Via libera con osservazioni dalle Commissioni Industria e Politiche Ue del Senato al disegno di legge che prevede Disciplina e promozione delle imprese culturali e creative. Il provvedimento, già approvato dalla Camera, è assegnato in sede referente alla commissione Istruzione e Beni culturali di Palazzo Madama. Il ddl a prima firma Anna Ascani, responsabile Cultura del Pd, per avere qualche chance di vedere la luce prima della fine della legislatura, deve passare senza modifiche al Senato. Entrambi i pareri chiedono “di inserire nel disegno di legge una clausola sul rispetto della normativa europea in materia di aiuti di Stato, eventualmente indicando i limiti previsti dal regolamento (UE) n. 1407/2013 sugli aiuti de minimis”.

IL PARERE DELLA COMMISSIONE INDUSTRIA

La Commissione Industria, Commercio e Turismo ha dato parere favorevole allegando alcune segnalazioni indirizzate alla 7a commissione. Innanzitutto, la 10a chiede alla commissione di merito di valutare “il reinserimento nel testo del riconoscimento di start-up culturali e creative, che avrebbe portato con sé tutta una serie di importanti novità sul piano statutario e degli incentivi, nonché della previsione dell’utilizzo dello strumento del crowdfunding per la valorizzazione e la tutela dei beni culturali”. Quanto al passaggio relativo alla concessione di beni demaniali alle imprese culturali e creative a canoni calmierati, secondo il parere, sarebbe necessario inserire nel ddl “la previsione che, in caso di spese straordinarie di manutenzione, in quanto spesso si tratta di immobili già in condizioni precarie, siano previste agevolazioni fiscali compensative”. Non solo, andrebbe segnalato “al Governo la necessità di inserire nuovamente le agevolazioni inizialmente previste dalla proposta di legge originaria”.

IL PARERE DELLA COMMISSIONE POLITICHE UE

Lo scopo del disegno di legge, si legge nel parere della 14a commissione, “si pone in linea con le politiche dell’Unione europea nel settore, delineate nella strategia Europa 2020, del 3 marzo 2010, che si propone di far emergere nuove fonti di crescita intelligente, sostenibile e inclusiva, nonché nel Libro Verde della Commissione europea su “Le industrie culturali e creative, un potenziale da sfruttare”, del 27 aprile 2010, e più di recente nel regolamento (UE) n. 1295/2013 che istituisce il Programma Europa creativa (2014-2020)”.

La 14a commissione segnala peraltro, che la definizione di impresa culturale e creativa contenuta nell’articolo 1 del disegno di legge coincide sostanzialmente con quella del citato regolamento sul Programma Europa creativa, secondo cui le “attività culturali e creative” comprendono “lo sviluppo, la creazione, la produzione, la diffusione e la conservazione dei beni e servizi che costituiscono espressioni culturali, artistiche o altre espressioni creative, nonché funzioni correlate quali l’istruzione o la gestione”, mentre “i settori culturali e creativi comprendono, tra l’altro, l’architettura, gli archivi, le biblioteche e i musei, l’artigianato artistico, gli audiovisivi (compresi i film, la televisione, i videogiochi e i contenuti multimediali), il patrimonio culturale materiale e immateriale, il design, i festival, la musica, la letteratura, le arti dello spettacolo, l’editoria, la radio e le arti visive”.

Infine, per quanto riguarda le agevolazioni di cui all’articolo 2 (concessione in affitto di beni demaniali), la Commissione Politiche Ue chide di valutare” l’eventuale necessità di provvedere alla notifica ai sensi dell’articolo 108, paragrafo 3, del TFUE, sugli aiuti di Stato alle imprese, tenendo conto del regolamento (UE) n. 651/2014 che dichiara alcune categorie di aiuti compatibili con il mercato interno, ovvero di inserire nel disegno di legge una clausola sul rispetto della normativa europea in materia di aiuti di Stato, eventualmente indicando i limiti previsti dal regolamento (UE) n. 1407/2013 sugli aiuti de minimis”.

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