senato aula cultura faroLa settimana al Senato vede al centro dei lavori l’esame del decreto fiscale che prevede, in ambito culturale, tagli al Mibact per 19 milioni di euro e la norma di liberalizzazione in materia di diritti d’autore. In commissione Giustizia resta all’ordine del giorno il disegno di legge sulla Tutela del Patrimonio culturale e in Commissione Cultura l’atto comunitario sull’importazione illegale dei beni culturali e il ddl sulle imprese culturali e creative. Sempre in 7a commissione sbarcano i decreti legislativi sul cinema e l’audiovisivo.

MARTEDI’ 24

Dalle 14 in commissione Giustizia è all’ordine del giorno il prosieguo dell’esame in sede referente del disegno di legge per la Tutela del Patrimonio culturale. Nell’ultima seduta in commissione sono stati respinti tutti gli emendamenti presentati per, come ha spiegato il relatore Giuseppe Cucca, velocizzare l’iter di approvazione pur comprendendo alcune delle perplessità sollevate nel corso del dibattito, soprattutto sulla definizione esatta di beni culturali ai fini penali.

Dalle 14 sbarca, in sede consultiva, in Commissione Istruzione e Beni culturali il decreto legge 148 in materia fiscale. Approvato in Consiglio dei ministri il 13 ottobre e pubblicato in Gazzetta ufficiale il 16, il decreto del governo contiene una riduzione delle dotazioni finanziarie in capo al ministero e anche la norma che prevede la liberalizzazione in materia di diritti d’autore.

Prima dell’esame del decreto legge 148 il governo dovrebbe rispondere a un’interrogazione del Movimento 5 Stelle, a prima firma Giovanni Endrizzi, sul progetto di costruzione, nel comune di Due Carrare in provincia di Padova, di “un centro commerciale, che occuperebbe una superficie di 32.000 metri quadrati, costruito su due piani e con una superficie destinata ai negozi fino ad oltre 60.000 metri quadrati (al contrario del vecchio progetto, risalente al 2009, che prevedeva una struttura a un solo piano, ma estesa su 48.000 metri quadrati”. Sulla vicenda è già intervenuto in aula alla Camera la settimana scorsa il sottosegretario Gianpiero Bocci rispondendo a un’interpellanza della deputata Pd, Giulia Narduolo. In quell’occasione il governo ha di fatto allontanato di molto la possibilità che in quell’area possa essere edificato un centro commerciale (leggi anche: Padova, governo frena la costruzione del centro commerciale a Due Carrare).

IL DL FISCALE

La riduzione delle dotazioni finanziarie della spesa del ministero dei Beni culturali nel 2017 è pari a 19 milioni di euro. Nel dettaglio -16,5 milioni saranno destinati per la “tutela e la valorizzazione dei beni e delle attività culturali e paesaggistiche” (-16 mln per la tutela delle belle arti e la tutela e la valorizzazione del paesaggio e -0,5 mln per la tutela del patrimonio culturale); -2 milioni di euro per “lo sviluppo e la competitività del turismo”; -500mila euro infine destinati ai “servizi e affari generali per le amministrazioni di competenza”. (leggi anche: Mibact, nel Dl fiscale tagli per 19 mln di euro nel 2017).

Nel decreto fiscale varato dal Consiglio dei ministri c’è anche la liberalizzazione in materia di diritti d’autore: viene infatti superato il monopolio della Siae per quanto riguarda la raccolta dei diritti d’autore, “estendendo a tutti gli organismi di gestione collettiva – ossia gli enti senza fine di lucro e a base associativa – operanti sul territorio dell’Ue la possibilità di entrare direttamente nel mercato italiano, senza alcuna intermediazione da parte della Siae”, si legge nel comunicato finale di Palazzo Chigi. (leggi anche: Diritti d’autore: stop a monopolio Siae, governo approva liberalizzazione).

IMPORTAZIONE ILLEGALE BENI CULTURALI

A seguire prosegue l’esame dell’atto comunitario sull’importazione illegale dei beni culturali. Piano d’azione messo a punto dalla Commissione europea e in cui si infatti inserisce anche la proposta di regolamento relativo all’importazione di beni culturali, si muove nella direzione di rafforzare la lotta contro il finanziamento del terrorismo e contrastare l’importazione illegale e il traffico di beni culturali provenienti da Paesi terzi, i cui proventi sono spesso destinati al sovvenzionamento di attività terroristiche e criminali. Il relatore Franco Conte (Ap), nel suo intervento nel corso dell’ultima seduta, ha reso noto che sull’importazione e sul transito di beni culturali nel territorio dell’Unione europea, oltre al Codice doganale, sono state adottate disposizioni specifiche per i beni provenienti dall’Iraq e dalla Siria. Conte ha sottolineato l’intenzione della Commissione europea di introdurre una disciplina uniforme e armonizzata, tanto più che la lotta contro il commercio illecito di beni culturali rappresenterà un’azione chiave dell’Europa durante il 2018, che è stato designato “Anno europeo del patrimonio culturale”. (leggi anche: Commercio illegale beni culturali, un giro d’affari tra i 2,5 e 5 mld all’anno).

IL DECRETO SUL LAVORO NEL CINEMA

Sempre martedì arriva in commissione Cultura, riunita in seduta comune con la Commissione Lavoro e Previdenza sociale, il decreto legislativo sulle Disposizioni in materia di lavoro nel settore cinematografico e audiovisivo. La norma delega il Governo ad adottare uno o più decreti legislativi per il riordino e l’introduzione di norme che, in quanto compatibili, disciplinino in modo sistematico e unitario, con le opportune differenziazioni correlate allo specifico ambito di attività, il rapporto di lavoro e l’ordinamento delle professioni e dei mestieri nel settore cinematografico e audiovisivo.

I criteri di delega sono i seguenti: conseguire obiettivi di semplificazione e razionalizzazione delle procedure di costituzione e gestione dei rapporti di lavoro, al fine di ridurre gli adempimenti a carico di cittadini e imprese; rafforzare le opportunità d’ingresso nel mondo del lavoro e riordinare i contratti di lavoro vigenti per renderli maggiormente coerenti con le attuali esigenze del contesto occupazionale e produttivo nel settore cinematografico e audiovisivo; prevedere le opportune misure adeguate alle peculiari modalità di organizzazione del lavoro e di espletamento della prestazione lavorativa ovvero professionale.

GLI ALTRI DDL

Restano all’ordine del giorno della Commissione Cultura il ddl di sostegno all’Umbria Jazz Festival, il ddl che disciplina e promuove le imprese culturali e creative e il ddl per la statizzazione degli istituti musicali pareggiati. Per quanto riguarda le imprese culturali e creative la settimana scorsa le Commissioni Industria, commercio e Turismo e la Commissione Politiche Ue avevano dato parere favorevole al testo assegnato in sede referente alla Commissione Cultura. (leggi anche: ).

MERCOLEDI’ 25

IL DECRETO SU PROMOZIONE DI OPERE EUROPEE

Alle 8,30 la Commissione Cultura riunita con la Commissione Lavori pubblici e comunicazioni esamina lo schema di decreto che reca Disposizioni in materia di promozione delle opere italiane ed europee da parte dei fornitori dei servizi di media audiovisivi. Il decreto legislativo riforma le norme a tutela della promozione delle opere europee e italiane da parte dei fornitori di servizi di media audiovisivi. In particolare, l’esercizio della delega è finalizzato alla razionalizzazione delle disposizioni legislative di disciplina degli strumenti e delle procedure attualmente previsti dall’ordinamento in materia di promozione delle opere italiane ed europee da parte dei fornitori di servizi di media audiovisivi sia lineari sia a richiesta.

A seguire, dalle 14, prosegue in commissione Cultura l’esame in sede consultiva, del Dl Fiscale n. 148.

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