore, studiosi, pubblico dei musei o semplici utenti della rete, di prendere atto della qualità, consistenza e distribuzione del patrimonio pubblico del contemporaneo: i vari filtri di ricerca e le diverse combinazioni possibili degli ordinamenti degli elenchi, infatti, agevolano l’analisi complessiva del patrimonio da un punto di vista cronologico, museografico, tipologico, etc. A questo fine sono state sviluppate sia pagine dedicate agli esiti delle ricerche incrociate, sia pagine dedicate alle singole istituzioni nelle quali è pubblicato il relativo catalogo con diverse modalità di ordinamento insieme a una breve descrizione del museo, sia pagine dedicate a ciascun artista che consentono la visione delle anteprime del corpus di opere rappresentato nelle collezioni museali.

L’archivio raccoglie le opere realizzate dal 1966 fino ad oggi appartenenti al patrimonio pubblico dei 22 musei aderenti al progetto, in quanto di proprietà del museo o in comodato d’uso da un ente pubblico, esposte e non esposte, in sede e fuori sede. Sono state comprese in questo progetto opere d’arte contemporanea che interessano diverse forme espressive dalla pittura alla scultura, dalle installazioni ai video, a cui si aggiungono libri d’artista e opere su carta o a matrice fotografica; sono state invece escluse in questa prima fase dalla raccolta incisioni, grafica e disegni.

Per poter garantire un’agile consultazione sono stati previsti più possibili ordinamenti. Visualizzando gli elenchi secondo l’ordine per autore verranno segnalate le opere di uno stesso artista secondo la successione cronologia, mentre per opere della stessa data si è seguita la progressione del numero d’inventario.

AMACI ha raccolto i dati e le immagini delle opere presenti nei cataloghi delle singole istituzioni rispondenti ai criteri sopracitati e, dopo averli riuniti e uniformati in un unico database, ha elaborato una scheda tecnica dell’opera comune.

Dati identificativi: – museo di appartenenza; – artista: gli artisti sono indicati con i nomi con i quali sono comunemente noti, così come i gruppi e i collettivi. Ove disponibili, i riferimenti ai nomi di nascita degli artisti sono specificati nei dati biografici; – dati biografici dell’artista: per i collettivi sono segnalati luogo e data di fondazione del gruppo; – titolo dell’opera: è stata usata la sigla s.t. nelle opere per le quali il museo non ha fornito alcuna indicazione; – data; – tipologia: per la tipologia sono state fornite ai musei delle voci comuni da poter selezionare, per garantire un maggior livello di uniformità, utile alla ricerca; – tecnica: il campo è stato compilato da ciascun museo secondo le categorie e il grado di specificità previsti nel proprio archivio; – misura; – inventario: il codice inserito è riferito al numero di inventario del museo; – condizione giuridica; – crediti fotografici; – descrizione; – bibliografia; – collocazione: indica se l’opera è in esposizione oppure no; – biografia dell’artista: il campo è compilato da AMACI a partire dal materiale fornito dai musei associati per le schede riferite alle varie istituzioni; – note.

Tutti i contenuti presenti nelle schede delle opere sono a cura del relativo museo di appartenenza. I campi non visibili sulla scheda online sono quelli per i quali i dati non sono stati forniti dai musei o non sono al momento disponibili. In accordo con la normativa vigente, le immagini sono caricate sulla piattaforma in bassa risoluzione e non sono scaricabili. Da ogni scheda sarà tuttavia possibile contattare direttamente il responsabile dell’archivio fotografico del museo a cui rivolgere richiesta formale per l’ottenimento dell’immagine in alta definizione, concordemente con la disponibilità e le restrizioni per l’utilizzo previste dai regolamenti dei singoli musei.

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