senato aula cultura faroLa Commissione Esteri del Senato ha concluso l’esame del disegno di legge di Ratifica ed esecuzione della Convenzione quadro del Consiglio d’Europa sul valore del patrimonio culturale per la società (Convenzione di Faro) e ha affidato il mandato alla relatrice Emma Fattorini (Pd) a riferire favorevolmente in aula. Si conclude così l’iter in commissione per il ddl di ratifica della Convenzione di Faro, un percorso che “ha trovato grande disponibilità e consenso anche dalle opposizioni”, come ha spiegato la Fattorini ad AgCult. Ora si tratta di trovare una finestra per la votazione in Assemblea a Palazzo Madama in un calendario piuttosto affollato. Uno spazio che, a quanto apprende AgCult, potrebbe essere ritagliato già nel mese di ottobre. Di sicuro la relatrice “vigilerà affinché vengano adottati tempi rapidi”.

Per la relatrice, comunque, “è importante ratificare in fretta questa Convenzione. Il patrimonio culturale per la società non ha un valore solo nei beni materiali, ma ha un valore enorme nella parte immateriale: c’è un patrimonio fatto di beni e un patrimonio fatto di comunità, di tradizioni, di spiritualità. Occorre che un Paese come il nostro faccia in fretta a ratificarla”. Una ratifica che si inserisce, spiega Fattorini, in un percorso di attenzione alla cultura che vede già tante tappe raggiunte: ultima, solo in ordine di tempo, l’approvazione del “Codice dello Spettacolo, che asseconda tra le altre cose l’idea di valorizzare e finanziare tradizioni che rischiano di andare perse”.

LA CONVENZIONE DI FARO

Ultima nata tra le convenzioni culturali internazionali, la Convenzione prende il nome dalla località portoghese nella quale, a ottobre 2005, si è tenuto l’incontro degli Stati membri del Consiglio d’Europa e l’adesione dell’Unione Europea e degli Stati non membri. Entrata in vigore nel 2011, firmata dall’Italia nel 2013, la Convenzione introduce un concetto ampio e innovativo di eredità culturale, definendola come “un insieme di risorse ereditate dal passato che le popolazioni identificano, indipendentemente da chi ne detenga la proprietà, come riflesso ed espressione dei propri valori, credenze, conoscenze e tradizioni, in continua evoluzione. Esso comprende tutti gli aspetti dell’ambiente che sono il risultato dell’interazione tra l’uomo e i luoghi nel corso del tempo”. L’eredità culturale diviene dunque un diritto inalienabile dell’uomo, perché la sua conoscenza e la possibilità di goderne rientrano nel diritto di ciascun cittadino di partecipare attivamente alla vita culturale. Il testo di Faro sancisce dunque un ribaltamento nella concezione del patrimonio culturale e del suo valore per la società, una visione “dal basso” che si innesta nello spirito dell’articolo 9 della Costituzione Italiana.

IL DISEGNO DI LEGGE DI RATIFICA

Quanto all’articolato del disegno di legge di ratifica, l’articolo 3 dà attuazione alle attività previste dall’articolo 13 della Convenzione, al fine di potenziare la dimensione anche internazionale del patrimonio culturale nel sistema nazionale di istruzione, tramite una spesa di un milione di euro annui, a decorrere dal 2017.

Le modalità di attuazione della disposizione saranno stabilite con decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, di concerto con i Ministri dei beni e delle attività culturali e del turismo e degli affari esteri e della cooperazione internazionale. L’impiego della suddetta disponibilità sarà determinato scegliendo di volta in volta, per ciascun anno, l’attivazione di una linea di intervento tra quelle previste dal citato articolo 13, assicurando su base pluriennale, per quanto possibile, anche con una sorta di “turnazione” annuale di obiettivi, il perseguimento di tutte le diverse finalizzazioni previste dalla norma.

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