piero-liuzzi“Esiste o no un gruppo di interesse cosiddetto ‘Apollo 2’ che rappresenta case d’asta internazionali, associazioni di antiquari e galleristi di arte moderna e contemporanea e che ha spinto per apportare modifiche al codice dei beni culturali”, in modo da “favorire i mercanti d’arte” per “trasferire fuori dal nostro Paese beni con meno di 70 anni”? Lo chiede il senatore di Gal, Pietro Liuzzi, in un’interrogazione al Ministro de Beni culturali. “L’articolo 41 della Costituzione – si legge nell’interrogazione – prevede che ‘L’iniziativa economica privata è libera’, ma ‘Non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana’; è stata approvata la legge annuale per il mercato e la concorrenza n. 124 del 2017 che di fatto con i commi 175 e 176 dell’articolo 1 ha modificato quanto disposto dall’articolo 10 del vigente Codice dei beni culturali e del paesaggio (di cui al decreto legislativo n. 42 del 2004); con il comma 175 si eleva a 70 anni la soglia di età al di sotto della quale le opere d’arte non sono soggette alle disposizioni di tutela”.

“Il comma 176, invece, definisce le linee di carattere generale per il rilascio dell’attestato di libera circolazione e l’istituzione di un apposito “passaporto” quinquennale per l’uscita ed il rientro delle opere dal e nel territorio nazionale; è stata anche introdotta una soglia di valore pari a 13.500 euro per ogni categoria di bene artistico al di sotto delle quali le opere con più di 70 anni (autore non vivente) potranno uscire liberamente dal nostro Paese; il prezzo di mercato non sempre coincide con l’importanza storico-culturale di un oggetto: ci possono essere opere che hanno quotazioni basse, che non raggiungono neanche i 13.500 euro, ma che sono ugualmente di grande interesse per la storia e la cultura del nostro Paese; la conseguenza è quella di avere una perdita immediata e diretta di tutti i beni culturali realizzati fra il 1947 ed il 1967 di proprietà pubblica o di persone giuridiche private che sono state fino ad oggi tutelate dal codice dei beni culturali e del paesaggio”.

Liuzzi pertanto chiede di conoscere “se il Ministro in indirizzo non reputi che le modifiche apportate al codice siano un inaccettabile indebolimento della ‘tutela’ dei beni artistici e storici del nostro Paese; se non ritenga, altresì, che tali modifiche non abbiano come vero ed unico scopo quello di favorire i mercanti d’arte che non dovranno più avere un’autorizzazione (attestato di libera circolazione) per trasferire all’estero beni con meno di 70 anni; se e come intenda intervenire affinché venga fermato un scempio ai danni di tutti gli italiani, ai quali vengono sottratti beni culturali di grande importanza e di pregio che dovrebbero rimanere sul territorio ed attrarre quel mercato internazionale dell’arte, che ora si incentiva fuori dai confini; se corrisponda al vero, per quanto risulta agli interroganti, che le modifiche apportate al codice dei beni culturali siano state ‘spinte’ da un gruppo di interesse cosiddetto ‘Apollo 2’ che rappresenta case d’asta internazionali, associazioni di antiquari e galleristi di arte moderna e contemporanea”.

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