franceschini stati generali paesaggio“Il grande tema del secolo scorso è stato il recupero e la valorizzazione dei centri storici. Quello del secolo attuale è la riqualificazione, la rigenerazione delle periferie. È lì che vivono milioni di persone. Le periferie sono uno straordinario territorio per sperimentare bellezza”. Così il Ministro dei Beni culturali, Dario Franceschini, in chiusura dei lavori degli Stati Generali del Paesaggio che si sono tenuti a Roma. “Le città – ha detto Franceschini – sono frutto di stili di epoche mescolati tra loro e sovrapposti. Tutelare il paesaggio non significa solo conservare, ma anche innestare qualcosa che appartiene al proprio tempo. Significa apportare innovazioni”.

“SUL PAESAGGIO NO DIFFERENZE FRA REGIONE E REGIONE”

Franceschini ha chiarito: “La prossima legislatura dovrà essere quella in cui tutte le Regioni dovranno essere dotate di piano paesaggistico. I due referendum appena svolti metteranno in moto un meccanismo di trattativa tra lo Stato e le Regioni sul federalismo differenziato. Ecco, paesaggio e beni culturali non possono entrare in questa trattativa, sono parte del patrimonio complessivo della Nazione. No a una differenziazione fra Regione e Regione”.

“PONIAMOCI IL TEMA DEL VINCOLO DEI 70 ANNI”

“Pensiamo – ha aggiunto Franceschini – a quanta architettura contemporanea di livello altissimo c’è stata in Italia negli ultimi 70 anni. Pensiamo a quanti innesti sono stai fatti. Nel nostro Paese siamo abituati a formare due schieramenti, ognuno con la propria posizione, che non dialogano, non si ascoltano. Invece esiste anche un dialogo, così come esiste tra pubblico e privato. Ragioniamo nell’ottica di una tutela, ad esempio dei centri storici, ma valutiamo gli innesti di architettura contemporanea di qualità. Anche nelle periferie, che sarà la sfida di questo secolo”. “Ciò che sembrava brutto 30 anni fa – ha spiegato Franceschini – oggi non lo è più. Il Vittoriano sembrava una macchina da scrivere, ma se lo guardiamo oggi non è più così, perché si è inserito nel tessuto urbano. Nelle periferie è pieno di bellezza che non vediamo, dobbiamo riscoprire bellezza dove si vedeva solo bruttezza. Che non è bruttura. C’è un grande lavoro di sfida: i 70 anni di vincolo ormai arrivano per l’edilizia del 1947-48. A questo punto dovremo porci il tema. Nella periferia urbana c’è da tutelare tutto, niente oppure serve discernere?”.

“BASTA CONSUMARE IL SUOLO”

“Il grande tema del ‘come’ rigenerare parte dallo smettere con il consumo di suolo. Questa è una grande battaglia, serve una nuova legge. Sebbene – ha proseguito il Ministro – i dati sono positivi, visto che da 8 metri consumati al secondo nel 2000 siamo arrivati ai 3 metri di oggi, non basta. Bisogna smettere di consumare, anziché occupare nuovo suolo recuperiamo gli spazi urbani degradati, inutilizzati. Il rapporto che verrà fuori da questi due giorni ci sarà molto utile in quest’ottica”.

“NEL XX SECOLO VINTA BATTAGLIA SU TUTELA PATRIMONIO”

“Queste – ha sottolineato Franceschini – sono state due giornate di grande qualità, per questo grazie a tutti gli intervenuti, grazie per il lungo e partecipato lavoro preparatorio che ha portato alla stesura del rapporto che rimarrà come punto di riferimento per il lavoro dei prossimi anni. Un lavoro sul paesaggio deve partire dalla giusta denuncia di quello che non funziona, di quello che manca, di quello che c’è da migliorare e che non è stato fatto. Tocca al Governo poi ascoltare e recepire cosa è condivisibile o meno. Del resto una parte del nostro parlare la dobbiamo riservare alle cose positive fatte: il bilancio complessivo che credo si possa trarre è che sulla tutela del patrimonio artistico il nostro Paese ha vinto la battaglia nel secolo scorso. Con ferite, errori, ma la battaglia è stata vinta. Nei decenni del secondo dopoguerra non era sicuro che saremmo riusciti a difendere i pezzi del nostro patrimonio, ma grazie a una legislazione avanzata e alla presenza forte delle nostre Sovrintendenze è stato possibile. Parliamo di un patrimonio straordinario, che ci ha permesso di vincere quella battaglia”.

“SPAGNA AVANTI SUL TURISMO? MA A CHE PREZZO?”

Franceschini ha poi affrontato il tema del turismo, citando la Spagna che, ha detto, “ci ha superato. Ma a che prezzo? Cosa è successo alle sue coste? Che prezzo ha pagato per una crescita così impetuosa? Lo stesso in Gran Bretagna, quante dimore storiche sono state demolite perché in quel Paese il concetto di privato è rimasto fortissimo? Da noi i principi della tutela vincolistica sono talmente entrati in profondità nell’opinione pubblica che si accetta, riguardo a un bene, un vincolo di tutela più forte della proprietà privata. È una cosa ormai acquisita nella sensibilità delle singole persone e delle imprese. Certo che oggi si deve investire per correggere gli errori, ma rivendicando anche il fatto che sulla tutela del patrimonio culturale e paesaggistico siamo avanti di tanti altri Paesi”.

“INTEGRAZIONE FRA SOVRINTENDENZE E UNIVERSITA'”

Accanto a questo il Ministro ha parlato del tema della “valorizzazione museale”. “Abbiamo lavorato per portare a Sovrintendenze uniche, superando la divisione in tre, con tre sedi diverse, tre competenze differenti. Adesso c’è un soggetto unico e dentro di esso abbiamo previsto che ci siano singoli responsabilità, come archeologia, beni architettonici, educazione, ricerca e paesaggio. Ciò porterà a far crescere le singole professionalità, che si specializzano attorno a singoli settori. Personalmente – ha aggiunto Franceschini – tengo particolarmente all’educazione e alla ricerca. E penso che abbiamo una possibilità straordinaria: così come i policlinici hanno unito in alcuni casi ospedale e università possiamo pensare di unire il patrimonio delle Sovrintendenze con le Università. In questo modo potremo costruire un importante percorso educativo”.

“SU ASSUNZIONI AL MIBACT NUOVE RISORSE IN LEGGE DI BILANCIO”

“Il personale è un problema della Pubblica amministrazione, ma le risorse del Ministero sono aumentate, e nel settore specifico alcune cose sono state fatte. Ad esempio – ha detto Franceschini – il concorso per 500 assunzioni già fatto. Quei 500 poi sono diventati 800 e nella legge di bilancio c’è una norma che permette di arrivare a 1000, il massimo previsto dalle idoneità possibili. Questo permetterà, a chi si occupa di paesaggio, che su 270 posti vacanti in pianta organica da architetto 260 saranno coperti. Dopo le 1000 assunzioni resteranno 180 posti vacanti. Abbiamo selezionato e dovremo proseguire, introducendo una ventata di innovazione nel Mibatc e nelle Sovrintendenze”.

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