remigio ceroniGli Usa restituiscano il “Sacramento di Frontale”, un manoscritto scomparso nel 1925 dal monastero benedettino della Santissima Trinità ad Apiro (Macerata) e conservato dal 1963 nella Pierpont Morgan library di New York. La richiesta arriva dal senatore di Forza Italia, Remigio Ceroni, che ha presentato sul caso un’interrogazione al Ministro dei Beni culturali. “Si tratta di una grave violazione ai danni del nostro patrimonio artistico e culturale” spiega Ceroni, che argomenta: “L’Italia è il Paese al mondo dal patrimonio culturale, di natura religiosa o profana, più ricco e l’arte fa parte del tessuto sociale, economico e culturale stesso della nazione; a dispetto di ciò, complici reali difficoltà di natura logistica, dovute al numero e alla consistenza di tali opere, ma anche a causa di un’amministrazione spesso scarsamente competente e distratta, parte del nostro patrimonio artistico è oggetto di incuria, che sfocia nel suo deterioramento o, addirittura, della scomparsa di reperti”.

IL SACRAMENTO DI FRONTALE

Il “sacramento di Frontale” è un messale di piccole dimensioni, risalente ad un periodo compreso tra il 950 e il 1000 dopo Cristo, costituito da 126 fogli di pergamena e ricoperto di seta, custodito per secoli nel monastero benedettino della Santissima Trinità ad Apiro (Macerata).

CERONI: “VALORE INESTIMABILE”

“Il suo valore – aggiunge Ceroni – è inestimabile tanto dal punto di vista materiale, rappresentando un esempio, in stato pressoché perfetto, di produzione amanuense tardo-antica, quanto simbolica per la comunità locale, che per secoli ha considerato tale oggetto alla stregua di una reliquia; a seguito del susseguirsi di eventi poco chiari e a una denuncia sporta già nel 1925 presso l’Arma dei Carabinieri locali, il manoscritto è scomparso per poi essere rinvenuto dapprima in Svizzera e, infine, nella città di New York, presso una collezione privata e, dal 1963, in una biblioteca pubblica della stessa città, la Pierpont Morgan library; a seguito di rilevamenti compiuti nel 2015 dai carabinieri del nucleo tutela patrimonio culturale di Ancona, la Procura della Repubblica di Macerata ha avviato nel 2015 un’indagine e avanzato presso il giudice per le indagini preliminari una richiesta di confisca del ‘sacramento di Frontale’, che tuttavia è stata respinta poiché la biblioteca attualmente in possesso del messale l’avrebbe ottenuto in forma di donazione e, pertanto, in buona fede”.

“A dispetto delle ragioni più o meno condivisibili dell’attuale detentore dell’opera, essa è stata chiaramente fatta oggetto di furto o confisca illegale e, nei decenni successivi, di operazioni di compravendita parimenti illecite; tra le fattispecie di reato configurabili emerge anche quella di illecita asportazione del bene, per la quale è prevista la confisca senza alcun termine di prescrizione; all’interrogante risulta inaccettabile e profondamente offensivo per l’immagine del nostro Paese che un tale reperto, imprescindibilmente legato al sostrato culturale locale, regionale e nazionale, e ad esso illecitamente sottratto, non possa essere riacquisito attraverso vie legali, anche a causa di un rifiuto scarsamente motivato da parte dell’autorità giudiziaria, nonostante il risalto mediatico avuto dalla vicenda al livello regionale e nazionale; la riconsegna del bene, in questo particolare momento, comporterebbe inoltre un apporto morale e psicologico positivo per le popolazioni locali, giacché l’avvenuta sottrazione illecita ricade nelle aree martoriate dal sisma del Centro Italia, che già hanno subito irrimediabili danni al patrimonio artistico e culturale”.

Alla luce di ciò Ceroni chiede di sapere “se il Ministro in indirizzo abbia contezza della vicenda e se non ritenga che si tratti di una grave violazione ai danni del nostro patrimonio artistico e culturale; se non ritenga di dover intervenire per porre fine ad un illecito che, come tanti altri analoghi, ha causato grave pregiudizio al nostro Paese, troppo spesso saccheggiato delle sue opere d’arte, eventualmente sollecitando l’autorità giudiziaria competente affinché riesamini il caso e agisca in maniera più incisiva; se, qualora ciò non fosse possibile, possa considerare la possibilità di intervenire in qualità di istituzione dello Stato direttamente con l’amministrazione statunitense, attraverso vie diplomatiche o comunque diverse da quelle legali, allo scopo di ottenere la pacifica ma giusta restituzione del ‘sacramento di Frontale'”.

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