fonte-fontecchio-convenzione-faroLa Commissione Bilancio del Senato ha espresso parere “non ostativo” al ddl di ratifica ed esecuzione della Convenzione quadro del Consiglio d’Europa sul valore del patrimonio culturale per la società (detta Convenzione di Faro). Il relatore Albert Laniece ha illustrato il disegno di legge, segnalando, per quanto di competenza della 5a Commissione, che non vi sono osservazioni da formulare. Sulla stessa linea anche il viceministro all’Economia Enrico Morando, presente alla seduta. Il provvedimento è assegnato in sede referente alla Commissione Esteri che sta portando avanti l’esame della Convenzione di Faro, relatrice Emma Fattorini (Pd). Finora sono arrivati i pareri favorevoli delle commissioni Affari costituzionali, Cultura, Politiche Ue e Questioni regionali.

LA CONVENZIONE DI FARO

Ultima nata tra le convenzioni culturali internazionali, la Convenzione prende il nome dalla località portoghese nella quale, a ottobre 2005, si è tenuto l’incontro degli Stati membri del Consiglio d’Europa e l’adesione dell’Unione Europea e degli Stati non membri. Entrata in vigore nel 2011, firmata dall’Italia nel 2013, la Convenzione introduce un concetto ampio e innovativo di eredità culturale, definendola come “un insieme di risorse ereditate dal passato che le popolazioni identificano, indipendentemente da chi ne detenga la proprietà, come riflesso ed espressione dei propri valori, credenze, conoscenze e tradizioni, in continua evoluzione. Esso comprende tutti gli aspetti dell’ambiente che sono il risultato dell’interazione tra l’uomo e i luoghi nel corso del tempo”. L’eredità culturale diviene dunque un diritto inalienabile dell’uomo, perché la sua conoscenza e la possibilità di goderne rientrano nel diritto di ciascun cittadino di partecipare attivamente alla vita culturale. Il testo di Faro sancisce dunque un ribaltamento nella concezione del patrimonio culturale e del suo valore per la società, una visione “dal basso” che si innesta nello spirito dell’articolo 9 della Costituzione Italiana.

I PARERI DELLE ALTRE COMMISSIONI

Ecco di seguito in sintesi i pareri delle Commissioni chiamate a pronunciarsi sul disegno di legge. La Commissione Cultura, visto il contenuto della convenzione, ha trattato in modo ampio e approfondito il provvedimento. Il 13 settembre la Commissione Affari costituzionali ha espresso parere non ostativo al ddl. Nello stesso giorno si è espressa in modo favorevole al provvedimento anche la commissione per le questioni regionali.

ISTRUZIONE E BENI CULTURALI

La Commissione Istruzione e Beni culturali del Senato ha espresso parere favorevole al ddl di ratifica della Convenzione di Faro il 19 settembre scorso. La 7a commissione ha, in particolare, ”rilevato con favore che l’articolo 3 del disegno di legge di ratifica dà attuazione alle attività previste dall’articolo 13 della Convenzione, al fine di potenziare la dimensione anche internazionale del patrimonio culturale nel sistema nazionale di istruzione, tramite una spesa di un milione di euro annui, a decorrere dal 2017”. Secondo la Commissione, “la Convenzione quadro del Consiglio d’Europa sul valore del patrimonio culturale per la società disegna un quadro di riferimento per le politiche sul patrimonio culturale attraverso la definizione dei diritti e delle responsabilità nonché la messa in luce degli effetti positivi che possono derivare dal suo impiego, in sinergia con gli strumenti del Consiglio d’Europa per la salvaguardia del patrimonio archeologico e architettonico”.

POLITICHE UE

La Commissione Politiche Ue del Senato ha espresso parere favorevole al ddl di ratifica della Convenzione di Faro sul valore del patrimonio culturale per la società il 13 settembre scorso. Nel disegno di legge presentato dal Governo il 20 luglio 2017, ha notato il relatore Alessandro Maran, non sussistono “profili di criticità in ordine alla compatibilità con l’ordinamento dell’Unione europea”. E che la stessa commissione aveva già espresso il 17 maggio scorso parere favorevole al disegno di legge di ratifica di iniziativa parlamentare (Elena Ferrara, Pd). la senatrice Michela Montevecchi (M5S) ha richiamato l’attenzione dei commissari sull’importanza di questa convenzione del Consiglio d’Europa, la quale “attende di essere ratificata dall’Italia da lungo tempo, essenzialmente per motivi di natura finanziaria”. Proprio a tale riguardo, la Montevecchi ha sollecitato il relatore ad inserire, nello schema di parere da lui illustrato, l’auspicio che l’Esecutivo assicuri una soluzione complessiva di tale problema. Pertanto, Maran ha invitato la commissione ad approvare uno schema di parere favorevole con un’osservazione, “riguardante l’auspicio che, per quanto riguarda gli altri impegni discendenti dalla Convenzione di Faro, oltre a quelli di cui all’articolo 13 della stessa Convenzione, lo Stato disponga di sufficienti risorse funzionali e di bilancio a legislazione vigente”.

LE CINQUE PARTI DELLA CONVENZIONE

La Convenzione si articola in cinque parti. La Parte I («Obiettivi, definizioni e princìpi») è divisa in sei articoli. L’articolo 1 sintetizza gli obiettivi della Convenzione, riconoscendo l’esistenza dei diritti e delle responsabilità verso il patrimonio culturale, mentre l’articolo 2 reca le definizioni di «patrimonio culturale» e di «comunità di patrimonio». In particolare, la definizione di «patrimonio culturale» è la più ampia fra quelle proposte dagli strumenti internazionali adottati fino ad oggi e riconosce la natura indissociabile delle influenze culturali e naturali per ciò che riguarda il paesaggio e l’ambiente culturale ereditato dal passato.

La “comunità patrimoniale” è costituita da persone che attribuiscono valore ad aspetti specifici del patrimonio culturale, che essi desiderano, nell’ambito di un’azione pubblica, sostenere e trasmettere alle generazioni future. Il concetto di “patrimonio comune dell’Europa” è contenuto nell’articolo 3, mentre l’articolo 4 riguarda i diritti e le responsabilità degli individui in materia di patrimonio culturale. L’articolo 5 riguarda in sostanza gli impegni politici che sono necessari per permettere e garantire l’esercizio dei diritti riconosciuti all’articolo 4, mentre l’articolo 6 è l’ultima disposizione che riguarda i princìpi fondamentali e gli effetti della Convenzione.

La Parte II («Contributo del patrimonio culturale alla società e allo sviluppo umano») concerne gli articoli sulle diverse dimensioni dello sviluppo. In dettaglio, l’articolo 7 riguarda le relazioni tra individui e comunità, l’articolo 8 considera i profili del patrimonio culturale connessi all’ambiente come risorse necessarie alla coesione territoriale e alla qualità della vita, l’articolo 9 integra le dimensioni prima evocate nella gestione sostenibile del patrimonio culturale mentre l’articolo 10 stabilisce una continuità tra le diverse accezioni del patrimonio culturale e i suoi aspetti economici, che corrispondono alla multidimensionalità del concetto di «valore».

La Parte III («Responsabilità condivisa verso il patrimonio culturale e partecipazione del pubblico») comprende gli articoli da 11 a 14, che riguardano la necessità di coinvolgere tutti i membri della società, in una logica di gestione democratica, su tutte le questioni che si ricollegano al patrimonio culturale. Spetta ai Governi e alle regioni degli Stati Parte condurre questo processo di partenariato.

La Parte IV («Monitoraggio e cooperazione») stabilisce le modalità in cui le parti opereranno insieme per il conseguimento degli obiettivi della Convenzione.

La Parte V («Clausole finali»), comprende gli articoli da 18 a 23 che corrispondono a disposizioni standard relative alla firma, all’entrata in vigore, all’applicazione territoriale, alla denunzia, agli emendamenti e alle notifiche.

IL DISEGNO DI LEGGE DI RATIFICA

Quanto all’articolato del disegno di legge di ratifica, l’articolo 3 dà attuazione alle attività previste dall’articolo 13 della Convenzione, al fine di potenziare la dimensione anche internazionale del patrimonio culturale nel sistema nazionale di istruzione, tramite una spesa di un milione di euro annui, a decorrere dal 2017.

Le modalità di attuazione della disposizione saranno stabilite con decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, di concerto con i Ministri dei beni e delle attività culturali e del turismo e degli affari esteri e della cooperazione internazionale. L’impiego della suddetta disponibilità sarà determinato scegliendo di volta in volta, per ciascun anno, l’attivazione di una linea di intervento tra quelle previste dal citato articolo 13, assicurando su base pluriennale, per quanto possibile, anche con una sorta di “turnazione” annuale di obiettivi, il perseguimento di tutte le diverse finalizzazioni previste dalla norma.

Leggi anche:

Convenzione di Faro, ad ottobre l’Europa sbarca a Fontecchio (Aq)

Convenzione di Faro, il ddl di ratifica del governo arriva al Senato: un mln all’anno per scuola e formazione

Patrimonio immateriale e Convenzione di Faro, le proposte gemelle per allineare l’Italia all’Europa

One Comment

  1. Pingback: Convenzione di Faro: via libera da Comm. Esteri del Senato, ora la parola all’Aula - AgCult

Rispondi