perdono di assisi Cesaro“Le ricerche e le indagini, ancora in corso e quindi sotto stretto e opportuno riserbo, sono condotte dall’autorità giudiziaria con l’ausilio delle forze dell’ordine, cui del resto è affidata l’attività di controllo anticrimine quale attività preventiva di furti e ‘sciacallaggio’”. Lo ha detto in Commissione Istruzione e Beni culturali del Senato il sottosegretario al Ministero dei Beni culturali Antimo Cesaro rispondendo a un’interrogazione presentata dalla senatrice M5S, Michela Montevecchi. Nell’atto del novembre 2016 Montevecchi chiedeva quali iniziative fossero state messe in campo per rintracciare il dipinto il “Perdono di Assisi”, realizzato nel 1631 dal francese Jean Lhomme, che lavorò per papa Urbano VIII, “trafugato nella chiesa di Nottoria di Norcia” dopo il terremoto. La Montevecchi chiedeva anche che fosse “scongiurato il rischio che altri beni mobili di pregio storico e artistico presenti nelle regioni colpite dai eventi sismici vengano rubati e sottratti alla comunità”.

Cesaro ha aggiunto che, “secondo quanto riferito dal Comando dei Carabinieri, sono in corso anche nuove piste investigative”. Il sottosegretario Cesaro si è riservato comunque di informare la Commissione non appena i Carabinieri del Comando di Tutela del patrimonio culturale renderanno ulteriori aggiornamenti e ha rassicurato i commissari sul perdurante e attento lavoro in corso sul territorio. Cesaro ha poi aggiunto che “in occasione del sisma del 24 agosto 2016 l’azione di sorveglianza delle opere d’arte mobili nei territori colpiti dal sisma e l’esercizio dei compiti di tutela della Soprintendenza si sono svolti, e si svolgono ancor oggi, nel puntuale rispetto delle indicazioni impartite nella direttiva del 23 aprile 2015 del Ministro, come quotidianamente documentato e comunicato nei mattinali del Comando dei Carabinieri di Tutela del patrimonio culturale, che vengono inviati alla Direzione generale Archeologia, belle arti e paesaggio”.

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