Paesaggio Paolo gentiloniNon basta la tutela del bello, bisogna anche prendersene cura. Siamo tutti consapevoli che al valore della salvaguardia dobbiamo associare il valore della cura del nostro paesaggio. Lo ha detto il premier Paolo Gentiloni chiudendo a Roma gli Stati generali del paesaggio. “Il nostro paesaggio è uno dei più importanti patrimoni dell’Italia ma anche del mondo, per la sua varietà e la sua ricchezza. L’identità italiana nasce lì, da questo incrocio di natura e storia. Viviamo in un tempo di identità pericolose e antagoniste, sulle quali non possiamo vincere se ci presentiamo come una elite cosmopolita; vinceremo questa battaglia solo se ci presenteremo con le nostre identità”.

Il paesaggio, ha proseguito il presidente del Consiglio, “è stato a lungo ferito e colpito dal boom industriale ed edilizio. Questa minaccia in forme diverse continua: il paesaggio è infatti minacciato da incuria, abusivismo, fragilità. Per fortuna la cultura della tutela del paesaggio si è imposta negli ultimi decenni, grazie al lavoro delle persone che hanno combattuto questa battaglia”.

“Le minacce restano all’ordine del giorno, il consumo del suolo resta un problema aperto così come l’abusivismo. Siamo tutti consapevoli che al valore della salvaguardia dobbiamo associare il valore della cura del nostro paesaggio: non basta la tutela del bello, bisogna anche prendersene cura. Bisogna farlo per la sua fragilità, come quella sismica – e voglio ribadire l’impegno del governo a sostenere le terre colpite da terremoto – ma anche per le minacce nuove che arrivano dal cambiamento climatico. Una minaccia questa che interessa anche il nostro paese: quindi lavorare per gli accordi di Parigi significa lavorare anche per impedire che le grandi conseguenze dei cambiamenti climatici abbiano conseguenze sul nostro territorio”.

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