mura venetePromuovere una verifica da parte del Comando dei carabineri per la tutela dell’ambiente “in relazione agli aspetti di verosimile grave rischio idrogeologico e ambientale legati al progetto del parcheggio ‘La Fara’, accostato alle mura Veneziane” di Bergamo, e alla “presenza abusiva di rifiuti” sul luogo. Lo chiede un’interrogazione alla Camera del M5S, a prima firma di Alberto Zolezzi, rivolta ai Ministri dei Beni culturali, dell’Ambiente, dell’Economia e dell’Interno. “A Bergamo, tra il 2003 e il 2004 (sindaco Veneziani, giunta di centrodestra) – si legge nell’interrogazione – venne proposta la costruzione del parcheggio ‘La Fara’ accostato alle mura Veneziane che prevedeva uno sbancamento collinare atta a realizzare un parcheggio di 9 piani per poi ricoprirlo. La funzione sarebbe stata quella di portare le auto in città alta, dopo che era stato riqualificato il parco ex faunistico con una spesa intorno ai 700.000 euro, successivamente sventrato per far posto al parcheggio”.

“La concessione venne data a Bergamo parcheggi (BP), società mista tra privati (70 per cento) e ATB (30 per cento), partecipata del comune di Bergamo che si occupa di mobilità. Nell’accordo è previsto che BP gestirà il parcheggio per 29 anni, e potrà vendere alcuni dei 460 posti auto realizzati; fino al giorno del collaudo dell’opera introietterà i fondi derivanti da tutti i parcheggi blu lungo le mura; il comune, dal canto suo, parteciperà con una quota della spesa pari a 1.700.000 euro; nel 2008 con la giunta Bruni (di centrosinistra) partono i lavori di costruzione. Risulta agli interpellanti che analisi geologiche apparivano carenti: queste prevedevano l’ancoraggio con dei tiranti alle fondamenta delle case confinanti, lasciando i proprietari all’oscuro delle opere succitate, fino a quando gli stessi proibirono la continuazione delle opere appena citate. BP citò in giudizio i suddetti proprietari. Il tribunale respinse con perdite il ricorso. Intanto, Locatelli, impresa che doveva realizzare l’opera, aveva cominciato a sbancare la collina. Nel dicembre 2008, dopo nemmeno tre mesi dall’inizio dei lavori, si verificarono due frane. Tecnici e geologi – si legge ancora – rilevarono il rischio di crollo di un bastione della Rocca, la Casa della Marchesa, il chiostro di San Francesco, ma nessuno si premurò di avvisare i residenti confinanti. Anzi, furono questi, il giorno successivo alla frana, ad avvertire i vigili che ‘sta venendo giù tutto'”.

“Nella realtà dei fatti, Bergamo Parcheggi sapeva che si stavano verificando smottamenti fin dall’inizio dei lavori, avendo fatto posizionare sensori appositi per queste rilevazioni, e ‘movimenti anomali’ erano stati rilevati fin dal 6 dicembre 2008; il primo contributo da 300.000 euro che il comune ha deliberato di versare datava 10 dicembre 2008; venne ordinato alla Locatelli di tamponare il movimento franoso con l’apporto di 25 mila metri cubi di terra da scavo. Locatelli invece che terra da scavo portò materiale inidoneo e contenente rifiuti, fatti che hanno portato alla condanna in primo grado del 13 settembre 2017 per ‘discarica abusiva’; il ‘terreno’ inquinato ancora in sede a reggere la Rocca, con il rischio di inquinamento della falda acquifera sottostante; BP sospese i lavori. La giunta Tentori (centrodestra) intimò in un paio di lettere di continuare i lavori, ma nulla si mosse; l’attuale sindaco Gori, in ottobre 2016 fece una transazione con BP in cui venne in pratica rinnovato l’accordo iniziale, facendo tabula rasa delle penali da ritardo che BP avrebbe dovuto versare al comune con elementi migliorativi per BP”.

“Ad oggi non risultano confronti con la cittadinanza in consiglio comunale come chiesto dal M5S; Gori sostenne la sua scelta con il rischio di ‘penali stellari’ da parte del comune. Nella convenzione però, a quanto risulta agli interpellanti, non c’era traccia di penali (se non a carico di BP); Gori sostenne di avere ricevuto un parere al riguardo da parte dell’avvocatura comunale, ma ad una richiesta di accesso agli atti l’avvocatura comunale rispose di ‘non avere mai dato un parere sull’argomento’; dal 2004 ad oggi BP ha continuato ad introitare le risorse dei parcheggi blu lungo le mura; secondo quanto riportato da un articolo del quotidiano Avvenire dell’8 ottobre 2017, le strisce blu ‘già peraltro “regalate” fin dal 2004 a Bergamo Parcheggi’ costituiscono, ‘secondo un parere ministeriale del 2006, “un’anomala fonte di reddito” che finora ha fruttato almeno 2 milioni e mezzo’; ora l’appalto è stato assegnato alle ditte Collini (già condannata per corruzione e turbativa d’asta) e Seik, che dovrà realizzare una teleferica temporanea per portare a valle il materiale di scavo. Nel bando di gara non si fa riferimento ai rifiuti speciali (25.000 metri cubi) che non possono essere trattati come materiale di scavo e comportano dei costi di smaltimento importanti; le perizie geologiche e i progetti sono tuttora assolutamente carenti: manca, ad esempio, tutto il fronte est confinante con abitazioni; il comune ha imposto a BP di consegnare l’opera finita entro 22 mesi. BP ha ritenuto i tempi troppo stretti, ma ha accettato, richiedendo di poter lavorare anche di notte con una deroga alle immissioni rumorose fino ad 85 db dalle 7.00 del mattino alle 21.00. I residenti dovrebbero sopportare tale incredibile livello di rumorosità per almeno 16 ore al giorno”.

Alla luce di queste premesse gli interroganti chiedono “se il Governo intenda promuovere una verifica da parte del Comando dei carabineri per la tutela dell’ambiente in relazione agli aspetti di verosimile grave rischio idrogeologico e ambientale legati al progetto in questione e alla presenza abusiva di rifiuti; se intenda valutare se sussistano i presupposti per avviare una verifica da parte dei servizi ispettivi di finanza pubblica della ragioneria generale dello Stato in relazione alle criticità amministrativo-contabili connesse al progetto di cui in premessa da realizzarsi nel territorio del comune di Bergamo; quali iniziative di competenza si intendano assumere in relazione ai gravi rischi per la sicurezza dei cittadini e per una pregevole area urbana che comprende le Mura Veneziane di recente inserite tra i beni tutelati dall’Unesco”.

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